Bernard Malamud – Il commesso

0
215

Il romanzo racconta la storia di Morris Bober, un droghiere di religione ebraica i cui modesti affari sono messi ulteriormente in crisi dai nuovi esercizi appena apparsi nel suo quartiere: per far fronte a necessità sempre più urgenti, Morris si trova costretto, contro il volere della moglie, ad accettare l’aiuto di Frank, un giovane italo-americano intenzionato a imparare il mestiere, che offre il suo aiuto senza compenso.
Grazie a Frank, l’anziano commerciante ritrova il coraggio di affrontare la concorrenza ma anche la crisi economica, la salute che peggiora e un Dio che percepisce lontano e arcigno. L’incontro tra i due dà vita a un faticoso dialogo nel quale si alternano stati d’animo contrastanti da parte di entrambi, come rabbia, disperazione, rassegnazione, speranza, dignità – dialogo che porterà il commesso a rivedere il proprio modo di essere e spingerà Morris a riflettere sul senso del destino, che sembra accanirsi sui poveri magari solo perché hanno scelto di rimanere onesti, considerando la necessità di migliorare la propria condizione.
Sfondo di questa ascesa catartica è New York, riprodotta in sedicesimo dalla piccola bottega di Morris, perfetto crogiolo di razze, culture e punti di vista, tutti tesi a sconfiggere una miseria che, prima che economica, è percepita come esistenziale.

Racconto scarno, di taglio tradizionale, essenziale, dai toni dolci-amari che ricordano i primi film di Chaplin, condotto con un intento che richiama la grande narrativa sociale ottocentesca (Balzac, soprattutto, ma anche Verga), nonché dal gusto tipicamente americano per il dettaglio (la descrizione della bottega di Morris e dei suoi strumenti di lavoro richiama alcuni analoghi cataloghi di Melville in Moby Dick), attento alle sfumature psicologiche, senza rinunciare all’oggettività.
Consigliato a lettori che amano analizzare le vicende umane.

Lascia un commento

Scrivi un commento
Per favore inserisci qui il tuo nome

inserisci CAPTCHA *