Truman Capote – Musica per camaleonti

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Truman Capote, camaleonte magistrale

Il libro “Musica per camaleonti” è una classe magistrale teorica e pratica della letteratura e dello stile del grande Truman Capote, secondo me.

La parte teorica è la prefazione, dove Truman si spoglia e parla apertamente di ciò che è la letteratura per lui: un splendido ma spietato padrone. Dio dà un dono, ma ne lega anche una frusta, il cui utilizzo è esclusivamente l’auto-flagellazione, lo scrittore confessa. Infatti egli dice di sentirsi come un giocatore di carte che non sa se vincerà la partita. Capote sa di padroneggiare la tecnica. Ci ha provato ogni giorno per 14 anni della sua infanzia, come farebbe uno studente di violino! ma dove risiede il genio?

Era tormentato dall’idea che la differenza tra buona scrittura e il vero arte è sottile ma brutale. Ed è stato in questo divagare che ha scoperto quello che sarebbe il suo personale stile: il romanzo giornalistico dovrebbe avere la credibilità del fatto, l’immediatezza del cinema, la profondità e la libertà della prosa, e la precisione della poesia.

Truman oppone alla verità letteraria ciò che è propriamente vero. Quest’ultimo sarebbe il giornalismo, quello che da risposta alle cinque “w” anglosassone, che in italiano sarebbero Cosa, Chi, Dove, Quando, Come, mentre che la verità letteraria introduce lo “romanzato” nella storia per fare la realtà ancor più plausibile. Eventi, personaggi, luoghi, tutto è reale, ma Capote fa entrare al lettore nella atmosfera traverso degli odori, delle sensazioni… Utilizza dei dialoghi quasi teatrali, anche con i segni di punteggiatura tipici di questo genero, come nel caso di “Bare intagliate a mano”, rendendo la sua scrittura più verace.

Nel caso di questa lunga storia, che in qualche modo è simile al suo famoso romanzo “A sangue freddo”, perché in entrambi i casi indagava un crimine e man mano lo risolveva, scriveva il romanzo, Capote si affianca al lettore, sembra proprio che possiamo interpellarlo per uno scambio di opinioni su chi sia l’assassino, o come sia successo, o le relative motivazioni. In “A sangue freddo”, però, il narratore scompare, si tratta di una macchina fotografica che sta mostrando le sue scoperte per il lettore di andare a giudicare. Il genio di Truman si trova in questo, aver creato questo approccio testimoniale che rende al lettore un osservatore soggiogato e attivo di fronte al romanzo.

In ogni caso, la realtà condiziona il ritmo e rende il racconto documentale vero. A volte questo ritmo sembrerebbe inefficace e lo sarebbe, se non fosse perché la faccenda è successa così come è stata raccontata. Lo stesso vale per la fine di queste storie, a volte delude, ma sì, a volte le conseguenze delle nostre azioni svaniscono, così. La realtà è una camicia di forza, ma è anche parte del piacere estetico di queste storie. Li rende affascinanti, in mia opinione.

Non vogliono svelare niente in più sui racconti di Musica per Camaleonti ma in loro troviamo magnifici iceberg (come la storia che dà il titolo al libro), stelle che diventano palpabili, come Marilyn Monroe, quasi teatro come in “Giri Notturni” o “Esperienze sessuali di due gemelli siamesi”, nel quale Capote dialoga con il suo alter ego. Narrazioni magistrali, che come parte pratica di questa classe, sgranano la vita, nella sua poesia, nella sua miseria, nella sua transitorietà.

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Elena G. Del Pino
Laureata in Economia e Commercio Internzionale alla Universidad Pontificia Comillas ICADE a Madrid, ha sviluppato la sua vita accademica e professionale in diversi paesi: tra questi Italia, Germania, Stati Uniti, Regno Unito e Messico. Dal 2000 ha lavorato in diverse entità finanziarie, internazionali e nazionali, la maggior parte degli anni come analista azionario. Dal 2000 al 2011 partecipa a diversi corsi di scrittura preso la Scuola Fuentetaja di Madrid e presso la Giovanni Tranchida frequenta il Laboratorio di Scrittura Creativa per due anni a Milano. Dal 2010 fino alla attualità inizia la sua formazione in interpretazione con diversi professori come Jaroslaw Bielski e Socorro Anadón (Replika Teatro), Victoria Siedlecki, Francisco Garzón Céspedes, Andrés Lima, Alma Bernal e David Zinder, grazie alla quale ha potuto elaborare diversi spettacoli di narrazione orale, sia per bambini (su racconti di Gianni Rodari e Julia Donaldson, tra gli altri) che per il pubblico adulto, con autori diversi che vanno da Julio Cortazar, a Pirandello, Carson Mc Cullers o Edgar Allan Poe. Ama e vive la letteratura e per questo la necessità di sia interpretarla, scrivere recensioni e racconti, e trova in Inkroci la rivista idonea per iniziare un dialogo con altre persone che a loro volta amano la letteratura e la buona musica.

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