One Day

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Film romantico e fatalista  – basato sul romanzo omonimo di David Nicholls – attraverso cui seguiamo il rapporto tra Emma e Dexter un giorno ogni anno, a cominciare dal giorno della cerimonia di laurea nel 1988, fino al 2011.
E’ la notte dopo la cerimonia di laurea ed Emma e Dexter la passano insieme ma, nonostante il forte interesse e attrazione reciproci, la storia sembra non avere futuro: i due sono molto diversi non solo per carattere e indole ma anche per classe sociale e obiettivi: lei ha dei progetti e sogni ambiziosi, lui ha come priorità il divertimento.
Restano così amici sebbene soprattutto Emma sia chiaramente innamorata di Dexter, ma non vede futuro con lui.

La fortuna non sembra essere dalla parte di Emma al principio, si adatta e accontenta di un lavoro in un ristorante che non la gratifica e non ha nulla a che vedere con i suoi sogni di scrittrice; inizia a frequentare il suo collega Ian, con cui instaura una relazione ma del quale non è innamorata.
Dexter invece viaggia per il mondo e inizia una carriera televisiva che lo rende ancora più dissennato.
Nonostante l’amore profondo che li lega, i due diventano sempre più distanti e le incomprensioni crescono, fino al giorno in cui Emma mette fine al loro rapporto: “Ti amo Dexter, tantissimo, ti amo ma non mi piaci più”.
Gli anni passano e i due si incontrano di nuovo a un matrimonio e il loro legame sembra rinascere sebbene Dexter stia per sposarsi con un’altra.
Senza svelare troppo, per chi ancora non lo avesse visto, la vita darà loro numerose opportunità di mettere alla prova il loro amore, dando loro svariate occasioni di conoscere se stessi, crescere, evolvere indipendentemente l’uno dall’altra per poter eventualmente stare insieme.
Durante il film cresciamo e cambiamo con i protagonisti, ci identifichiamo in Dexter o Emma, o anche nei personaggi minori come Ian, viviamo le loro pene, i loro successi ma soprattutto seguiamo la storia di due anime che si cercano in un continuo girotondo e vogliono stare insieme ma per poter diventare una sola, devono prima completarsi individualmente e fare un preciso percorso.
Dexter ed Emma sembrerebbero quasi  un Romeo e una Giulietta dei giorni nostri, la loro storia pare quasi nata sotto una cattiva stella. Ma è proprio così?
Come ben spiega Neale Donald Walsch, autore di Conversazioni con Dio: “Quando non ci si consideri a vicenda come anime sante impegnate in un sacro viaggio, allora non si riesce a vedere lo scopo, il motivo, celato dietro ogni rapporto. L’anima è venuta al corpo e il corpo alla vita con lo scopo di evolversi. Ti stai evolvendo, ti stai adattando. E ti stai servendo dei tuoi rapporti con ogni cosa per decidere quello che stai diventando”.
La relazione di Dexter ed Emma, come quelle di tutti noi, possono nascere sotto una buona o cattiva stella? Non siamo forse noi gli artefici del nostro destino? Veniamo, in quanto anime, su questa terra per evolvere, e tutte le persone che incontriamo nel nostro cammino sono anime amiche che ci aiuteranno a farlo, anche se non ne siamo consapevoli, anche se ci spezzano il cuore o ci abbandonano
(e viceversa).
Non ce ne rendiamo conto perché noi vediamo solo dal punto di vista della nostra personalità, del nostro ego, ed esso  vuole controllare le cose, vuole possedere quello che desidera e si arrabbia se non lo ottiene.
Ma nulla può fare l’ego se la nostra anima ha altri piani, dunque tutto ciò che possiamo fare, per quanto doloroso e difficile, è abbandonarci alla vita (che non vuol dire rassegnarci ma piuttosto “seguire il flusso”) e accogliere le esperienze che ci presenta, perché servono a farci crescere e diventare più forti: meno ci opponiamo, più ci avviciniamo alla felicità perché seguiamo la nostra anima, che sa di cosa abbiamo bisogno.
Abbandonarsi alla vita non significa nemmeno essere fatalisti e che, se abbiamo degli obiettivi e dei sogni, non dobbiamo perseguirli o cercare di realizzarli; semplicemente significa che, se le cose non andranno come avremmo voluto, accoglieremo quell’esperienza e la useremo per entrare più in contatto con il nostro cuore, che è certamente più sincero della nostra mente.

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