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	<title>William Wall &#8211; Inkroci Magazine</title>
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	<description>Inkroci Rivista Letteraria</description>
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		<title>William Wall &#8211; Dichiarazione circa i recenti esperimenti sull’anima umana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[William Wall]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 23:11:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Words from Ireland]]></category>
		<category><![CDATA[Alpini Gionatan]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Devo dire che, naturalmente, mi sono impegnato con un  giuramento a mantenere il segreto, il mio capo ha insistito su questo. Il che rende a dir poco difficile per me, forse addirittura impossibile, essere completamente onesto su ciò che è successo, senza contare il mio stato d’animo circa quei fatti così complessi. Devo dire subito che sono stato educato nei principi della religione cattolica. Il che, se possibile, rende le cose ancora più complicate. Quindi, per farla breve, abbiamo trovato la cosa abbastanza facile una volta saputo cosa stavamo cercando. Lui ovviamente non me l’ha detto. Io sono solo un tecnico e i tecnici non sentono mai il quadro generale. Ma lui aveva chiaro l&#8217;intero piano di gioco fino all&#8217;ultima virgola. Devo dire che ho enorme ammirazione per il capo. Il giorno della conferenza stampa finale fu una bomba totale per tutti, incluso il sottoscritto. Tutti i media si aspettavano qualcosa come un organo ed ecco una ricerca che studiava il cervello usando la PET e tutto il resto, ma avevano tutti torto, e lui sapeva fin dall&#8217;inizio che erano totalmente fuori strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Le proprietà elencate nell&#8217;appendice B, identificate completamente da me, vennero poi indicate da lui nell’articolo  come sue scoperte, ma io posso certificare le mie dichiarazioni in base a quaderni di laboratorio e anche a quaderni privati che, sorpresa sorpresa, coincidono esattamente con quelli di laboratorio. Ho tenuto un diario privato degli esperimenti da quando il capo mi ha descritto esattamente quello che voleva che facessi. Il che rende ancora più sensato andare avanti, vedendo quello che sta sostenendo. Vorrei dire che non mi sono mai sentito a mio agio, ma mi aveva assicurato: a) che era completamente legale e b) che non c’erano problemi etici, il che è importante per me, perché ho sempre considerato fondamentali le mie qualifiche professionali &#8211; anche se a dire il vero non mi avevano mai esattamente spiegato  quello che era etico e quello che non lo era, tendevo a restare abbastanza vicino a ciò che era legale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda me, i media sono fuori strada. Non abbiamo mai usato cadaveri o simili; non abbiamo usato feti abortiti o materiali derivati da feti abortiti o neonati pretermine o altro. Tutti i nostri soggetti erano vivi prima e dopo gli esperimenti. A conti fatti, alcuni di loro capivano un po&#8217; quello che stava succedendo, suppongo. Abbiamo usato maschi e femmine adulti il che, a essere onesto, per me era la parte migliore. Diciamolo chiaro, nessun maschio disprezzerebbe di applicare gli elettrodi a una giovane femmina in buona salute, non importa che forma abbia, in questo tipo di generale, e alcune di loro, naturalmente, non erano delle migliori. A essere onesti, il tipo di persone che si iscrivono per esperimenti sono generalmente drogati o qualcosa del genere, molto raramente studenti universitari di classe media, mi spiego. Ma in ogni caso devo dire che non avevano molti scrupoli in termini di morale; tendevano a non preoccuparsi molto di togliersi i vestiti e così via e di essere cablati. Naturalmente non ci interessava farli andare fuori di testa o altro, quindi cercavamo di dare loro qualcosa di bello per passare il tempo, sapete la roba che si dà in queste situazioni, come quando si va a fare un intervento, non vogliono che tu vada fuori di testa sul tavolo operatorio quando arrivano tutti quelli con le tute verdi e le maschere, così ti danno qualcosa di carino per tenerti calmo e rilassato, capite. E questa potrebbe essere una delle ragioni per le quali erano, come il capo amava dire, totalmente accondiscendenti; in realtà, come si può immaginare, non ne avevano mai abbastanza di quella roba. Non é vero che abbiamo dato loro farmaci amnesiaci, di cui comunque avevo sentito solo nei resoconti dei media sugli stupri. E se glielo chiedete, se riuscite a trovarne abbastanza, essi saranno in grado di testimoniare che si ricordano tutto, se si ricordano qualcosa, essendo per lo più drogati e così via. Con i soldi che gli abbiamo pagato avranno certamente potuto mettere le mani su tutto quel genere di cose. La mia ipotesi è che siano totalmente devastati. Fusi, sapete cosa voglio dire?</p>
<p style="text-align: justify;">Devo dire che li ho pagati un po&#8217; di più per i servizi resi, quelli che hanno reso servizi, e in ogni caso erano abbastanza abituati a farlo in modo da ottenere la roba che usavano. Così per loro non era niente di nuovo o comunque niente di speciale. Mi è costato un bel po’ della vecchia busta paga perché ogni sera andavo a vedere che fossero ben sistemati per la notte, avessero tutto il meglio nelle loro camere, lettori DVD e una macchinetta del caffè e che potessero avere DVD porno, che a volte mi guardavo con loro. Poi spostavo la faccenda su altro, perché si trattava di un accordo commerciale e non volevo che nessuno di noi si sentisse in qualche modo imbarazzato perché entrambi sapevamo dove ci trovavamo. A volte erano d’accordo e a volte no; se non erano d&#8217;accordo io non spingevo oltre la questione. In realtà ci riuscivo quasi ogni sera; coglievo l’occasione sapete, perché andando avanti ho potuto constatare che l&#8217;esperimento non sarebbe continuato per sempre; in ogni caso erano spesso molto eccitati, in giro nudi in questa splendida sala perfettamente riscaldata e climatizzata. Spesso ho visti loro stessi farlo con una sorta di intermittenza; non indossando abiti, erano diventati in un certo senso spudorati e animaleschi su questo; anche quando gli parlavi a volte avevano la manina laggiù, in parte a causa dei farmaci che gli stavamo dando.</p>
