Seth Godin – Quel pollo di Icaro

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Seth Godin è senza dubbio uno degli autori maggiormente capaci di ispirare e ciò salta immediatamente agli occhi (e al cuore) leggendo uno dei suoi ultimi lavori, Quel Pollo di Icaro, una lucida analisi dell’arte, vista non solo come arte figurativa o di spettacolo, ma più in generale come CREAZIONE di una connessione tra persone.

Vi avviso: non leggete questo libro se non siete pronti ad affrontare i vostri fantasmi o le falsità che vi siete raccontati da sempre per paura di non essere accettati dagli altri, non leggetelo se non siete pronti ad ammettere che preferite essere infelici ma sicuri, piuttosto che felici ma correndo dei rischi, piuttosto che mettervi davvero a nudo ed esporre la vostra vulnerabilità.

Tra i punti salienti del libro vi sono: 

L’attaccamento ai risultati e ai giudizi altrui, soprattutto dei cosiddetti “esperti”:L’arte è troppo importante per accondiscendere ai recensori. Lascia che si sbaglino. Sono critici. I critici si sbagliano sempre.

Godin infatti fa notare come questo fattore sia nocivo per creare arte (ricordo che qui non si parla di arti figurative, artigianali o dello spettacolo, ma di qualunque cosa possa creare connessione con gli altri e toccarli), non solo perché i giudizi dei critici sono personali e non universali (anche se spesso essi stessi universalizzano la propria opinione) ma anche perché, se restiamo attaccati alle opinioni altrui, modificheremo la nostra opera, il nostro prodotto o servizio per fare in modo che sia il più possibile ben accolto, contaminandolo con la nostra paura e il bisogno di piacere, con il risultato di non essere autentici.

Universalizzare i riscontri negativi toglie la pressione dalle spalle del critico. Il critico dà tutta la colpa all’artista anziché prendersi la responsabilità della propria opinione. 

Tre fattori ESTERNI da eliminare per fare Arte:

Controllo: farsi controllare dal sistema e fare solo quello che ci viene richiesto come ci viene richiesto.

Motivazione: dipendere da motivazioni esterne per essere il meglio che possiamo essere. Bisogna invece assumersi le proprie responsabilità e trovare la motivazione dentro di noi.

Approvazione: le masse vogliono quello che il sistema gli propina. Noi possiamo fare di meglio e, per realizzarlo, la sola approvazione di cui abbiamo bisogno è la nostra. 

Dipende sempre tutto da te: che tu sia un impiegato o un imprenditore, sei sempre tu il capo di te stesso. Sei tu che ti gestisci, che decidi che atteggiamento avere, come promuoverti, etc. Spesso parliamo a noi stessi in modo molto negativo e ci sottovalutiamo, auto-sabotandoci. Questo accade perché è più facile scegliere di fallire che di avere successo (così “siamo tutti nella stessa barca”, “non è colpa nostra se le cose non vanno”, “c’è la crisi”); spesso siamo invidiosi di chi ha avuto il coraggio di fare quello che noi non abbiamo osato; spesso troviamo scuse. Se vuoi fare arte, smettila di lamentarti e trovare scuse: assumiti le tue responsabilità e crea il meglio che sai creare. 

Tu non sei un fallimento: come non diciamo mai: “io sono un braccio rotto” o “io sono il cancro”, non dovremmo neanche dire “io sono un fallimento”: queste sono cose che possono succederci, e se a volte falliamo non vuol dire che siamo sbagliati. Siamo artisti. E gli artisti il fallimento lo mettono in conto.

Sii sempre grato: nessun business è fiorito in una notte e bisogna investire tempo ed energia per decollare. Se all’inizio hai pochi clienti, invece di essere frustrato e arrabbiarti, sii grato per quei pochi che sono venuti e hanno creduto in te. 

Scegli il gioco infinito: quando hai finalmente fede in te stesso e nella tua arte, a quel punto smetti di essere disperato, di raschiare il fondo per qualunque lavoro o cliente che ti sfrutta e ti paga poco, giocando il gioco finito del sistema secondo cui le fette di torta sono limitate. Quando smetti di trasmettere disperazione, trovi i clienti giusti, disposti a pagare quello che meriti per l’alta qualità e l’unicità del lavoro che offri. Crei delle cose nuove, crei nuove opportunità per te e per gli altri.

Non ho molto altro da dire, in questo post, se non ringraziare Seth Godin, un’anima magnifica che con i suoi libri e il suo lavoro sta riaccendendo il fuoco in tutti coloro che lo hanno sempre soffocato ma ora sono pronti a volare.

Questo è un brutto momento per essere un industriale, un brutto momento per sperare in una domanda affidabile e prevedibile. Un brutto momento per aspettarsi un buon profitto facendo prodotti medi per persone medie. Ma, soprattutto, è un brutto momento per essere un manager ben pagato che fa quello che gli viene chiesto in cambio di un lavoro sicuro.

Al contempo, non c’è mai stato un momento migliore per avere qualcosa da dire, abbracciare il cambiamento e vedere il mondo in modo diverso. Non c’è mai stato un momento migliore per creare connessione, anziché cose. E, soprattutto, non c’è mai stato un omento migliore per fare arte”.

GLI ARTISI GUDANO, NON RINCORRONO. Ricordatelo. E guidate.