La prefazione a “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde

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Il ritratto di Dorian Gray è una storia che la maggior parte delle persone conosce o per sentito dire, o grazie ai film che ne sono stati tratti. Molti però non sanno che all’interno di questo libro vi è un’altra opera che ha segnato un punto di svolta nel mondo della letteratura e dell’arte in generale: la prefazione. Realizzata qualche mese dopo l’uscita del libro, venne pubblicata tra le pagine di The fortnightly Review come giustificazione alle numerose critiche al Ritratto. Oggi è considerata il manifesto dell’ Estetismo.

Frasi decise, parole ben scelte; il messaggio è chiaro: l’arte non dev’essere soggetta ad alcuna morale. L’artista non è più visto come una guida verso valori più alti, ma come un semplice messaggero che trasporta emozioni.
L’arte in verità non rispecchia la vita, ma lo spettatore. Vi è un distacco totale dal Realismo, dall’idea che l’arte debba rappresentare la realtà. La vita è una costante: ciò che cambia è il modo di interpretarla, e l’interpretazione è data dalla sensibilità dell’uomo. Solo grazie a questa si può fare arte.
Tutta l’arte è completamente inutile. Ebbene sì. Con l’arte non si impara a cucinare, non si impara a costruire case, non si nutre il nostro corpo. Eppure esiste. Deve esistere. Perché l’animo umano necessita di esprimersi attraverso una forma che non sia vincolata dall’etica. E quella forma è proprio l’arte.

Qui la recensione bonsai del romanzo.

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Elena Zamboni
Elena Zamboni, classe 1997, attualmente frequenta il corso di laurea triennale in Arti, Spettacolo ed Eventi culturali presso l’università IULM. Sopravvissuta al liceo classico, conserva il suo amore per la scrittura e la letteratura in generale, realizzando recensioni di libri e brevi testi presenti in varie piattaforme social. Grande appassionata di arte contemporanea e musicista a tempo perso, lavora con lo scopo di avvicinare più persone possibili al mondo della cultura.

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