<p style="text-align: justify;">Per essere onesti, di tutte quelle operazioni ho tenuto un registro finanziario che ho a casa perché volevo che tutto fosse alla luce del sole. Anche loro apprezzavano il denaro e non c&#8217;era niente di male. Quindi, per quanto mi riguarda, sono pronto a essere completamente aperto a tale proposito, non è un segreto per nessuno, i giornali ci hanno azzeccato e non ci sono ripercussioni sul mio capo che non ne sapeva nulla; non avevamo nessun tipo di sorveglianza, perché l&#8217;esperimento non lo richiedeva e non sarebbe stato abbastanza dignitoso per tutte queste persone vivere e dormire in camere dotate di telecamere che li seguissero ovunque. La cosa divertente è che abbiamo telecamere dappertutto, tranne che nei locali dedicati.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi è così che ho potuto registrare la risposta agli stimoli. E posso darvi una notizia esclusiva su questo; esiste una relazione proporzionale tra la forza del campo energetico e la quantità di piacere e, sorpresa sorpresa, non è una relazione inversa; e questo non è affatto quello che dicono tutte le chiese e, andando avanti, porterà a una rivalutazione totale di alcuni dei comandamenti tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte delle persone si aspettano che l&#8217;anima sia a) un organo (la visione più semplice) o b) un puro mito (ora abbiamo provato che anche questa è una visione semplice). Il fatto è che l&#8217;anima è esattamente come descritto. Le carte del capo l’hanno stabilito e questo è il posto migliore per conoscere dettagli e definizioni esatte e così via; io qui sono più preoccupato delle accuse e della mia reputazione. E la peggiore accusa, per quanto mi riguarda, è di gran lunga quella su di me e gli uomini. Vorrei dire che non ho avuto rapporti sessuali con gli uomini. Con le donne, nessun problema, ammetto di essere stato lì a farlo, ma io non sono gay. Tali affermazioni sono false e prive di fondamento e l&#8217;uomo che le ha fatte era stato incaricato dai media, che l’hanno pagato, non c&#8217;è dubbio su questo se si vuole essere onesti. Devo dire che sono stato vittima di un’aggressione feroce e ingiustificata da parte di quel particolare signore, l’ho registrato nel quaderno di laboratorio, e ho dovuto difendermi, ero un pugile dilettante nell’adolescenza e so come usare i pugni e ammetto  che questo è il motivo per cui abbiamo avuto quello scontro. Questo è certamente accaduto e penso che si possa credere abbastanza facilmente alla mia versione dei fatti se si ricorda che il soggetto aveva una cartella clinica che comprendeva una leggera forma di schizofrenia. Non sarei qui a infrangere la riservatezza se non avesse fatto accuse fuori luogo sui media. Vorrei precisare che ho totale autocontrollo e non lo perderei mai su quel tipo di provocazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo fatto che vorrei esprimere è quello di seppellire l&#8217;affermazione che abbiamo rubato le anime dei soggetti. Questa affermazione è ridicola. Se leggete le carte del capo, vedrete che l&#8217;anima non è una cosa concreta e che l&#8217;energia su cui vive è strettamente legata all’entità biologica, come dice lui stesso; in altre parole le anime sono personali. Semplicemente non si possono rubare. Non siamo a quel livello di sviluppo. Devo dire una cosa però e cioè, dopo un certo tempo abbiamo osservato una piccola incidenza del fatto di non essere in grado di localizzare le anime in alcuni soggetti, il che è del tutto casuale ed è in pratica un difetto dal punto di vista procedurale. Siamo sempre stati costretti a ricalibrare i nostri sistemi e ricontrollare le nostre misurazioni per tutti. Abbiamo concluso che i livelli oscillavano in base a qualche principio sconosciuto, per citare il capo. Sembra quasi che i soggetti potessero avere più o meno anima: mi piace il modo in cui ha descritto  le cose. Dal momento che non ho rivelato le mie attività notturne, non ho potuto informarlo che conoscevo abbastanza bene molti dei soggetti affetti e che tre delle ragazze, in particolare, erano state le più accondiscendenti, erano state molto buone con me e avevano anche i livelli più bassi. Sto preparando un mio articolo su questa idea, quindi non dico più nulla per ora, ma voglio andare oltre nelle più importanti riviste specializzate. Per essere onesti, questi stessi soggetti a cui mi riferisco, ne sono usciti piuttosto ben provvisti, grazie ai miei pagamenti extra-contrattuali; so per certo che a una di loro è andata bene e ora possiede metà di una tintoria a secco, che sta andando bene. Mi servo lì, quindi lo so.</p>
<p style="text-align: justify;">Il capo parla sempre del quadro generale, ma io sono solo un tecnico così tengo l’occhio sulla palla e devo dire, in questo caso, che è stato un piacere essere coinvolto nel dimostrare almeno una cosa giusta della religione. Sono orgoglioso di essere stato coinvolto in un esperimento che ha stabilito senza ombra di dubbio l&#8217;esistenza dell&#8217;anima umana; è andato tutto bene, a parte i pochi che si sono lamentati, che comunque si sarebbero lamentati a prescindere.</p>
<p style="text-align: justify;">Il capo ha già evidenziato i vantaggi, come il fatto che la religione potrà usare il nostro sistema per valutare le anime invece di confessioni e roba del genere, e le possibili applicazioni che se ne svilupperanno per terapie alternative e per l&#8217;industria cosmetica. Ma una cosa che ha trascurato, che devo dire è in fase del tutto sperimentale, è se sia possibile rimuovere o addirittura diminuire l&#8217;anima di un soggetto; questo poi a) potrebbe essere usato per punire i criminali b) potrebbe essere usato come mezzo per controllare i bambini attraverso un sistema di premi e c) potrebbe evolvere nella compra-vendita di anime o forse addirittura nella sostituzione anche totale dell’anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono coinvolto nel brevetto di un processo, totalmente in fase sperimentale, che è in grado di identificare le persone più suscettibili di avere un’anima diminuita e che non è coperto da brevetti o copyright del capo. Un sistema completamente nuovo che ha un potenziale incredibile per la Chiesa, la polizia, il governo e le imprese private. Il che, essendo io stesso un cattolico, è per me totalmente emozionante. Grazie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Traduzione di <a href="/racconti-brevi/?author=1069">Anna Anzani</a></em></strong></p>
