Georges Simenon – La camera azzurra

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Una stupefacente abilità narrativa

Il tema, caro a Simenon, del triangolo amoroso trova nel romanzo una versione originale, grazie ad una struttura giocata su sapienti e ripetute analessi. Il romanzo, infatti, si apre con i corpi nudi di due amanti in una camera d’albergo, ma dopo una manciata di righe scopriamo che questa immagine appartiene ai ricordi del protagonista, sondati nei molteplici colloqui con la polizia e con gli avvocati. I continui rimandi temporali, in cui passato e presente paiono confondersi, sono giostrati con tale maestria da non disorientare il lettore, e rendono ancora più intrigante la vicenda, svelata pienamente nelle ultime pagine. La storia è narrata dal punto di vista del protagonista maschile ritratto, come solo Simenon sa fare, nella sua complessità psicologica fatta di slanci, sensi di colpa, pusillanimità, virile senso cavalleresco; sullo sfondo si staglia l’affascinante personaggio di una femme fatale, che l’autore rinuncia a esplorare e che per questo risulta ancora più icastica.

Una raffinata prova di scrittura.

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Antonia Buizza è nata a Brescia nel 1972 e ha trascorso tutta la sua vita a scuola, passando senza interruzioni dal banco alla cattedra. Attualmente insegna lettere in una scuola media della Franciacorta. Ama leggere, passeggiare e sbirciare dentro le finestre altrui, da dove nascono molte delle sue storie. Nel 2017 ha pubblicato la sua prima opera, “Fuori fa bel tempo”. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulla rivista letteraria Inkroci e nelle raccolte “Oltre il confine”, “Anch’io. Storie di donne al limite” e “I racconti della Leonessa”. Recentemente ha partecipato alle antologie “Ci sedemmo dalla parte del torto”, “Niente per cui uccidere” e “Trasformazioni. Storie dal mondo che cambia”.