«Bella presentazione, amico, e ottimo buffet».
«Anche tu come tutti gli scrocconi che mi hanno lasciato come un babbeo al tavolino del firmacopie e si sono fiondati sulle tartine?»
«Ma le hai assaggiate? Col Franciacorta esplodono in bocca».
«Uhf. Al giorno d’oggi se non offri qualcosa da mangiare nessuno viene alle presentazioni».
«Mi dichiaro colpevole, vostro onore. Ti confesso che l’idea di tornare a casa e di cenare con una pizza nel cartone mi metteva una certa tristezza. Qualche copia l’hai venduta, però».
«Sempre troppo poche».
«Già bello che qualcuno l’abbia comprato, con i tempi che corrono!»
«La gente non legge più, e se legge non sa distinguere i buoni libri dalle ciofeche».
«Ecco perché mi limito a scrivere la nota integrativa del bilancio della mia azienda!»
«E qui sbagli. Te lo dico sempre che dovresti abbandonare quel noioso lavoro d’ufficio per darti alla scrittura. Dammi retta! Hai talento!»
«Ti ricordo che l’ultima volta che ti ho fatto leggere qualcosa di mio, l’hai distrutto: personaggi stereotipati, ambientazione poco caratterizzata e storia banale. Ce n’era a sufficienza per disincentivare anche il più egocentrico degli scrittori».
«Le critiche servono a migliorare, o per lo meno quello era l’intento. Ma sono sicuro che, se ti ci mettessi potresti tirar fuori qualcosa anche dal bilancio aziendale».
«Bella idea. Magari l’anno prossimo».
«Non è uno scherzo. Alla fin fine tutte le idee son buone in potenza. Poi dipende da come uno le sviluppa».
«E a volte capita che vengano pure copiate».
«Niente di strano! Ormai è già stato scritto tutto. Per esempio, nella Bibbia trovi già tutto: amori, tradimenti, guerre e chi più ne ha più ne metta».
«Nella Bibbia, però, non mi sembra di ricordare nessun Guidalberto Bassetti e nessuna Mariassunta Lavagnini».
«Non dirmi che avresti preferito Sansone e Dalila! Dai, su, un po’ di fantasia, non ti facevo così tradizionalista».
«No, no, per carità. Dopotutto agli scrittori è richiesto un briciolo di creatività. Ma lasciami dire: “Mariassunta Lavagnini e Guidalberto Bassetti erano un cuor solo e un’anima sola” come incipit è di una banalità disarmante. O è un colpo di genio, o un plagio».
«Plagio. Che parolone! Diciamo che potrebbe definirsi una trovata geniale attinta chissà dove».
«Lo so io dove: nel mio manoscritto».
«Dal tuo come da quello di tanti altri. Mica mi posso ricordare di tutto quel che leggo. È ovvio che tutto entra nel mio bagaglio».
«Quindi ammetti di aver copiato».
«La metterei piuttosto così: ho attinto da varie fonti e ho dato alle idee altrui la possibilità di raggiungere il grande pubblico».
«Io direi che si tratta proprio di un copia e incolla».
«Diciamo un copia e incolla creativo. Senti, se ci tieni così tanto nella prossima edizione ti cito nei ringraziamenti».
«E io ti cito in tribunale».




















