Gordiano Lupi e Virgilio Piñera – Il ragazzo del Cobre. L’inferno e altri racconti brevi

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Questo breve romanzo rappresenta la lotta quotidiana degli alagados e dei favelados di Salvador De Bahia, in Brasile, attraverso le vicende di una famiglia creola, i Duarte Gonzales, che vive in una palafitta sulle rive del fiume Cobre. Juanito coltiva il sogno di divenire un famoso giocatore di calcio mentre aiuta suo padre Ramon a sbarcare il lunario, vendendo merce di contrabbando. Isabel, sua madre, aspetta un fratellino e Anabel, una delle sue sorelle, si prostituisce per vivere; l’altra sorella, Maria, lo fa solo occasionalmente, per mangiare e vestirsi decentemente. Julio, il nonno materno, soffia sul fuoco dei sogni di Juanito sperando di alimentarne la realizzazione.
La quotidiana disperazione è rappresentata da Gordiano Lupi con efficaci pennellate che ne catturano l’essenza fin dalla prima pagina, immergendoci, da subito, nell’atmosfera del luogo e nelle esistenze provvisorie dei suoi abitanti. E ci fa sperare, insieme ai suoi protagonisti, in una liberazione dalla ferocia della miseria che passerà obbligatoriamente attraverso il calcio o attraverso la sua unica alternativa, l’espatrio: Se stiamo fermi su queste palafitte il futuro non potrà mai cambiare. Chi ti viene a cercare tra il mare e la miseria? Ma anche il riscatto ha un prezzo e, per quanto il sacrificio possa valere l’ingresso in una vita migliore, è sempre arduo pagarlo.

Avvalendosi di uno stile asciutto e privo di fronzoli, Lupi narra con grande maestria una vicenda che per troppi esseri umani è ordinaria amministrazione, e non lo fa con gli stucchevoli toni pietistici di troppa narrativa occidentale, ma con profondo amore per l’umanità dei protagonisti e con toni poetici che sanno renderci partecipi anche dell’esistenza degli ultimi.
Segue una breve scelta di racconti di Virgilio Piñera (1912-1979), autore cubano noto a livello mondiale ma ignorato in Italia e, soprattutto, a Cuba, dove venne messo al bando a causa della sua omosessualità, diventando uno dei troppi scrittori dissidenti. I dieci racconti presentati, scritti tra il 1945 e il 1976 e pubblicati tra il 1956 e il 1987, sono spaccati surreali sorprendenti nella loro immediatezza, con finali fulminanti di rara efficacia e intelligenza, prodotti della geniale commedia dell’assurdo che l’autore era solito mettere in scena. Segnalo in particolare il kafkiano L’interrogatorio e il fantascientifico L’altro io, due piccole gemme tra molti gioielli.
Un piccolo libro che non va ignorato, e che va custodito con amorevole attenzione nella propria biblioteca. Consigliato.

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Heiko H. Caimi, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, abrigliasciolta e altri. Ha insegnato presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse altre scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci. È tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento. Ha collaborato con il notiziario “InPrimis” con la rubrica “Pagine in un minuto” e con il blog della scrittrice Barbara Garlaschelli “Sdiario”. Ha pubblicato il romanzo “I predestinati” (Prospero, 2019) e ha curato le antologie di racconti “Oltre il confine. Storie di migrazione” (Prospero, 2019), “Anch'io. Storie di donne al limite” (Prospero, 2021), “Ci sedemmo dalla parte del torto” (con Viviana E. Gabrini, Prospero, 2022), “Niente per cui uccidere” (con Viviana E. Gabrini, Calibano, 2024) e “Trasformazioni. Storie dal pianeta che cambia” (con Giovanni Peli, Calibano, 2025). Svariati suoi racconti sono presenti in antologie, riviste e nel web.

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