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		<title>William Wall  &#8211; La trappola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[William Wall]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2023 02:30:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Accadde il giorno in cui l’uomo di Gesù chiamò. Ero sola in casa quando sentii bussare. Aprii la porta e capii immediatamente cosa voleva. Dissi No grazie, io non credo in Dio. Lei è proprio la donna con cui voglio parlare, rispose. Rimasi lì esasperata, mentre lui mi spiegava che avrei potuto ricevere una bibbia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Accadde il giorno in cui l’uomo di Gesù chiamò. Ero sola in casa quando sentii bussare. Aprii la porta e capii immediatamente cosa voleva. Dissi No grazie, io non credo in Dio. Lei è proprio la donna con cui voglio parlare, rispose. Rimasi lì esasperata, mentre lui mi spiegava che avrei potuto ricevere una bibbia gratis e, per una piccola somma di denaro a semplice copertura delle spese di stampa e rilegatura, una guida gratuita alla lettura del Libro Sacro. Una volta che ne avessi letta un po&#8217;, lui mi avrebbe richiamata e ne avremmo parlato. La cosa principale che avrei scoperto in quel libro era che Gesù ama tutti nel mondo intero.<br />
Giusto, dissi, venga dentro e vediamo che cosa il vostro dio può fare con questo.<br />
Lo portai in cucina e gli mostrai la trappola.<br />
Capii subito che aveva notato la stessa cosa che avevo notato io. Il topo si era lanciato nella trappola e poi era rimasto bloccato nella colla. Le zampe anteriori erano tese in avanti e incollate fino al gomito. Il mento era incollato. Aveva tentato di raspare all&#8217;indietro con le zampe posteriori. Sembrava inginocchiato su un tappeto in preghiera.<br />
Mentre lo guardavamo, la coda si mosse. I piccoli occhi nero lucido ci guardavano. La mascella superiore si mosse un po&#8217;.<br />
Come morirà, chiese l&#8217;uomo di Gesù.<br />
Ho cercato di tirargli fuori una delle zampe, dissi, usando un coltello smussato, ma si è subito bloccato nella colla.<br />
Morirà di fame, vero?<br />
Non posso sopportarlo, dissi.<br />
Non l’avevo detto all’uomo di Gesù ma, da quando ero scesa al piano di sotto quella mattina, mi ero seduta in cucina a guardare il topo. Avevo tenuto accesa la radio per un po&#8217;, ma la musica pop non va bene con quelli che muoiono di fame. Per un’ora o giù di lì l’avevo guardato in silenzio. Ogni volta che si muoveva. E a volte ero riuscita a vedergli battere il cuore. Mi chiedevo quanto tempo ci sarebbe voluto. Era una colla Victor forte, professionale, per trappole. Funzionava.<br />
Bisogna che lo faccia smettere di soffrire, disse.<br />
Lo guardai. Era un uomo piccolo ma molto ben proporzionato, con larghe spalle quadrate e una bella testa sottile, un piccolo naso schietto e una bocca piccola, i capelli ricci. Aveva messo il sacchetto di bibbie e guide sul tavolo accanto al piattino di latte che volevo offrire al topo, prima di accorgermi che gli si era incollata anche la mascella inferiore.<br />
Non esco più, dissi. Ho l&#8217;ansia. Mi preoccupo di tutto. Non dormo mai.<br />
Guardava il topo.<br />
Perché ha comprato una trappola del genere?<br />
È più umana.<br />
Ho sempre visto solo quelle con la molla.<br />
Muoiono comunque lentamente.<br />
Fece un cenno con la testa. Probabilmente ha ragione.<br />
Voglio sapere questo: il suo Dio come intende salvare questo topo?<br />
Si appoggiò al lavandino e incrociò le braccia, la camicia bianca come il ghiaccio. I pantaloni avevano una piega a lama di coltello. Li aveva stirati lui? A casa c&#8217;era qualcuno ad aspettarlo per sapere come era andata oggi con Gesù? Capii che ora era più a suo agio. Non gli piaceva guardare il topo, ma era abbastanza felice mentre mi guardava e si chiedeva cosa avrei avuto da dire su Gesù. E cosa mi avrebbe potuto rispondere. Voleva convertirmi.<br />
La scelta è sua, disse, Dio non la farà per lei.<br />
Perché no?<br />
Dio ha creato il topo e ha creato lei.<br />
Dio ha creato la trappola.<br />
Dio non crea le trappole.<br />
Dissi, Ok venga con me.<br />
Lo condussi lungo il breve corridoio e in camera mia. Gli mostrai il letto con le lenzuola gettate indietro. Non ho idea di cosa pensavo avrebbe visto lì o del perché avessi bisogno di mostrarglielo.<br />
Ok, dissi, io l&#8217;amavo. Lo capisce? Ho lasciato la mia famiglia per lui. Sono venuta qui per lui. In questo paese.<br />
Non so di cosa lei stia parlando.<br />
Come si chiama?<br />
Aprii l’anta dell’armadio. Le giacche erano ancora lì appese. Ce n’erano quattro. Due giacche sportive in tweed, un Parka e una giacca a vento.<br />
Mi dispiace, avrei dovuto dirglielo. Sono Andrea.<br />
Tese la mano. La presi e la tenni. Dopo un po&#8217; la ritirò. Era imbarazzato.<br />
Queste giacche, dissi.<br />
Guardò nel guardaroba.<br />
Cosa?<br />
Ne vuole una? Gliene do due per cinque euro.<br />
Sul serio?<br />
Mi sono messa a ridere. Tirai fuori le due giacche di tweed. Erano quelle che indossava al lavoro. Dov&#8217;era andato? Forse era stato investito da un autobus. O era finito sotto un treno. Forse sarei dovuta andare alla polizia e sporgere denuncia. Ma non avevo voglia di uscire. Avevo ordinato la spesa da Tesco. Ogni piccola cosa aiuta. La verità era che lui si era stancato di me. Sono un relitto. Mi preoccupo di tutto.<br />
Misi le giacche sul letto.<br />
Ho dato via la mia bambina per lui, ho detto. Ora non so dove sia. Ho firmato per darla via. Lui non voleva la sua bambina. Che razza di uomo è?<br />
L’uomo di Gesù non diceva nulla. Potevo sentire il suo respiro.<br />
Vuole le giacche o no?<br />
Lui agitava le mani. Riconosco i segni di panico quando li vedo. Uscì dalla porta. Tornò lungo il corridoio e, senza voltarsi verso di me, raggiunse la manopola sulla serratura Yale.<br />
Ok Ok, ho detto, mi dica di Dio.<br />
Ma è scappato via. Non si è fermato fuori. È sceso dai miei tre gradini, fino al marciapiede. Sembrava meno reale. Per un attimo, in camera da letto, mentre camminava per tornare indietro, avevo quasi avuto paura di lui, nonostante fosse chiaramente spaventato da me. Queste risposte irrazionali. La gente dice: riprenditi, dimenticalo.<br />
In piedi, fuori da casa mia, ha detto Posso riavere i miei libri per favore? Li ho lasciati in cucina.<br />
Presi i suoi libri. Gli lanciai la borsa. Era un’Eco-Bag di Marks &amp; Spencer. Bibbie e guide si rovesciarono sul marciapiede.<br />
Gesù ti ama.<br />
Vaffanculo.<br />
