Art Spiegelman – Maus

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Quando la Storia incontra il fumetto

In questo graphic novel di Art Spiegelman si intrecciano il passato e il presente di suo padre, Vladek. Cornice dalla narrazione è l’intervista a più riprese che il figlio fa all’anziano genitore.  Al centro dell’indagine  la vita nella Polonia occupata dai nazisti e, in seguito, nel campo di Auschwitz.
L’opera non costituisce soltanto una testimonianza sullo sterminio del popolo ebraico, ma  racconta anche, con rara maestria, il complesso rapporto fra un padre e un figlio.

Senza retorica Spiegelman ci narra la parabola di Vladek e Anja, felice coppia borghese travolta dall’orrore della Storia, ma ci regala anche il tragico ritratto di un vecchio sopravvissuto, afflitto da mille manie, con l’ansia di non buttare via nulla perché anche un pezzo di spago può diventare prezioso: così gli ha insegnato il campo. E sempre nel campo ha maturato una distaccata sfiducia verso i propri simili: Se chiudi loro insieme in una stanza senza cibo per una settimana allora tu vedi cosa è amici;  la frase rivolta al figlio bambino apre l’opera e ne è forse una chiave di lettura. L’autore, infatti, non ci narra eroismi, ma l’assoluta banalità del male, che contamina non solo i carnefici, ma anche le vittime.

Il disegno affronta con pudore e misura la tragedia,  senza mai indugiare su dettagli raccapriccianti, e  tale sobrietà viene rafforzata dalla scelta di occultare le fattezze umane sotto maschere zoomorfe. Per Spiegelman, infatti,  l’abominio nazista non necessita  di un tratto espressionista, non ha bisogno di essere urlato: basta il muso affilato di un topo dall’occhio vitreo per restituirci tutto l’orrore.

Un’opera scomoda, e proprio per questo da leggere e da guardare con grande attenzione.

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Antonia Buizza è nata a Brescia nel 1972 e ha trascorso tutta la sua vita a scuola, passando senza interruzioni dal banco alla cattedra. Attualmente insegna lettere in una scuola media della Franciacorta. Ama leggere, passeggiare e sbirciare dentro le finestre altrui, da dove nascono molte delle sue storie. Nel 2017 ha pubblicato la sua prima opera, “Fuori fa bel tempo”. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulla rivista letteraria Inkroci e nelle raccolte “Oltre il confine”, “Anch’io. Storie di donne al limite” e “I racconti della Leonessa”. Recentemente ha partecipato alle antologie “Ci sedemmo dalla parte del torto”, “Niente per cui uccidere” e “Trasformazioni. Storie dal mondo che cambia”.