Carlo Cassola – Fausto e Anna

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Un’opera controversa e coraggiosa

Fausto e Anna è fra le opere di Cassola una delle più controverse, nonché poco amata da gran parte della critica. 
Vi si narra l’amore adolescenziale fra i due protagonisti, entrambi di estrazione borghese, ma con diverse sensibilità e aspirazioni. Cassola segue i due personaggi nella loro crescita e nelle loro scelte, condizionate, soprattutto per Fausto, dalla seconda guerra mondiale.
Se la prima parte, in cui sboccia l’amore fra i due giovani, valse al libro la squalifica di “romanzo d’appendice”, fu soprattutto la seconda al centro di polemiche. La storia sentimentale, infatti, pare quasi il pretesto per raccontare altro: molte pagine sono dedicate all’esperienza del protagonista tra le file delle Brigate Garibaldi, e proprio questa narrazione suscitò diffidenza e perplessità fra gli editori.

Il romanzo, scritto nel 1949, fu pubblicato solo nel 1952 e poi nel ’58, revisionato e tagliato dall’autore stesso. Cassola, dopo l’otto settembre, aveva militato nella resistenza toscana, e l’esperienza autobiografica sfocia nel ritratto di Fausto, partigiano e, al contempo, antieroe.
Come altri autori suoi contemporanei, Cassola non vuole narrare gli ideali alla base dell’antifascismo, ma le questioni private. Quando il suo alter ego, Fausto, confessa di essere entrato nella Brigata Garibaldi per sport e per noia, comprendiamo che è il partigiano Cassola che analizza con lucidità le proprie scelte.
Dalle pagine del romanzo scaturisce il ritratto di una Resistenza piena di contraddizioni, in cui si scontrano anime diverse, una Resistenza antieroica e profondamente umana. Netta è però la critica all’ideologia comunista, raccontata come pensiero tetragono, che non lascia spazio al dubbio o al dissenso.

Un romanzo imperfetto, sbilanciato nella trama, in cui la storia sentimentale si giustappone alla narrazione politica; tuttavia l’analisi lucida dei personaggi e, in particolare, di Fausto, dei suoi slanci e dei suoi interrogativi, è il pregio migliore dell’opera.
In una società, come quella italiana, volta a polarizzarsi su ogni questione, la voce di questo scrittore che ha saputo raccontare la “parte giusta” anche nei suoi aspetti più scomodi, ci ricorda che cos’è l’onestà intellettuale.

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Antonia Buizza è nata a Brescia nel 1972 e ha trascorso tutta la sua vita a scuola, passando senza interruzioni dal banco alla cattedra. Attualmente insegna lettere in una scuola media della Franciacorta. Ama leggere, passeggiare e sbirciare dentro le finestre altrui, da dove nascono molte delle sue storie. Nel 2017 ha pubblicato la sua prima opera, “Fuori fa bel tempo”. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulla rivista letteraria Inkroci e nelle raccolte “Oltre il confine”, “Anch’io. Storie di donne al limite” e “I racconti della Leonessa”. Recentemente ha partecipato alle antologie “Ci sedemmo dalla parte del torto”, “Niente per cui uccidere” e “Trasformazioni. Storie dal mondo che cambia”.

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