Heiko H. Caimi – Dal pozzo (J’accuse)

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Se abbiamo paura delle opinioni che non vanno per la maggiore,
se ci spaventa chi non la pensa come noi,
se non abbiamo il coraggio di difendere ciò che amiamo,
se preferiamo l’ipocrisia al coraggio,
il silenzio all’argomentare, le buone maniere alla sincerità,
se preferiamo la censura alla verità

allora non mettiamoci a parlare di letteratura:
se la letteratura è morta,
è morta anche grazie alla nostra viltà,
è morta anche grazie alla nostra indifferenza,
è morta anche grazie alla nostra intolleranza, alla nostra ipocrisia, alle nostre buone maniere
perché la letteratura non ha nulla da dirci
se non la sappiamo ascoltare
né ha modo di restare viva
se non la sapremo seminare.

E smettiamola di rimpiangere il passato:
autori come quelli di un tempo
non verranno mai più
o, se verranno, giaceranno intonsi
su scaffali carichi di polvere;
e saremo stati noi
a seppellirli
con la nostra inane abulia.

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Heiko H. Caimi
Heiko H. Caimi, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, abrigliasciolta e altri. Ha tenuto corsi di scrittura presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci. È tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento. L’ultimo suo lavoro è il romanzo "I predestinati" (Prospero, 2019).