Chiusi la porta. Fui subito dispiaciuta. Pensai che avrei dovuto richiamarlo, chiedergli di parlarmi di come si viene salvati, di come salvare me stessa. Potrei rinascere? Questa volta come una persona diversa? Il corridoio di fronte a me portava direttamente al topo in trappola. Era il genere di momento in cui avrei voluto telefonare a casa, ma era tutto finito per me. Hai tagliato i ponti, mi aveva detto mio padre l&#8217;ultima volta. Appena prima di riagganciare. Ma lui avrebbe saputo cosa fare. Mio padre era un uomo pio, a suo modo. Conosceva tutti i preti. Non ha mai fatto male a una creatura, ma ha fatto male a me. Era il tipo di uomo che chiamereste a porre fine alle sofferenze di un animale. Quando il nostro cane prese il cancro lo portò via. Vidi il fucile sotto un tappeto nel bagagliaio della macchina. Sapevo cosa stava succedendo, ma non corsi dietro la macchina piangendo. Lo lasciai al suo destino. Era disteso su un vecchio cappotto sul sedile posteriore. Tremava, nel modo in cui i cani rabbrividiscono dal dolore. Ancora oggi non riesco a pronunciare il suo nome. Ma mio padre mi ha chiuso la porta in faccia. Mi ha chiuso fuori.<br />
Non avrei permesso che il topo morisse di fame davanti a me. Anche un topo merita una fine decente. Anche se ero stata io a sistemare la trappola. Quella notte, mentre discutevamo gridando a vicenda, raccontandoci altre menzogne per verità, gli avevo detto: Dopo tutto quello che ho fatto per te. Capii immediatamente che erano parole di mio padre. Mi vergognai. A quel punto quello che avrei voluto dire era: Se devi andartene vattene, ma io starò qui. Perché non l&#8217;ho detto? Invece ho ripetuto le mie vecchie lamentele. Giriamo attorno alle cose proprio quando avremmo più bisogno di andare dritti. Prendiamo strade tortuose. Appena le parole mi furono uscite dalla bocca vidi il topo. Era scivolato lungo il battiscopa, poi sotto il tavolo, poi oltre la gamba della sedia della cucina e dietro il frigorifero. Così misi la trappola e andammo a letto. E la mattina il mio uomo se n’era andato. E quel povero bastardo era incollato al pavimento.<br />
Così strappai un cartone di cornflakes e ne feci una sorta di paletta. Spostai la trappola sul cartone con il piede e lo portai in giardino, dove non cresceva nulla. Le alte pareti grigie di Shepherd Bush. Lo misi sul sentiero. Presi una grossa pietra. Mi inginocchiai e dissi, Addio piccolo, mi dispiace, ti avrei lasciato andare se avessi potuto, ma non posso. Gli lasciai cadere la pietra sopra la testa. Vidi che era stordito, ma ancora in movimento, addirittura ancora sveglio. La lasciai cadere di nuovo e lo colpii solo di striscio. Ancora una volta, e lo mancai. Me lo fecero mancare le lacrime. E tremavo. Presi una pietra più grande, un frammento di calcestruzzo che trovai in cima alla parete. Non lo uccise. C&#8217;era una lastra allentata alla fine del sentiero. La tirai su e la sollevai. Era molto pesante. La sollevai più in alto che potevo e la lanciai giù con forza. Quando tolsi la lastra vidi che era completamente schiacciato. Il cervello era uscito, spalmato sulla colla e sul cartone, una piccola scia grigia schizzata dalla testa.<br />
Entrai e trovai una scatola da scarpe. Il giorno prima gli avevo comprato delle Nike Air. Era così contento. Apprezzava le piccole cose, ma alla fine l&#8217;inquietudine lo prendeva sempre. Suppongo di essere una di quelle persone impossibili da amare. Una bambina egocentrica, paurosa, un buco nel cuore, una solitaria.<br />
Quando guardai il piccolo topo mi resi conto che, anche se l’avessi raschiato dentro la scatola da scarpe, la macchia di cervello sul cartone di cornflakes sarebbe rimasta. Allora lo coprii con la scatola. Col tempo le creature della notte e la terra lo avrebbero disfatto. La colla avrebbe perso potenza. Un giorno, in un futuro non troppo lontano, la luce del mattino avrebbe rivelato un piccolo bellissimo scheletro in preghiera.</p>
<p class="inkroci_corsivo1" style="text-align: justify;">© dell’Autore</p>
<p class="inkroci_corsivo1">Traduzione di <a class="jcepopup noicon" href="index.php?option=com_k2&amp;view=itemlist&amp;layout=user&amp;id=57&amp;task=user&amp;Itemid=792" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-mediabox="width[800];height[600]">Anna Anzani</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="inkroci_corsivo1"> </span></p>
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		<title>Aoibheann McCann</title>
		<link>https://www.inkroci.it/racconti-brevi/libri-dal-mondo/yeats-poesia/__trashed.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[William Wall]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2017 05:44:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La pietra]]></category>
		<category><![CDATA[Aoibheann McCann]]></category>
		<category><![CDATA[Inkroci 24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aoibheann McCann è cresciuta in Donegal ma vive a Galway. Scrive fiction, non-fiction e poesia di occasione. I suoi lavori sono stati pubblicati in riviste e antologie letterarie in Irlanda, Regno Unito e Stati Uniti. È animatrice e curatrice degli eventi letterari Far from Literature e Utter Word a Galway. “Marina&#8221;, il primo romanzo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aoibheann McCann è cresciuta in Donegal ma vive a Galway. Scrive fiction, non-fiction e poesia di occasione. I suoi lavori sono stati pubblicati in riviste e antologie letterarie in Irlanda, Regno Unito e Stati Uniti. È animatrice e curatrice degli eventi letterari <em>Far from Literature</em> e <em>Utter Word</em> a Galway. “Marina&#8221;, il primo romanzo di Aoibheann, sarà pubblicato nel mese di aprile del 2018.</p>
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		<title>Elaine Feeney</title>
		<link>https://www.inkroci.it/racconti-brevi/libri-dal-mondo/yeats-poesia/poesie-irlanda-elaine-feeney.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[William Wall]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 04:44:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La pietra]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Anzani]]></category>
		<category><![CDATA[Elaine Feeney]]></category>
		<category><![CDATA[Inkroci 23]]></category>
		<category><![CDATA[William Wall]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Elaine Feeney è, soprattutto, una femminista. La sua poesia esamina l&#8217;esperienza di essere donna in una società patriarcale, in particolare nell’Irlanda rurale, dove la Chiesa cattolica esercita ancora una potente influenza. La sua opera è connotata da una forte nota satirica. Fionnula Flanagan l&#8217;ha definita “una dei poeti più provocatori emersi in Irlanda negli ultimi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Elaine Feeney è, soprattutto, una femminista. La sua poesia esamina l&#8217;esperienza di essere donna in una società patriarcale, in particolare nell’Irlanda rurale, dove la Chiesa cattolica esercita ancora una potente influenza. La sua opera è connotata da una forte nota satirica. Fionnula Flanagan l&#8217;ha definita “una dei poeti più provocatori emersi in Irlanda negli ultimi dieci anni.”</p>
