Dacia Maraini – Donna in guerra

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Pubblicato nel 1975 da Einaudi, Donna in guerra racconta la storia di Giovanna (Vannina) attraverso le pagine del suo diario, che coprono il periodo che va dal 1° agosto al 15 dicembre del 1970. Attraverso le sue vicissitudini, la Maraini esplora temi universali legati alla condizione femminile, alla lotta politica e alla rivoluzione culturale.

Quello di Vannina è un personaggio complesso e ben inserito nel contesto dell’epoca. Insegnante frustrata all’interno di un sistema scolastico scadente, moglie innamorata di un uomo che la usa senza riconoscerla come persona, ma solo in propria funzione, e amica di giovani che sperimentano la durezza della presa di coscienza di sé e della società, Vannina rappresenta allo stesso tempo la millenaria tolleranza delle donne nella storia del mondo, e il risveglio femminile dall’archetipo patriarcale che da troppo tempo le condiziona. In questa funzione esplora anche l’erotismo e la sensualità, liberazione e prigione (a)morale allo stesso tempo, con una visione disincantata che permea tutti i personaggi.

La narrazione è realistica e fantastica allo stesso tempo, e ci cattura portandoci a indossare i panni dei protagonisti. La storia si svolge in un’epoca di lotte politiche e sociali, tra le quali quelle per i diritti delle donne vanno combattute anche all’interno del movimento stesso. I comportamenti patriarcali, infatti, vengono agiti più o meno consapevolmente da tutti i personaggi, non solo quelli maschili, mostrando come facciano parte del nostro humus culturale e quanto sia difficile scalzarli, poiché riuscirci prevederebbe una duplice presa di coscienza, sia da parte di chi li perpetra, sia da parte di chi li subisce.

La galleria di personaggi è ampia e variegata, ed è sintomatica nell’esplorazione dei numerosi temi sottesi alla narrazione principale, mostrandoci il ritratto di un’epoca attraverso fotogrammi narrativi che ne vanno a immortalarne in maniera indelebile numerosi aspetti.

La rilettura di questo romanzo oggi, alla luce dei cambiamenti avvenuti nel mondo e nella società, ci invita a riflettere sui nostri diritti e su quanto rapidamente si stiano erodendo, e ci invoglia a tirarci su le maniche e lavorare per un futuro migliore, libero dalle differenze sociali e sessuali.

 “Donna in guerra” affronta temi profondi e attuali, dimostrandosi ancora, a distanza di tempo, un contributo significativo alla nostra formazione e una pietra miliare della letteratura italiana.

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Heiko H. Caimi, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, abrigliasciolta e altri. Ha insegnato presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse altre scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci. È tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento. Ha collaborato con il notiziario “InPrimis” con la rubrica “Pagine in un minuto” e con il blog della scrittrice Barbara Garlaschelli “Sdiario”. Ha pubblicato il romanzo “I predestinati” (Prospero, 2019) e ha curato le antologie di racconti “Oltre il confine. Storie di migrazione” (Prospero, 2019), “Anch'io. Storie di donne al limite” (Prospero, 2021), “Ci sedemmo dalla parte del torto” (con Viviana E. Gabrini, Prospero, 2022), “Niente per cui uccidere” (con Viviana E. Gabrini, Calibano, 2024) e “Trasformazioni. Storie dal pianeta che cambia” (con Giovanni Peli, Calibano, 2025). Svariati suoi racconti sono presenti in antologie, riviste e nel web.

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