Un’opera controversa e coraggiosa
Fausto e Anna è fra le opere di Cassola una delle più controverse, nonché poco amata da gran parte della critica.
Vi si narra l’amore adolescenziale fra i due protagonisti, entrambi di estrazione borghese, ma con diverse sensibilità e aspirazioni. Cassola segue i due personaggi nella loro crescita e nelle loro scelte, condizionate, soprattutto per Fausto, dalla seconda guerra mondiale.
Se la prima parte, in cui sboccia l’amore fra i due giovani, valse al libro la squalifica di “romanzo d’appendice”, fu soprattutto la seconda al centro di polemiche. La storia sentimentale, infatti, pare quasi il pretesto per raccontare altro: molte pagine sono dedicate all’esperienza del protagonista tra le file delle Brigate Garibaldi, e proprio questa narrazione suscitò diffidenza e perplessità fra gli editori.
Il romanzo, scritto nel 1949, fu pubblicato solo nel 1952 e poi nel ’58, revisionato e tagliato dall’autore stesso. Cassola, dopo l’otto settembre, aveva militato nella resistenza toscana, e l’esperienza autobiografica sfocia nel ritratto di Fausto, partigiano e, al contempo, antieroe.
Come altri autori suoi contemporanei, Cassola non vuole narrare gli ideali alla base dell’antifascismo, ma le questioni private. Quando il suo alter ego, Fausto, confessa di essere entrato nella Brigata Garibaldi per sport e per noia, comprendiamo che è il partigiano Cassola che analizza con lucidità le proprie scelte.
Dalle pagine del romanzo scaturisce il ritratto di una Resistenza piena di contraddizioni, in cui si scontrano anime diverse, una Resistenza antieroica e profondamente umana. Netta è però la critica all’ideologia comunista, raccontata come pensiero tetragono, che non lascia spazio al dubbio o al dissenso.
Un romanzo imperfetto, sbilanciato nella trama, in cui la storia sentimentale si giustappone alla narrazione politica; tuttavia l’analisi lucida dei personaggi e, in particolare, di Fausto, dei suoi slanci e dei suoi interrogativi, è il pregio migliore dell’opera.
In una società, come quella italiana, volta a polarizzarsi su ogni questione, la voce di questo scrittore che ha saputo raccontare la “parte giusta” anche nei suoi aspetti più scomodi, ci ricorda che cos’è l’onestà intellettuale.