<p>È nata a Galway nel 1979 e ora vive a Athenry dove insegna inglese alla scuola secondaria (Liceo). Ha pubblicato tre raccolte di poesie, <em>Indiscipline</em> <em> (Indisciplina,</em> Maverick Press, 2007), <em>Where’s Katie?</em> (<em>Dov&#8217;è Katie?</em>, Salmon Poetry, 2010) e <em>The Radio was Gospel </em> (<em>La radio era il Vangelo</em>, Salmon Poetry, 2013). Il suo prossimo libro sarà <em>Rise</em>  (<em>Alzatevi</em>, Salmon Poetry, 2017).<br />
Il suo lavoro è stato ampiamente pubblicato in Irlanda, nel Regno Unito e negli Stati Uniti, comprese le riviste <em>Stonecutter Journal</em> (USA), <em>The </em><em>Stinging </em><em>Fly</em> (IRE), <em>The Manchester Review</em> (UK),  <em>New Writing</em> (Canada), e  <em>Oxford Poetry</em> (UK). A Elaine è stata recentemente commissionata dalla Liz Roche Company la scrittura di un testo poetico destinato a una produzione teatrale, Wrongheaded, e al film che l’accompagna diretto da Mary Wycherley. L’ha presentato al Tiger Dublin Fringe Festival nel 2016.</p>
<p>&#8220;Una poeta assolutamente straordinaria &#8230;.nel mondo di Kate Tempest incontra Warsan Shire e noi aggiungeremo Tom McIntyre per l’influenza rurale. Brillante&#8221;.<br />
<strong>-RTÉ’s Arena</strong></p>
<p>&#8220;Elaine Feeney è la poeta più fresca, più coinvolgente e certamente la più provocatoria emersa in Irlanda negli ultimi dieci anni &#8230;. una voce irlandese molto importante&#8221;.<br />
<strong>-Fionnula Flannagan, Attrice</strong></p>
<p>&#8220;La sua poesia è una vigorosa asserzione di femminilità senza esclusione di colpi e assolutamente senza scuse&#8221;.<br />
<strong>-Des Kenny, Kenny’s Books, Galway</strong></p>
<p>&#8220;Incredibile, un lavoro brillante e audace&#8221;.<br />
<strong>-Katie Raissian, Redattore al Grove Atlantic and Stonecutter Journal (USA)</strong></p>
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		<title>Dave Lordan</title>
		<link>https://www.inkroci.it/racconti-brevi/libri-dal-mondo/yeats-poesia/dave-lordan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[William Wall]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2016 07:58:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La pietra]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Anzani]]></category>
		<category><![CDATA[Dave Lordan]]></category>
		<category><![CDATA[Inkroci 21]]></category>
		<category><![CDATA[William Wall]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le voci radicali della scrittura irlandese contemporanea quella di Dave Lordan è, forse, la più riconoscibile. Questo è dovuto in parte al suo profilo sui media, in particolare come critico radio per un popolare programma di arte sulla principale emittente nazionale, ma anche al fatto che la sua poesia è senza mezzi termini critica [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le voci radicali della scrittura irlandese contemporanea quella di Dave Lordan è, forse, la più riconoscibile. Questo è dovuto in parte al suo profilo sui media, in particolare come critico radio per un popolare programma di arte sulla principale emittente nazionale, ma anche al fatto che la sua poesia è senza mezzi termini critica e radicalmente di sinistra. E’ una figura di spicco nel circuito della parola scritta e insegna scrittura creativa.</p>
<p>Nato a Derby, in Inghilterra, nel 1975, è cresciuto a Clonakilty nel West Cork. Il suo lavoro ha vinto numerosi premi e borse di studio, tra cui il premio Kavanagh Patrick e lo Strong Award ed è stato finalista per il premio di poesia dell’Irish Times. Le sue raccolte sono <em>The Boy in The Ring</em> (<em>Il bambino nel cerchio</em>, Salmon Poetry, 2007) e <em>Invitation to a Sacrifice</em> (<em>Invito a un Sacrificio</em>, Salmon Poetry, 2010). La compagnia teatrale Éigse Riada ha prodotto la sua prima opera, <em>Jo Bangles</em>, al Teatro Mill, Dundrum nel 2010.</p>
<p><em><strong><a href="/racconti-brevi/?author=1069&#039;" class="su-button su-button-style-default" style="color:#FFFFFF;background-color:#b50002;border-color:#910002;border-radius:0px;-moz-border-radius:0px;-webkit-border-radius:0px" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color:#FFFFFF;padding:6px 18px;font-size:14px;line-height:21px;border-color:#cc4d4e;border-radius:0px;-moz-border-radius:0px;-webkit-border-radius:0px;text-shadow:0px 0px 0px ;-moz-text-shadow:0px 0px 0px ;-webkit-text-shadow:0px 0px 0px "><i class="sui sui-globe" style="font-size:14px;color:#FFFFFF"></i> Traduzione di Anna Anzani</span></a></strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La pietra &#8211; Scrittura politica e sociale dall’Irlanda: Sarah Clancy</title>
		<link>https://www.inkroci.it/racconti-brevi/libri-dal-mondo/yeats-poesia/yeats-poesie-scrittura-politica-sociale-dallirlanda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[William Wall]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2016 07:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La pietra]]></category>
		<category><![CDATA[Alpini Gionatan]]></category>
		<category><![CDATA[Inkroci 19]]></category>
		<category><![CDATA[Sarah Clancy]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Accorrà]]></category>
		<category><![CDATA[William Butler Yeats]]></category>
		<category><![CDATA[William Wall]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa rubrica si chiama La Pietra in omaggio a una poesia scritta cento anni fa da W.B. Yeats. La poesia si intitola Pasqua 1916, e rappresenta il tentativo di Yeats di venire a patti con la rivolta irlandese di quell&#8217;anno e con la successiva esecuzione dei sedici capi da parte dei tribunali militari britannici. Ecco [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa rubrica si chiama <em>La Pietra</em> in omaggio a una poesia scritta cento anni fa da W.B. Yeats.<br />
La poesia si intitola <em>Pasqua 1916</em>, e rappresenta il tentativo di Yeats di venire a patti con la rivolta irlandese di quell&#8217;anno e con la successiva esecuzione dei sedici capi da parte dei tribunali militari britannici.<br />
Ecco il passaggio in cui compare la pietra.</p>
<p><em> Cuori con un solo proposito<br />
</em><em>Tutta l’estate e l’inverno sembrano<br />
</em><em>Fatti come per incanto pietra<br />
</em><em>Che turba il fiume vivente.<br />
</em><em>Il cavallo che viene dalla strada,<br />
</em><em>Il cavaliere, gli uccelli che spaziano<br />
</em><em>Di nuvola in nuvola di passaggio,<br />
</em><em>Mutano di minuto in minuto;<br />
</em><em>Un&#8217;ombra di nube sul torrente<br />
</em><em>Muta di minuto in minuto;<br />
</em><em>Uno zoccolo di cavallo scivola sull’argine,<br />
</em><em>E un cavallo sguazza nell’acqua;<br />
