Un pomeriggio d’autrice a Brescia

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Sabato 24 marzo 2018, alle ore 18:00, verranno presentate a Brescia, presso il Caffè Letterario Primo Piano di Brescia, in via Beccaria 10 (a 50 metri da Piazza della Loggia) le raccolte di racconti “Fuori fa bel tempo” di Antonia Buizza e “Tipi da bar” di Giorgia Boragini. Ambedue le autrici sono assidue collaboratrici della nostra rivista. Dialogherà con loro Heiko H. Caimi, direttore editoriale di Inkroci.

Giorgia Boragini e Antonia Buizza dipingono un mondo di personaggi e atmosfere: Tipi da bar e Fuori fa bel tempo presentano ai lettori un affresco contemporaneo scorrevole e arguto, colto da punti di vista non banali.

Giorgia Boragini è nata a Bologna nel 1970. Vive e lavora in quel di Brescia. Laureata in Giurisprudenza per necessità, accanita lettrice per passione, frequenta con impegno discontinuo laboratori di scrittura creativa. Il suo primo romanzo, Il copione del delitto (Liberedizioni), si è aggiudicato il secondo posto al concorso “Manerba in Giallo” (2011). Collabora attivamente con la rivista letteraria Inkroci.

Antonia Buizza è nata a Brescia nel 1972. Ha trascorso tutta la sua vita a scuola, passando senza interruzioni dal banco alla cattedra. Attualmente insegna lettere in una scuola media della Franciacorta. Divide la sua vita con tre gatti, una bambina e un fotografo. Negli ultimi anni si è accostata alla scrittura frequentando corsi e laboratori. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulla rivista Inkroci.

In Tipi da bar s’intersecano le vite di vari personaggi colti nelle conseguenze estreme e grottesche della quotidianità. Tutto il mondo è teatro: al bancone di un bar, talvolta reale, talvolta immaginario, si incrociano i destini più strani e spiazzanti. I personaggi entrano in scena per pochi attimi: lo spazio di un racconto; ma spesso e volentieri tornano alla ribalta per raccogliere più fischi che applausi.

Fuori fa bel tempo è un affresco contemporaneo della provincia del nord Italia, dove la modernità si intreccia con la nostalgia. I personaggi sono dei veri mattatori e possono essere protagonisti di un racconto e poi riaffiorare come comparse in un altro, in un gioco di continui rimandi che diventa una sfida lanciata al lettore. In rapidi fotogrammi vengono fissate esistenze solo in apparenza umbratili, ma che rivelano un’umanità spesso misera, a volte meschina, mai banale.

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