Aoibheann McCann – Una di quelle donne

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Ho sopportato il sangue per sette volte nel corso degli anni, prima che smettesse completamente. Miriam che stava in fondo alla strada, e sua figlia dopo di lei, sbirciavano nel buio della porta e mi davano ciò di cui avevo bisogno.
Avrei potuto far andar via mio marito, ma sapevo che avrebbe dato la colpa al mio primo amore. Mio marito era un uomo tranquillo. Gli altri uomini lo evitavano, gli camminavano accanto mentre lui stava fermo in mezzo alla polvere. La mia vergogna era anche la sua vergogna, poichè sarebbe sempre rimasto l’uomo che aveva sposato una donna incinta del bastardo del suo primo amante.
Sono una di quelle donne che fin dall’alba dei tempi hanno sempre saputo che non era il momento adatto, nè per me stessa nè per gli altri. Sono una di quelle donne che ha fatto una scelta e che non si nasconde per questo.
Mio figlio è stato nutrito, mentre gli altri macchiavano la terra di sangue. Pensavo che quando lui fosse cresciuto e avesse iniziato ad essere d’aiuto al padre, avrei potuto avere un altro figlio. Un figlio che avrei potuto baciare. Mio figlio non aveva mai voluto essere baciato da me. Piangeva finché non lo prendevo in braccio, ma poi mi voltava la faccia e guardava lontano cose che non potevo vedere.
Chi sono io, mi chiedete? Chi sono le altre donne? Chi sono le seimila donne del vostro paese che se ne sono dovute andare per porre fine al non perdere sangue? Anno dopo anno, moltiplicate per tutti i paesi del mondo. Chi sono queste donne che sembrano non avere idea di ciò che è giusto? Chi, fin dall’inizio della storia, ha commesso queste atrocità e continua a commetterle, nonostante la gente marci contro di loro, le mani piene di sassi da tirare alle loro case di vetro per ridurle in frantumi?
Era mio marito che andava a cercare mio figlio quando spariva. Solo più tardi ci arrivavano notizie dei suoi guai. La gente bisbigliava, la nostra vergogna cresceva e si ripeteva. Io ho sopportato così come avevo promesso finché non ho notato che non c’era più sangue, che avevo la nausea mattutina e che i ginepri avevano un odore più forte del solito.
La preoccupazione mi teneva sveglia la notte, lo stesso pensiero che si ripeteva di continuo: è morto, è morto. E alla fine lo era davvero. E fu un sollievo che non ci fossero fratelli e sorelle a vedere il suo corpo martoriato.
Io sono la statua al lato della strada. Sono la statua nelle vostre chiese. La mia faccia vi è apparsa in Francia, in Portogallo, in Messico, ad ovest dell’Irlanda, dove camminate avanti e indietro senza sosta. Appaio nei tronchi degli alberi e sui frontoni delle case per esservi da monito e promemoria. Non mi vergono della scelta che ho fatto, lasciate che siano loro a scegliere.
Mi chiedete di aver pietà di voi, lo mormorate nelle vostre preghiere; Ave Maria, Madre di Dio, abbi pietà di me. Mi rivolgete le vostre preghiere nelle vostre chiese fredde, lontani dal mondo di fuoco, fame e polvere da cui sono venuta. Abbiate voi pietà di me, la donna che ora è diventata pietra. Abbiate pietà di quelle donne che sono di carne ed ossa, poiché loro sono davanti a voi.

Traduzione di Francesca Febbrari


Qui trovi la versione originale in inglese del racconto:
Aoibheann McCann – One of those women

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