</em><em>Le galline dalle lunghe zampe si tuffano,<br />
</em><em>E lanciano richiami ai galli della brughiera;<br />
</em><em>Vivono di minuto in minuto:<br />
</em><em>La pietra è nel bel mezzo di ogni cosa.</em></p>
<p>Qui la <em>pietra</em> è l’energia ostinata, inflessibile del rivoluzionario che rimane incrollabile nei confronti del <em>fiume vivente</em> che ha intorno. E, ovviamente, le pietre sono sempre state un&#8217;arma di resistenza al potere. I Comunardi fecero barricate di ciottoli, e nel 1968 gli studenti dissero <em>Sous les pavés, la plage!</em> Una pietra è un&#8217;arma utile se non si ha niente di meglio a portata di mano.</p>
<p>In questa rubrica spero di portare all&#8217;attenzione dell&#8217;Italia una corrente della scrittura irlandese in gran parte sconosciuta fuori dall&#8217;Irlanda, e persino lì scarsamente riconosciuta nei circoli educati in cui transita la poesia. Mi riferisco alla poesia politica.</p>
<p>Naturalmente lo stesso Yeats non avrebbe apprezzato la scrittura che verrà messa in luce in questa rubrica. In particolare, egli era contro le donne impegnate in politica, specialmente la politica di sinistra che lui chiamava <em>buona volontà ignorante</em>.</p>
<p>Fino forse a dieci anni fa la scrittura irlandese era studiatamente non-impegnata politicamente. Naturalmente c&#8217;erano alcune eccezioni di rilievo -si potrebbe citare <em>Butcher’s Dozen</em> (<em>La dozzina del macellaio</em>) di Thomas Kinsella dopo il massacro della Domenica di sangue a Derry, o il testo estremamente critico di John Montague <em>The Rough Field</em> (<em>Il campo duro)</em>. L’opera di Eilean Ni Chuileannain, Rita Ann Higgins e Macdara Woods, per fare alcuni esempi, era intensamente politica. Ma in generale la scrittura irlandese era rassicurante e di classe media. Non è mancata una coscienza sociale, ma non si è mai schierata politicamente. In particolare, non vi sono stati scrittori dichiaratamente di sinistra la cui politica si sia riflessa nelle loro opere. Casomai la scrittura irlandese era quietamente liberale e, dove era presente una visione politica degli scrittori, il presupposto non dichiarato era che lui o lei sottoscrivessero una linea liberale.</p>
<p>Tuttavia qualcosa è cambiato. Insieme a un nuovo movimento di sinistra di proteste di piazza ben organizzate ed efficaci, incentrate sull’opposizione alla privatizzazione dell&#8217;acqua e ai programmi di ‘austerità’ imposti dal Fondo monetario internazionale, dalla UE e da un susseguirsi di governi di destra, ha cominciato a emergere un nuovo tipo di scrittura, spesso radicandosi prima sulla scena della parola pronunciata -poetry slam e letture pubbliche- ma emergendo anche sulla carta stampat,a abilmente supportata da una serie di audaci giornali affermati e/o piccoli e nuovi. Nei prossimi mesi, spero di portare su queste pagine alcuni di questi scrittori.</p>
<h3><strong>Sarah Clancy</strong></h3>
<p>Sarah Clancy è la prima fra i poeti ad aver risposto a queste nuove condizioni. È un’attivista che scrive poesie e un poeta che fa l’attivista. Ha il singolare onore di essere stata invitata a leggere il suo lavoro durante manifestazioni di massa. Se una cosa così proteiforme come un movimento di massa può annoverare persone insigni, Sarah Clancy deve essere tra questi. La sua produzione è politica, spesso lo è visceralmente, ma è anche profondamente commovente perché esprime le esperienze della gente comune in modo accessibile &#8211; una forza che proviene direttamente dal suo background di poeta del verso parlato. Sentire le sue letture è un&#8217;esperienza che non si dimentica. Non a caso, è anche un poeta d&#8217;amore di prim’ordine.</p>
<p><strong>Alcune note<br />
</strong>La sua poesia <em>Il prendersi cura per principianti </em>è preceduta da una citazione della proclamazione emanata dai ribelli della Pasqua 1916, l&#8217;insurrezione che diede inizio alla guerra d&#8217;indipendenza irlandese. La poesia prende come punto di partenza la proclamazione e attacca l&#8217;establishment politico ed economico irlandese (l’IFSC, per esempio, è stato istituito per rendere l&#8217;Irlanda un paradiso fiscale per le multinazionali straniere come Apple e Google). &#8216;Dev e Pearse&#8217; furono due uomini che combatterono nel 1916 &#8211; Pearse da parte sua fu giustiziato, Dev (Eamon DeValera) in seguito fu primo ministro e successivamente presidente della Repubblica. Entrambi furono dalla parte dei nazionalisti piuttosto che a sinistra, contrariamente a James Connolly che fu un comunista, e che rappresenta un filone della politica irlandese poi sommersa nella società dominata dai cattolici emersa dopo la lotta per l&#8217;indipendenza.<br />
<em>Commemorazione</em> è ambientata nel giorno della recente commemorazione per i 100 anni della Ribellione di Pasqua 1916. Gli eventi di commemorazione sono stati accuratamente gestiti dai partiti di destra al potere in modo da escludere qualunque interpretazione radicale della Proclamazione.</p>
<p style="text-align: right; padding-left: 150px;"><em>La Repubblica garantisce la libertà religiosa e civile, uguali diritti e pari opportunità a tutti i suoi cittadini, e dichiara la sua volontà di perseguire la felicità e la prosperità di tutta la nazione e di tutte le sue parti, prendendosi cura allo stesso modo di tutti i figli dello Stato&#8230;</em></p>
<p style="text-align: right; padding-left: 150px;">&#8211; La Proclamazione della Repubblica d&#8217;Irlanda 1916</p>
<a  class="vc_btn vc_btn-black vc_btn-sm vc_btn_square " target="_blak" href="/racconti-brevi/?author=1070" >Traduzioni di Silvia Accorrà</a>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>William Wall &#8211; iii La marcia, Milano</title>
		<link>https://www.inkroci.it/racconti-brevi/libri-dal-mondo/racconti-irlandesi/iii-la-marcia-milano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[William Wall]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 12:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Words from Ireland]]></category>
		<category><![CDATA[Alpini Gionatan]]></category>
		<category><![CDATA[Inkroci 18]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Accorrà]]></category>
		<category><![CDATA[William Wall]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.inkroci.it/racconti-brevi/?p=4223</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Si sale fino alla nebbia dove la pianura della Lombardia non è piana stanno parlando di nevischio suona come la fine di tutto l&#8217;orologio della stazione è ossessionato da Benito Mussolini l’epoca è il 1922 ma non stiamo andando a Roma Termini nessuna marcia oggi ma quattro uomini ci avvicinano attraverso l&#8217;atrio il pavimento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Si sale fino alla nebbia</p>
