Ian McEwan – Amsterdam

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Un romanzo che sconfina nel paradossale

La vicenda si apre al funerale di una giovane donna e le pagine percorrono le vicende dei suoi amanti nei mesi successivi alle esequie. Condotto con un tono lieve, il romanzo solleva questioni fra loro apparentemente estranee, ma poste in relazione dalla logica dell’opera: l’eutanasia, la deontologia del giornalismo, il valore dell’arte. Il libro merita di essere letto fino alle ultime pagine, per non perdere la conclusione piacevolmente surreale. Pur senza essere memorabile.

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Antonia Buizza è nata a Brescia nel 1972 e ha trascorso tutta la sua vita a scuola, passando senza interruzioni dal banco alla cattedra. Attualmente insegna lettere in una scuola media della Franciacorta. Ama leggere, passeggiare e sbirciare dentro le finestre altrui, da dove nascono molte delle sue storie. Nel 2017 ha pubblicato la sua prima opera, “Fuori fa bel tempo”. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulla rivista letteraria Inkroci e nelle raccolte “Oltre il confine”, “Anch’io. Storie di donne al limite” e “I racconti della Leonessa”. Recentemente ha partecipato alle antologie “Ci sedemmo dalla parte del torto”, “Niente per cui uccidere” e “Trasformazioni. Storie dal mondo che cambia”.

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