Editoriale – Inkroci n. 1 – Marzo 2013

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Eccoci qui per la prima volta insieme.
Prima di tutto, come la buona educazione impone, presentiamoci.
Al momento stai leggendo il primo numero di una nuova rivista on-line che si chiama Inkroci. Non ci conosciamo ancora, ma speriamo tu possa passare momenti piacevoli in nostra compagnia, attraverso la lettura di racconti inediti, interviste, recensioni e consigli di lettura.
Ma perchè Inkroci? Domanda legittima, ma ambigua e che richiede più risposte.
Da una parte c’è il motivo per cui abbiamo deciso di lanciarci in questa nuova avventura e dall’altra andrebbe spiegata la scelta del nome. Ma andiamo con ordine.
Inkroci nasce dall’esigenza di fare cultura. Sì, lo so, sono paroloni e sembra anche ce la stiamo tirando. Com’è possibile assumersi tale ruolo? E che superbia! Vero, ma dipende da che cosa si intende con la parola cultura. In un periodo di crisi economica la cultura sembra un bene accessorio e invece è fondamentale per una società moderna che voglia svilupparsi.
Fare cultura vuol dire osservare il mondo e immaginare qualcosa di nuovo, significa partecipare attivamente alla vita sociale, al riconoscimento dell’identità, della dignità e della memoria come valori fondanti dell’esistenza individuale e collettiva (George Orwell). Quindi non si tratta di superbia, ma di una necessità.
Allora perché proprio una rivista letteraria? Si dice sempre che in Italia ci siano più persone che scrivono di quante siano quelle che leggono. Vero, però quanti sono gli scrittori validi che non riescono a farsi leggere da nessuno? Impossibile a dirsi, ma per la legge dei grandi numeri immaginiamo che i talenti incompresi siano molti.
Noi ci auguriamo di poter essere loro d’aiuto, allietandoti, caro lettore, con racconti nuovi e originali. Abbiamo scelto la forma del racconto, innanzitutto perché si accosta bene alla distribuzione on-line, e poi perché nel nostro Paese questa forma narrativa non ha mai raggiunto, purtroppo, una vera e propria dignità letteraria.
Ma non ci saranno solo le storie inedite.
Sì perchè, e qui si torna a “faggiuolo” sulla scelta del nome, Inkroci non è solo scrittura, ma anche contaminazione di generi ed esperienze. Parlare di cultura vuol dire anche andare al cinema, ascoltare musica, scattare fotografie, incontrare persone, porsi delle domande e, a volte, semplicemente bersi un caffè. Questo è ciò che vorremmo essere e che speriamo ci aiuterete a diventare: attori di cultura, attraversatori di incroci, autori di contaminazioni e sollevatori di dubbi.
Quindi piacere di conoscerti caro lettore, nella speranza che vorrai inkrociarci ancora e continuare il cammino con noi.
Allegramente.

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Sara Sagrati ha geni al 100% marchigiani, ma per uno scherzo del destino nasce (nel 1973) e cresce in Brianza. Fin da piccola si appassiona al cinema e già a 11 anni esclama a un professore: “voglio fare il critico cinematografico”. Ci prova disperatamente, ma i tempi sono duri e, come da insegnamento di Morando Morandini, fa di tutto, dall’impiegata al web content, pur di ampliare conoscenze ed esperienze. Ma il primo amore ritorna prepotente e dopo corsi di cinema, di regia, di sceneggiatura inizia una lunga collaborazione, ancora in corso, con svariate webzine (Hideout, UZAK, Nouvellevague, Filmforlife) e magazine (Nocturno, Zero). Con Hideout partecipa al progetto Dispersi (film inediti in Italia) con il quale promuove rassegne cinematografiche, organizza il festival Dispersival e cura il libro Dispersi. Guida ai film che non vi fanno vedere (2010, Edizioni Falsopiano). Nel 2009 promuove il Mouse d'Oro, premio della critica online ai festival di Venezia, Roma, Torino e Courmayeur. Per un po' è stata redattrice al settimanale Film Tv, potendo finalmente dire: “faccio il giornalista cinematografico”. Eppure, ha poi scelto la via del video on demand, collaborando con Chili, la videoteca online. Per fortuna anche lì c'è una webzine di Cinema di cui fa il caporedattore.

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