Dorrigo Evans è un ufficiale medico dell’esercito australiano durante la Seconda Guerra Mondiale; quando cade nelle mani dei giapponesi viene destinato a un campo in Thailandia nel quale i prigionieri sono costretti a lavorare al progetto della ferrovia di Burma, la famigerata Ferrovia della Morte, che costò la vita a oltre centomila persone tra prigionieri australiani, coreani e civili thailandesi. Alternato al racconto di guerra, il libro ripercorre le tappe della vita del protagonista e dei suoi commilitoni, compresi gli ufficiali nemici, proponendo un interessante sdoppiamento dei punti di vista.
Togliamo subito ogni dubbio: non è un romanzo storico, e le parti di finzione sono troppe rispetto al racconto degli episodi bellici, ma ciò nonostante ha il pregio di raccontare la guerra e i suoi orrori da un punto di visto poco esplorato dalla narrativa: se, infatti, delle atrocità commesse dai nazisti in Europa e dei loro campi di sterminio sappiamo tutto o quasi, pochissimo – per quanto riguarda la narrativa – è stato scritto sulla condotta dei giapponesi nel Sud Est asiatico, e questo libro, che si basa comunque su testimonianze indirette, aiuta a farsi un’idea su un argomento che è ancora un pesante tabù nel Paese del Sol Levante.
Il racconto è condotto con sapienza, senza cedimenti alla facile commozione, e si sforza di documentare senza abbandonarsi all’acrimonia pagine terribili che colpiscono ancora di più proprio perché meno note; per bilanciare la trama, l’autore alterna alle parti più nere quelle in cui racconta la vita privata del dottor Evans, soffermandosi soprattutto sui particolari di una struggente storia d’amore. Tuttavia, mentre le parti storiche hanno carattere e ritmo, le vicende personali sono narrate con uno stile più fiacco e un andamento prevedibile,. Nell’insieme però il romanzo si conferma pregevole e merita una lettura soprattutto da parte degli appassionati di storia, per i quali può costituire un ottimo spunto per approfondire l’argomento, anche se pochi sono i testi tradotti nella nostra lingua.




















