Opera in larga parte autobiografica, pubblicata nel 1960, La promessa dell’alba tratta del profondo rapporto d’amore tra una madre e suo figlio. Romain Gary –pseudonimo di Romain Kace –narra della sua crescita e formazione accanto alla madre Nina, donna di origine russa e attrice teatrale senza fortuna, dotata di una volontà incrollabile.
Proprio Nina è il personaggio cardine dell’intero romanzo. Figura ingombrante e spesso sopra le righe, si destreggia tra diversi lavori che possano permetterle di vivere e di assicurare un futuro al figlio, che cresce da sola. Il suo amore materno è incondizionato ma anche soffocante e carico di attese: sogna per lui niente di meno che un avvenire da ambasciatore francese, famoso scrittore, eroe di guerra. Capace di grande determinazione ma anche di ingenuità e di idealismo, la sua fiducia nel destino grandioso del figlio non l’abbandona mai e non è scalfita nemmeno dalla dura realtà di povertà in cui i due vivono a Vilnius, in Lituania.
Così, fin dall’infanzia, Romain Gary si impegna a esaudire i desideri della madre. La tenerezza che prova per lei e la consapevolezza dei sacrifici che compie per garantirgli un futuro radioso diventano per lui una spinta continua a realizzarsi, a mantenere quella promessa fatta sin dall’alba della sua vita. Ottenere successo diviene l’unico modo per riscattare le privazioni che la madre ha subito. Questo amore smisurato è uno stimolo e un sostegno che lo aiutano a superare i momenti più difficili, ma anche un fardello del quale non si libererà mai.
Il libro ripercorre le tappe fondamentali della vita dell’autore: la difficile infanzia in Polonia, la giovinezza a Nizza, gli studi di legge a Parigi, che avrebbero dovuto aprirgli le porte della diplomazia, i primi successi come scrittore. L’ultima parte è dedicata alla Seconda guerra mondiale, durante la quale combatte come aviatore nell’esercito francese, in Inghilterra e in Africa.
Gary ci narra una vita piena e affascinante, dominata dall’amore materno, alternando dolcezza, umorismo e autoironia. In definitiva, ha mantenuto la promessa – è effettivamente diventato console generale di Francia, membro della Liberazione, ufficiale della Legion d’Onore, scrittore acclamato – ma l’uomo che ha vissuto mille vite è soprattutto un figlio che offre un tributo affettuoso e pieno di gratitudine alla donna che più di tutte lo ha plasmato.





















