Editoriale – Inkroci Giugno

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Ed eccoci al secondo numero. Un’uscita fatidica, perché quando si partorisce il numero uno di una rivista letteraria si desidererebbe condividerlo con il maggior numero di persone; si vorrebbe, insomma, che la prima uscita non dovesse scomparire, sostituita com’è logico da quelle successive. Di lettori ne abbiamo avuti moltissimi, più del previsto, ma ci piacerebbe che il passaparola li aumentasse esponenzialmente prima di dare in pasto al pubblico la nuova creatura. Allo stesso tempo, però, la nuova uscita è segno di buona salute, di un progetto che va avanti e desidera crescere, che non si aspetta di essere ricordato solo per come si è presentato la prima volta; di un progetto che vuole affermare il proprio carattere e le singole personalità che lo compongono per un tempo il più longevo possibile.

Per questo continueremo a dare spazio sia a nomi noti (in questo numero Giuseppe Ciarallo, Catherine Dunne, Jack London) che a esordienti, senza scordare i contributi fondamentali della redazione e dei traduttori, che sono la spina dorsale di “Inkroci”.

Vorrei pertanto cogliere questa seconda occasione per ringraziare pubblicamente tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione di Inkroci, a partire da Chiara Canova e Robert Mardle, che hanno supervisionato tutte le traduzioni e hanno dato un apporto generoso ed entusiasta; per proseguire con Giovanni Poli, il nostro webmaster, che si è scapicollato per permetterci di essere presenti on-line nei tempi previsti; per arrivare a tutti i membri del Comitato di Lettura, che, accollandosi il paziente esame di innumerevoli racconti, ci permettono di scegliere quali presentare in ogni numero. E, ultimi ma non in ordine di importanza, a coloro che hanno collaborato con “Inkroci” fin dal suo primo vagito, contribuendo a realizzare il nostro progetto: Gianfranco Caimi, Giuseppe Ciarallo, Ludovica Gazzé, Fausto Capitanio, Michele Larotonda, Rossella Manzo, Rita Marinelli, Sara Sagrati, Davide Verazzani, Laura Zanoli.

Inoltre un ringraziamento speciale a coloro che ci prestano le loro opere a titolo gratuito, permettendoci di arricchire la rivista delle loro firme, e agli autori che si sono resi disponibili ad essere intervistati.

Dal prossimo numero questo spazio sarà occupato da altri argomenti, ma questa volta vorrei approfittarne per ringraziare anche tutti coloro che, dopo l’uscita del primo numero, hanno voluto farci pervenire un commento sul nostro operato; l’elencazione sarebbe davvero lunga, per cui ci limitiamo, nostro malgrado, a un ringraziamento generalizzato agli scrittori, agli sceneggiatori, agli addetti ai lavori, agli amici e ai lettori che ci hanno dato testimonianza del loro apprezzamento e che ci hanno incoraggiato a proseguire nella nostra impresa. Grazie a tutti.

E grazie soprattutto ai tanti lettori che ci hanno visitato e che speriamo vorranno restare con noi anche per il futuro.

Buona lettura,

                                                                                        Heiko H. Caimi

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Heiko H. Caimi
Heiko H. Caimi, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, abrigliasciolta e altri. Ha tenuto corsi di scrittura presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci. È tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento. L’ultimo suo lavoro è il romanzo "I predestinati" (Prospero, 2019).

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