Susan Morrow riceve dall’ex marito Edward, dal quale è separata da molti anni, il manoscritto del suo nuovo romanzo, Animali notturni, accompagnato dalla richiesta di leggerlo e giudicarlo. Susan, che durante il matrimonio aveva sempre dubitato del talento letterario di Edward, incomincia la lettura e viene trascinata nella storia di Tony Hastings, professore di matematica che, durante un viaggio con moglie e figlia, incontra tre uomini lungo una strada deserta, un incontro da cui nasce una tragedia che precipita Tony nella violenza, nel lutto e nel desiderio di vendetta. Mentre legge, Susan inevitabilmente torna al proprio passato con Edward e interroga il proprio presente.
Tony & Susan è uno di quei romanzi la cui raffinatezza rischia inizialmente di essere scambiata per il semplice virtuosismo di una costruzione ingegnosa. Austin Wright parte da un dispositivo tutt’altro che nuovo, quello del romanzo nel romanzo, ma ne fa qualcosa di molto più interessante di un esercizio metanarrativo. Susan legge Animali notturni, noi leggiamo Susan che legge, e contemporaneamente leggiamo ciò che sta leggendo lei: tre posizioni che finiscono progressivamente per sovrapporsi. La domanda non è più soltanto che cosa accadrà a Tony, ma che cosa stia facendo quella storia a Susan e, inevitabilmente, che cosa faccia una storia a chiunque la legga.
È probabilmente questa la qualità maggiore del romanzo. Wright, che fu anche professore di letteratura e autore di critica letteraria, conosce perfettamente i meccanismi della lettura, ma possiede l’intelligenza di non trasformare il libro in un trattato travestito da narrativa. Animali notturni funziona realmente come romanzo autonomo: è un thriller nerissimo, fisico, angoscioso, costruito intorno alla vulnerabilità di un uomo ordinario che, di fronte a una violenza estrema, scopre non solo la propria inadeguatezza fisica, ma anche quella dei propri strumenti morali e psicologici. La sua efficacia è indispensabile al funzionamento dell’intera architettura: se il libro di Edward fosse soltanto un pretesto simbolico, Tony & Susan crollerebbe; invece possiede una propria forza narrativa e una propria capacità di produrre paura e suspense.
Il manoscritto funziona come una superficie riflettente deformante: costringe Susan a rileggere Edward, il fallimento del loro matrimonio, le proprie scelte e infine se stessa. Il passato non viene semplicemente ricordato, ma modificato dalla lettura. E qui Tony & Susan diventa anche un romanzo sulla critica: Susan giudica il libro mentre il libro, in qualche modo, giudica lei. Noi stessi siamo continuamente invitati a verificare se le sue reazioni coincidano con le nostre. È un meccanismo estremamente sofisticato, che riesce a far coincidere analisi letteraria, psicologia del personaggio e suspense senza dichiarare apertamente quale sia la “corretta” interpretazione del manoscritto.
La bravura tecnica è evidente anche nella diversità dei due registri. La vicenda di Tony procede attraverso una prosa più secca e incalzante, mentre quella di Susan è riflessiva, percettiva, continuamente attraversata dal passato. Il risultato è un libro che può essere letto contemporaneamente come thriller, romanzo psicologico, storia matrimoniale e riflessione sulla natura della finzione.
Proprio qui, tuttavia, emergono anche alcuni limiti. Il primo nasce paradossalmente dalla riuscita del romanzo interno: in diversi momenti Animali notturni possiede una forza immediata tale da rendere le interruzioni dedicate a Susan quasi frustranti. È un effetto in parte deliberato – anche noi siamo costretti ad aspettare insieme a lei – ma non sempre l’equilibrio fra i due livelli è perfetto. La storia di Tony dispone della potenza primitiva della paura, della perdita e della violenza; quella di Susan lavora invece sulle sfumature e sull’introspezione e può apparire, per contrasto, più statica. È significativo che proprio questa sproporzione sia stata individuata anche da lettori critici verso la struttura metanarrativa.
C’è inoltre qualcosa di molto controllato, quasi laboratoriale, nella costruzione di Wright: ogni elemento sembra predisposto affinché produca risonanze nell’altro romanzo, e talvolta si percepisce dietro i personaggi la presenza dell’autore-critico che dispone accuratamente specchi, parallelismi e interrogativi. Per alcuni questo rappresenterà la sua grandezza; per altri potrà produrre una certa freddezza, poiché l’autore statunitense è assai più interessato all’effetto esercitato dalla narrazione che all’abbandono emotivo puro. Non è dunque un romanzo “caldo”, nonostante racconti passioni e violenze estreme: è un libro inquieto e lucidissimo che osserva persino le proprie emozioni mentre le produce.
Anche il percorso di Tony, soprattutto nella seconda parte, può dare un’impressione di maggiore dilatazione rispetto allo straordinario impatto dell’avvio. La sua passività, le esitazioni e la problematica trasformazione prodotta dalla violenza sono il cuore stesso del personaggio, ma comportano inevitabilmente qualche rallentamento. Il romanzo chiede insomma al lettore di accettare che la parte che sembra promettere tensione narrativa diventi progressivamente un’indagine sull’identità, sulla responsabilità, sulla vendetta e sulla possibilità stessa di comprendere un’altra persona attraverso un racconto.
Sono limiti reali, ma strettamente connessi alle ambizioni dell’opera. Tony & Susan non è perfetto proprio perché tenta qualcosa di difficile: vuole che due romanzi molto diversi funzionino autonomamente e, nello stesso tempo, si modifichino reciprocamente. E nella maggior parte dei casi ci riesce con una precisione rara. È soprattutto un grande romanzo sulla lettura intesa come esperienza capace di destabilizzare la percezione che abbiamo di noi stessi. Susan apre il manoscritto credendo di dover giudicare Edward, ma poco alla volta scopre che è diventato molto più difficile stabilire chi stia giudicando chi.
Pubblicato originariamente nel 1993 e riscoperto molti anni dopo, il romanzo ha avuto una seconda vita anche grazie al cinema: nel 2016 Tom Ford ne ha tratto Animali notturni[1], con Amy Adams e Jake Gyllenhaal, adattandolo con notevole libertà. Ma Tony & Susan resta un’opera eminentemente letteraria: perché il suo vero oggetto non è soltanto la storia raccontata, bensì quel fenomeno misterioso per cui parole inventate da qualcuno riescono a entrare nella vita di un altro individuo e, almeno per il tempo della lettura, a cambiarla.



















