La Forza del Campione

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“Un guerriero non rinuncia a ciò che ama, ma trova l’amore in ciò che fa”.

“Mi definisco un guerriero di pace… perché le battaglie che combattiamo sono al nostro interno”.

Pur non essendo uno dei migliori film in circolazione, non c’è dubbio che La Forza del Campione (titolo originale Peaceful Warrior, il Guerriero di Pace) porti un messaggio fondamentale all’umanità: la necessità di liberarsi dalle trappole mentali e vivere nel qui e ora, perché solo questo esiste.
Il film si basa sul libro La via del guerriero di pace (Way of the Peaceful Warrior) di Dan Millman, ex-atleta la cui storia di crescita spirituale e personale è raccontata proprio in questo romanzo autobiografico (pubblicato in Italia da Edizioni Il Punto d’Incontro).

Ai fini della presente recensione, non mi interessa paragonare il libro al film né parlare della trasposizione cinematografica, piuttosto essere portavoce dei messaggi preziosi che entrambe le opere portano, di cui sempre più persone sono consapevoli ma di cui la maggior parte dell’umanità ancora non si rende conto, o non vuole farlo.
Come anticipato, il film La Forza del Campione è autobiografico e parla di Dan Millman, un giovane ginnasta il cui unico scopo nella vita è partecipare, e vincere, alle Olimpiadi. Per questo motivo, in palestra cerca di strafare per essere il migliore, ma nel tempo libero pensa solo a bere e andare a letto con le ragazze, poco importa se una di queste è anche il grande amore di un suo amico.
Dopo un incubo in cui si vede gareggiare e frantumarsi  – letteralmente – una gamba, si alza dal letto e finisce in una stazione di servizio dove incontra un uomo saggio e di straordinarie capacità che Dan soprannomina Socrate. L’uomo comincia a porgli degli interrogativi come “Sei felice?” o, “Cosa farai se non arrivi alle Olimpiadi?”, che mandano in bestia Dan, il quale non prende neanche in considerazione di non potercela fare, poiché quella è tutta la sua vita.
Nonostante sia irritato da certi atteggiamenti di Socrate, continua a tornare da lui, finché un giorno, nel parco, Dan ha un’esperienza di cosa davvero significhi liberare la mente e vivere nel qui e ora: Socrate gli dice di essere presente, e prestare attenzione a ciò che sta succedendo in quel preciso istante attorno a lui. Dapprima, Dan risponde che non sta succedendo nulla, ma a un tratto, tutto rallenta e Dan vede, nel giro di un istante, un bacio tra due persone, un cane che gioca e viene coccolato, una coccinella che cammina su una foglia, un ragazzo che legge un libro.
Socrate continua a insistere: “il qui e ora è tutto ciò che conta”, e il giorno dopo, agli allenamenti, Dan riesce a essere totalmente presente a ciò che sta facendo, stupefacendo  il suo allenatore e i compagni per la sua maestria e una performance perfetta, mai vista prima.
Inizia così un vero e proprio allenamento interiore, che Dan svolge di notte alla stazione di servizio, mirato alla meditazione, alla presenza in ogni gesto, all’abbandono degli attaccamenti e allo smettere di farsi controllare dalle emozioni e dai pensieri.  Questo lavoro però diventa troppo per Dan, che decide di smettere e tornare alla vita di prima, fatta di allenamento, feste e bevute con gli amici, e donne.
Durante una corsa spericolata in moto, Dan fa un incidente e si frantuma veramente una gamba. I medici gli dicono che potrà tornare a camminare, e deve dire addio alla sua carriera da atleta.
Per Dan è la fine ma Socrate ricompare con un messaggio prezioso: tutto ha uno scopo nella nostra vita, sta a ognuno di noi trovare quale esso sia.
Pian piano Dan cresce, matura, cambia e capisce che tutto ciò che succede, nella vita di ognuno di noi, è importante e non esistono momenti insignificanti, ma soprattutto: “Accetta che non hai controllo su ciò che ti accade, ma che tu ce la faccia o meno, sei comunque eccezionale”.
Tutti gli insegnamenti imparati e soprattutto interiorizzati da Dan, fanno sì che, nonostante tutti credessero fosse impossibile, torni a gareggiare vincendo anche diversi premi internazionali.
Il film è motivante e coinvolgente, non solo per gli sportivi (il titolo italiano del film potrebbe fare pensare questo) ma per chiunque abbia degli obiettivi, dei sogni, nonché chi stia attraversando un periodo difficile.
Il messaggio principale del film, come del libro, è l’importanza di liberare la mente dalla spazzatura fatta dai molteplici pensieri intrusivi che ci controllano, e che non hanno alcuna rilevanza in quanto si basano solo su passato e futuro (ricordi, paure, blocchi, farneticazioni) mentre tutto ciò che abbiamo è il momento presente ed è solo qui e ora che dobbiamo agire, godendoci il momento, VIVENDO. Anche perché, come dice Socrate, non abbiamo controllo su quello che può capitarci, dunque la sola cosa da fare è vivere nel presente e goderselo, rendere il momento presente il migliore possibile, e facendo il possibile per essere i migliori che possiamo essere.
Siamo soltanto noi i responsabili delle nostre vite, ed è ora di mettersi al comando, anziché lasciare che altre persone o eventi vari giochino con noi come fossimo burattini.
Dan ne è la dimostrazione: dopo l’incidente avrebbe potuto rassegnarsi, lasciarsi andare, perdersi in elucubrazioni mentali (avrei dovuto fare questo, se non avessi fatto quello, la mia vita è rovinata, etc), invece, grazie a Socrate, decide di essere lui stesso a creare il suo destino, trova l’amore nella vita di tutti i giorni e, come un vero guerriero, dopo la caduta si rimette in piedi  – letteralmente – e continua il suo cammino, non solo tornando a gareggiare ma anche vincendo diversi titoli.
Un film da vedere.

Socrate: “Dove sei?”.
Dan Millman: “Qui”.
Socrate: “Che ora è?”.
“Dan Millman: Adesso”.
Socrate: “Cosa sei?”.
Dan Millman: “Questo momento”.

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