I quattro racconti di questa raccolta segnano l’esordio del dottor Jean Dollent, giovane medico destinato a scoprirsi quasi per caso un inatteso talento investigativo. Tra incontri fortuiti, delitti, sparizioni e misteriose apparizioni, Il fiuto del dottor Jean, La signorina in azzurro pallido, Una donna gettò un grido e Il fantasma del signor Marbe raccontano la nascita di un detective dilettante che, caso dopo caso, impara a fidarsi del proprio intuito senza mai smarrire la propria umanità.
Prima di diventare il protagonista di un intero ciclo di racconti, Jean Dollent esordisce in questa raccolta come un investigatore quasi inconsapevole di esserlo. Medico di professione, osservatore per natura, non risolve i misteri grazie a deduzioni spettacolari o a un metodo infallibile, ma perché sa ascoltare, cogliere le sfumature dei comportamenti e lasciarsi guidare da quel “fiuto” che dà il titolo al primo racconto. Simenon costruisce così una figura distante dagli investigatori geniali della tradizione classica: Dollent sbaglia, dubita, si lascia sorprendere dagli eventi e, proprio per questo, appare straordinariamente umano.
L’aspetto più interessante della raccolta è proprio l’evoluzione del protagonista. Il fiuto del dottor Jean rappresenta un brillante racconto d’origine, nel quale il medico scopre quasi casualmente le proprie capacità investigative; La signorina in azzurro pallido conferma il suo talento, ma lascia emergere anche una sensibilità che rischia talvolta di offuscare il giudizio; Una donna gettò un grido lo pone davanti a un caso più complesso, che risolve solo in parte; Il fantasma del signor Marbe chiude il volume dimostrando come l’esperienza gli abbia dato maggiore sicurezza, senza però trasformarlo in un detective onnisciente. Simenon evita infatti di renderlo infallibile: Dollent continua a commettere errori, a lasciarsi depistare e a imparare dalle proprie esitazioni, qualità che lo rendono un protagonista estremamente credibile e profondamente umano.
A distinguere questi racconti è anche il tono. Pur ruotando attorno a delitti e misteri, la narrazione mantiene una leggerezza costante, fatta di dialoghi vivaci, situazioni ironiche e personaggi tratteggiati con poche, efficacissime pennellate. L’indagine non assume mai i toni cupi dei romanzi di Maigret, ma procede con un ritmo agile e sorridente, senza rinunciare alla suspense né all’acume psicologico che costituiscono il marchio di fabbrica di Simenon.
Ma Il fiuto del dottor Jean e altri racconti è molto più di una semplice curiosità nella sterminata produzione dell’autore belga: è il ritratto della nascita di un investigatore originale, capace di conquistarci con la sua autenticità. Una raccolta elegante e sorprendentemente divertente, che dimostra ancora una volta come Simenon sapesse trasformare anche il racconto breve in un piccolo, impeccabile meccanismo narrativo.