Jonathan Franzen – Le correzioni

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Enid Lambert, agguerrita casalinga di campagna nell’opulento midwest statunitense, ha passato la vita a correggere gli atteggiamenti del marito e dei suoi tre figli, nell’illusione di poterli trasformare nell’immagine stereotipata e vuota dell’americano perfetto, da tempo radicata nella sua mente. Purtroppo l’impegno non ha dato i frutti sperati: il marito è scivolato in una malinconica apatia, aggravata dall’insorgere del morbo di Parkinson, mentre i figli si sono trasferiti sulla costa e hanno imboccato strade e carriere che Enid giudica discutibili e che non le permettono di far sfoggio di orgoglio materno durante il bridge con le vicine. Decisa a non arrendersi, tuttavia, insiste a voler riunire nuovamente la famiglia per quello che potrebbe essere il loro ultimo Natale insieme, ignara della tempesta che la sua decisione rischia di scatenare.

Il romanzo di Jonathan Franzen è, prima di tutto, una formidabile galleria di personaggi psicologicamente complessi ed estremamente realistici nelle loro imperfezioni e debolezze, sui quali spicca senza dubbio l’antipatica Enid, che si aggrappa ai suoi principi nati da vedute estremamente ristrette e da pregiudizi profondamente radicati nel suo animo, nel nome dei quali ha costruito tutta la vita della famiglia; principi che né il marito, né i figli riescono a condividere e che finiscono per allontanare tutti da tutti, a cominciare da quel marito che da sempre la intimorisce, la attrae e la mette in soggezione e che sceglie di lasciarsi morire su una poltrona, piuttosto che assecondare i desideri di chi è pronto a sacrificare tutto all’apparenza.

Le correzioni racconta una lunga storia di incomprensioni, mettendo in evidenza come la vicinanza fisica non sia affatto determinante nel far scattare sentimenti di amore e solidarietà, ma possa invece agire al contrario, trasformare la casa dove si è cresciuti in una prigione dalla quale fuggire e l’immagine dei due tremuli e anziani genitori in quella di assassini di sogni e aspirazioni, così come appaiono agli occhi di uno dei figli il giorno in cui va a prenderli all’aeroporto.

Un libro da non lasciarsi sfuggire, soprattutto se si ama la letteratura americana nei suoi più recenti sviluppi.

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Valentina Leoni è musicista e storica dell'arte, ha scritto e scrive recensioni e articoli riguardanti libri e fumetti per diversi siti. Attenta conoscitrice della cultura giapponese, ha fatto parte del comitato scientifico della mostra Dai Samurai a Mazinga Z (Casa dei Carraresi, Treviso ottobre 2014) ed è da anni collaboratrice di Radio Animati per la quale ha curato di recente la trasmissione Yatta: Luoghi Non Comuni sull'Animazione Giapponese.

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