Editoriale

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Cari lettori,

benvenuti al nostro terzo numero. Siamo felici che l’elenco di persone ringraziate pubblicamente nell’editoriale n. 2 si sia allungato per il contributo di professionisti che, con entusiasmo e competenza, stanno collaborando all’uscita di questa rivista. Senza riuscire a nominare tutti, esprimiamo estrema gratitudine a chi ci sta sostenendo, permettendoci di crescere e di arricchirci di nuovi contenuti.

Inkroci è nata dall’incontro fra persone che condividono la passione per la lettura, il desiderio di raccontare, la voglia di fare cultura, cioè di creare occasioni per entrare in relazione con la comunità sociale, ricercando trasversalità fra diverse forme, visioni e generi artistici. Questo è anche il progetto narrativo che guida l’articolazione delle nostre rubriche.
La scrittura si sviluppa innanzitutto con la sezione “Racconti”, nucleo essenziale del nostro periodico. Crediamo nell’opportunità di riscoprire questa forma letteraria, meno frequentata in Italia che altrove: in ogni numero pubblichiamo cinque racconti, di cui uno lungo, con un occhio di riguardo a esordienti d’eccezione e a opere di autori stranieri, poco note in Italia. Non ci poniamo limiti di genere, ma soltanto di qualità.

La sezione “Interviste” è uno spazio dove conoscere chi ha fatto della letteratura il fulcro della propria vita e del proprio lavoro, qualunque sia la forma artistica che ha scelto. In un incontro dal vivo con l’autore o attraverso le sue opere, come nelle “Interviste impossibili” che inauguriamo in questo numero, concretizziamo il piacere della conoscenza e dello scambio, la curiosità e la scoperta di pensieri vicini o distanti.

La scrittura continua il suo viaggio e diventa analisi, riflessione, confronto e speranza in “Letterature”.
La rubrica “Letterature dal mondo”, curata da Anna Ettore, porta i risultati di una ricerca volta a esplorare narrazioni poco note o dimenticate, dando spazio e proponendo un avvicinamento a opere e autori che spesso da noi sono immeritatamente considerati gli ultimi.
Con “Parole di celluloide” abbiamo scelto di affrontare il connubio artistico riuscito fra un’opera letteraria e il film che ne è stato tratto: una storia che ne genera un’altra, una forma che ne assume un’altra.

“Sogni di carta”, spazio curato da Heiko H. Caimi, riguarda l’esperienza intima dell’incontro con la lettura o con la scrittura, attraverso lo sguardo in soggettiva dei singoli autori: un mondo interiore di sentimenti, domande e desideri intorno al senso di una passione.

“Il pensiero verticale” è una nuova rubrica curata da Sara Di Girolamo che presenta libri e video rilevanti di genere esoterico o, in senso più ampio, titoli per la mente, il corpo e lo spirito.

Le “Recensioni” sono un classico dei periodici di cultura e, naturalmente, non volevamo farcele mancare. Nello spirito che anima la rivista abbiamo scelto di introdurre una rassegna che contempli la maggioranza delle arti della narrazione, cioè libri, cinema e musica.
Nella sezione di apertura “Attenti al libro!” analizziamo ogni volta quattro differenti libri che riteniamo, di spicco. Sono i nostri “consigli o sconsigli per l’acquisto”.

Proseguiamo con “Making movies”, spazio dedicato a film più o meno noti e che riteniamo valga la pena di recuperare e (ri)vedere. Nel “Frullacinema”, rubrica curata da Gino Udina, indichiamo invece due pellicole appena uscite (o di prossima uscita) in formato DVD.

“Formidabili, quei dischi!” tocca il campo della musica, alla ricerca di quei dischi fondamentali e storici che hanno e che, ancora oggi, rappresentano a nostro parere una grandiosa esperienza dell’ascolto.
Infine, le dieci “Recensioni bonsai” commentano in breve libri vecchi e nuovi, perché riteniamo che di libri non si dialoghi mai abbastanza e che, nella congerie di pubblicazioni disponibili sul mercato, sia importante offrire ai nostri lettori, i primi dei quali siamo noi stessi, la possibilità di riflettere su un panorama che cerchiamo di rendere il più articolato possibile.

Ma poiché la narrazione si concretizza anche in forma non scritta, Inkroci ha scelto di esprimersi anche attraverso le immagini. Con le illustrazioni di Samantha Franza e degli altri autori e con le opere dei nostri fotografi nella sezione “Fotografarte” offriamo prospettive diverse per incontrare il mondo e i mondi, attraverso le voci dell’arte per vivere, vedere e sentire la cultura con lo sguardo più aperto e dialogante possibile.
Dulcis in fundo, per varcare le frontiere, la nostra rivista esce anche in inglese. Ma questa è una storia che vi racconteremo un’altra volta.

Buona lettura

la Redazione

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