<p>dove la pianura della Lombardia</p>
<p>non è piana</p>
<p>stanno parlando di nevischio</p>
<p>suona come la fine</p>
<p>di tutto</p>
<p>l&#8217;orologio della stazione</p>
<p>è ossessionato</p>
<p>da Benito Mussolini</p>
<p>l’epoca è il 1922</p>
<p>ma non stiamo andando</p>
<p>a Roma Termini</p>
<p>nessuna marcia oggi</p>
<p>ma quattro uomini</p>
<p>ci avvicinano</p>
<p>attraverso l&#8217;atrio</p>
<p>il pavimento di marmo</p>
<p>la grande tettoia in acciaio</p>
<p>spettri senza scopo</p>
<p>De Bono &amp; Balbo</p>
<p>Bianchi &amp; de Vecchi</p>
<p>svaniscono al nero</p>
<p>tra i turisti</p>
<p>cinesi che si fanno</p>
<p><em>selfie</em> a distanza</p>
<p>con gli appositi bastoni</p>
<p>il nostro taxi ci porta</p>
<p>attraverso Piazzale Loreto</p>
<p>dove non ci sono spettri</p>
<p>e nessuna stazione di servizio Esso</p>
<p>e a ovest oltre il Cimitero</p>
<p>verso una piccola stanza</p>
<p>dove ci inventiamo futuri</p>
<p>migliori, a parlare</p>
<p>di poesia e storia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Traduzione di <a  class="vc_btn vc_btn-black vc_btn-sm vc_btn_square " target="_blank" href="/racconti-brevi/?author=1070" >Silvia Accorrà</a></em></strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>William Wall &#8211; Alla collezione egizia</title>
		<link>https://www.inkroci.it/racconti-brevi/i-racconti/racconti-brevi-scrittori-emergenti/storie-irlandesi.html</link>
					<comments>https://www.inkroci.it/racconti-brevi/i-racconti/racconti-brevi-scrittori-emergenti/storie-irlandesi.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[William Wall]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 09:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Racconti Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Inkroci 11]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Improda]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Accorrà]]></category>
		<category><![CDATA[William Wall]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le guardie sono in sciopero, ma hanno accettato di aprire una porta a ogni ora. Alla fine di quell’ora il piano viene chiuso e tutti i visitatori devono scendere per le scale. Voglio vedere la collezione che viene da Pompei ed Ercolano, ma finisco nel seminterrato a guardare i defunti egizi e i loro ornamenti. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le guardie sono in sciopero, ma hanno accettato di aprire una porta a ogni ora. Alla fine di quell’ora il piano viene chiuso e tutti i visitatori devono scendere per le scale. Voglio vedere la collezione che viene da Pompei ed Ercolano, ma finisco nel seminterrato a guardare i defunti egizi e i loro ornamenti. Tutti gli altri fanno fotografie nonostante i cartelli, ma io non voglio ricordare niente e così guardo altrove.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ogni tanto l&#8217;imbarazzo mi fa voltare. Non posso continuare ad ammirare il modo in cui la luce del sole passa attraverso le persiane o dire quanto faccia fresco dopo il caldo all&#8217;esterno. È agosto a Napoli, e c’è in corso un’ondata di calore, il che significa che debbono esserci quarantatré o quarantaquattro gradi, e l&#8217;aria condizionata sul bus non funzionava bene e un tale stava fumando. Oh mio Dio, guarda, dice qualcuno, questa è una mano. Guardo perché non guardare attirerebbe l&#8217;attenzione su di me, e in una teca di vetro la mano di un bambino spunta fuori dal bendaggio marrone che l’avvolgeva. Penso che le mummie siano disgustose, dice la mia amica Marie. Io no. Penso che siano troppo tristi per essere guardate. Tutti gli altri si chiedono di che cosa siano morti, e di che colore avessero capelli e occhi, e se siano stati sacrificati o che altro. E proprio in questo momento, in qualche villaggio in Inghilterra, le persone stanno guardando delle tombe e si stanno chiedendo la stessa cosa su altre bambine, la gente corre a guardare, così da creare profitto anche sulle persone che muoiono. Penso che questo sia disgustoso. Penso che finiremo tutti all&#8217;inferno, qualunque cosa sia l&#8217;inferno. Forse questa bambina, tutta avvolta dalle bende e mezza marcia, che giace in una teca di vetro, è all&#8217;inferno. Forse è questo che c&#8217;è in serbo per le persone che guardano i morti e fanno finta di essere tristi per loro, quando in realtà non sono affatto tristi. Ho detto a Marie, esco di qui, e lei ha detto, non puoi, devi scendere dalle scale e le scale sono chiuse per via dello sciopero fino al termine dell&#8217;ora. Cerco di aprire le porte: sono chiuse. Oh Gesù. Siamo tutti bloccati nel seminterrato. Se ci fosse un incendio, Marie? Lo vedo come se stesse realmente accadendo &#8211; le sbarre alle finestre rosse come gli elementi di una stufetta elettrica, le persiane che vibrano, le vetrine che esplodono. C&#8217;è perfino uno che fuma. Probabilmente si sente al sicuro, perché le guardie sono in sciopero e nessuno ha il coraggio di dirgli di smettere, e siamo bloccati, così nessuno lo vedrà. Ha fumato per tutta la strada fin dall’autobus, anche se il cartello diceva che era vietato fumare e io non riuscivo a respirare. Ho detto a Marie che mi sarei sentita male, ma lei mi ha detto di farmi forza, cosa che riuscivo a malapena a fare, ma tornando non so come farò. Dovrò chiedere di sedermi davanti, vicino al guidatore, perché ha la finestra aperta. Le mummie sono imbalsamate e casualmente so che l&#8217;imbalsamazione implica l’uso di alcol, che brucia con una fiamma molto chiara, come la fiamma sulla parte superiore del budino di Natale. Mio padre l’accendeva e diceva sempre ‘che spreco, tutto questo buon whisky va in fumo’ e aveva l&#8217;abitudine di fingere di soffiare troppo presto in modo che il whisky intridesse il budino e mia madre si arrabbiasse. Lui è un contabile e non ama gli sprechi. In un’ora saremmo tutti bruciati per bene. Quel tale che fuma ha un accendino che fa scattare spesso con un click, e lo tira fuori di continuo; è d’argento o d’acciaio. A volte sento il click, ma non vedo la fiamma. Marie dice: guarda tutti questi giocattolini, piccoli uomini, insetti e animali, tutti perfetti. Pensa, tutti questi anni e vengono fuori dalla terra ancora in perfette condizioni. Chi avrebbe detto che potessero fare cose così piccole, tanto tempo fa. Perfetto è la sua parola preferita. L&#8217;hotel era perfetto, lo è un tale a cui ha lasciato il cuore, e c’è scritto su una T-shirt che ha comprato. Forse i giocattoli appartenevano alla bambina, dice. Marie legge le descrizioni