Nuala Ní Chonchúir – Juno si rifiuta di guardare Warhol

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‘Quando mi occupo di te, tendo le orecchie verso di te. ‘ A. Alvarez

Juno si rifiuta di guardare Warhol
perché io – la madre – rifiuto di lasciarla
giocare con il Telefono Aragosta di Dalì
– detto anche Telefono Afrodisiaco
non perché lei sia vegetariana e
abbia poco interesse nei crostacei,
ma perché Warhol è qui, più avanti.
E chissà cosa succederebbe, in ogni caso,
se toccasse quel Dalì – allarmi? un’incursione della sicurezza?
un’espulsione imbarazzata dal Tate?
No, più al sicuro che trovarsi davanti alla latta della Campbell
– non bisque, pare, ma zuppa di fagioli neri –
le nostre mani riposano, ma le nostre menti sono tese.
Non dico a Juno – di tre anni – che Dalì volesse
sapere perché, quando ha ordinato l’aragosta da Maxim,
non gli sia mai stato servito un telefono bollito;
sto tentando di disimpegnarla da Salvador,
e concentrare le sue energie su Andy.
Si alza, a braccia conserte, a testa bassa, fissando il pavimento,
e proclama che io – la madre – sono ‘cattiva’ .
Quindi sollevo il suo piccolo corpo, indurito contro di me, e
la riporto all’aragosta che regge il telefono nero.
Lei osserva con attenzione e con evidente piacere,
prendendo il carapace fiammeggiante, le chele, il disco.
‘Potrebbe pizzicarti l’orecchio se lo ascoltassi’,
dice Juno. ‘Potrebbe farti sentire il mare’.

© dell’Autore

Traduzione di Silvia Accorrà

 

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