solo a metà, e così non sa che tutti i giocattoli sono stati ritrovati in luoghi diversi e in tempi diversi, ma non glielo dico. So per esperienza che è una perdita di tempo dirle alcunché. L’inglese delle scritte è strano e alcuni testi sono solo in italiano. Si vede che quelli inglesi sono tradotti. Che lingua parlava la bambina? Non credo che sia la stessa che si parla adesso laggiù. Penso che anche la sua lingua sia morta. Penso che sia tristissimo. Anche se volessi confortarla e trovare un momento di quiete in cui tutti gli altri guardano i gioielli non potrei farlo, perché le parole giuste non esistono più da nessuna parte, non è nemmeno una lingua che potrei studiare e di cui procurarmi un frasario, come quello italiano che ho. Ma poi mi viene in mente che anche i neonati rispondono al tono della voce. Dove l’ho sentito dire? In un programma radiofonico, suppongo, dove sento di tutto, in qualche talk show. Quando l’avevo sentito mi aveva sconvolto a causa di quello che facevo in quel momento; come se avessi avuto un’altra scelta. Se fossi riuscita a rendere abbastanza morbida la mia voce, lei avrebbe capito che volevo farla sentire felice. Dopo qualche migliaio di anni potrei essere io la prima voce che sente, e a cui importa di lei. Perché sua madre le ha detto addio e lei è stata messa in quella tomba fredda e buia. Perfino in Egitto le tombe devono essere fredde. E le persone che l&#8217;hanno trovata saranno state eccitate, gli archeologi. Ma l&#8217;avranno chiamata un reperto, non una bambina. Non credo che nessuno abbia pensato a come si sia sentita. Allora aspetto un po’ fino a quando la folla non passa oltre e Marie dice, non vieni? E io dico no, non mi interessa. Resto qui. Lei mi lancia uno sguardo. Non è stato un successo, venire con Marie, e non lo farò più. Lei è interessata solo a una cosa. Così va avanti con gli altri e sento le loro voci fare ‘ohhh’ e ‘aah’ per l’oro e quant’altro. Posso immaginare com’è. E io rimango a parlare con la bambina. Dopo circa tre minuti sto piangendo. Ho una sorellina, proprio come te, dico. Proprio come te. E mi manca. Non so che cosa farò perché non posso tornare indietro. Ho detto loro che non sarei mai tornata indietro, dopo quello che hanno detto. Mio padre mi scrive, ma mia madre non lo fa. Lei è molto dura. Esci da questa porta, ragazza mia, e qui non rimetterai più piede, ha detto. Mia madre. Sarai morta per me, ha detto. E quindi lo sono. Sta iniziando a far freddo qui sotto, come se l&#8217;aria condizionata fosse stata abbassata troppo. Voglio mettere la mano oltre il vetro e coprire la sua piccola mano, che è l&#8217;unica parte che si può vedere, tranne per le dita di un piede. È come se si fosse addormentata e avesse tirato su le coperte, si fosse voltata sulla schiena e la sua mano sbucasse fuori, così come le dita dei piedi. Ma è la mano che voglio coprire. Le mani dicono tutto. È la mano che reca la linea della vita e mostra con ramificazioni e diramazioni le cose che accadranno, anche se preferiremmo non sapere che il futuro è tutto lì se sapessimo come leggerlo. Quando vogliamo aiutare qualcuno diciamo che gli diamo una mano, e quando stiamo per liberarci di qualcosa diciamo che è tutto nelle mani di qualcuno, è fuori dalle mie mani adesso. Me ne lavo le mani. E si può dire che lavoro faccia una persona dalle sue mani: le mie sono sempre rosse e screpolate perché sono allergica ai guanti di gomma che ci fanno indossare in fabbrica. Dobbiamo anche indossare cappelli di plastica e mascherine da chirurgo, e camici come se operassimo sulle persone invece che sui computer: come se tutti i chip e le schede che mettiamo insieme fossero parti di persone che si svegliano dopo un lungo sonno e le loro vite fossero migliorate e forse saranno in grado di camminare di nuovo e non hanno alcun dolore. Mio padre è in attesa di un intervento all’anca, ma queste cose devono essere fatte a tempo, dice il suo medico, e lui dovrà aspettare ancora a lungo. Tutto quello che facciamo è assemblare modem e Marie è l&#8217;unica che può permettersi un computer, e nessuna di noi ragazze sa neppure come funzionano. Allora che cosa devo fare, chiedo alla bambina. Le tolgo i capelli dal viso, come faccio con mia sorella. Con l’occhio della mente vedo noi due: me seduta accanto al suo letto, che non è questa fredda teca ma un letto normale, come l’abbiamo a casa, e le sposto i capelli dagli occhi. Cosa ci posso fare: non li rivedrò più? Poi Marie ritorna. Gesù santo, questa sarà una vacanza di m…, dice. Gesù, ma guarda che stai facendo! Non sono fatti tuoi, dico. Non è un granché di vacanza, no? Hai prenotato tu, dice. Volevi un viaggio culturale, quando avremmo potuto essere a Creta o alle Canarie. Gesù piangeva. Così le dico un paio di cose. Esco da quella porta, dico, non appena scocca l&#8217;ora, e se non ti vedo più sarò felice lo stesso. E chiederò al supervisore di cambiarmi la postazione quando torno. Se non parlerò mai più con te andrà bene ugualmente. E se vuoi saperlo questa bambina mi ricorda mia sorella. Gesù santo, dice Marie. Come può ricordarti di tua sorella. Mi fai orrore. Lei guarda la teca di vetro e io so che tutto quello che vede è qualcosa di morto. No, qualcosa che non è mai stato vivo, come uno dei giocattoli o le statue o come se la bambina fosse nata morta invece di arrivare a dieci o undici anni. Quando una bambina muore prima della nascita non è mai stata viva, dico. Quindi non può essere morta. È il significato del limbo. Ora sei fuori di testa completamente, dice Marie, di cosa stai parlando adesso, per Dio? Tu sei il tipo di persona che legge tutte le storie dell&#8217;orrore, dico, come di quelle due ragazzine in Inghilterra. Ti piace. Mi fissa. Di cosa stai parlando? Che ragazze? Ma sento le guardie aprire la porta e arriva una folata di aria calda e ci guardano come se avessero appena scoperto che siamo qui. È una salita, dico. Bisogna salire, dico. Bisogna salire per le scale. Adesso siete nel seminterrato. Se si vuole uscire bisogna salire. Io semplicemente mi allontano.</p>
<p class="inkroci_dati_tec2">Traduzione di <a class="jcepopup noicon" href="index.php?option=com_k2&amp;view=itemlist&amp;layout=user&amp;id=58&amp;task=user&amp;Itemid=815" target="_blank" data-mediabox="width[800];height[600]">Silvia Accorrà</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.inkroci.it/racconti-brevi/i-racconti/racconti-brevi-scrittori-emergenti/storie-irlandesi.html">William Wall &#8211; Alla collezione egizia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.inkroci.it/racconti-brevi">Inkroci Magazine</a>.</p>
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