{"id":8022,"date":"2019-07-18T09:34:29","date_gmt":"2019-07-18T07:34:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=8022"},"modified":"2019-08-07T07:53:02","modified_gmt":"2019-08-07T05:53:02","slug":"recensione-di-pane-e-cioccolata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/recensioni-film\/recensione-di-pane-e-cioccolata.html","title":{"rendered":"Pane e cioccolata"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Franco Brusati (Milano 1922, Roma 1993) \u00e8 un regista interessante quanto anomalo del nostro panorama cinematografico, proprio per questo difficilmente classificabile. Dopo gli studi giuridico &#8211; politici compiuti a Milano, fa il giornalista, si trasferisce a Roma, si dedica al cinema come aiuto di Renato Castellani e sceneggiatore di Rossellini, Emmer, Camerini, Lattuada e Zeffirelli (<em>Romeo e Giulietta<\/em>). Debutta alla regia adattando il romanzo di Alfredo Panzini, <em>Il padrone sono me<\/em> (1955), sul declino di una famiglia borghese ai primi del Novecento. Titoli successivi: <em>Il disordine<\/em> (1961), feroce attacco contro la borghesia milanese, <em>Tenderly<\/em> (1968), <em>I tulipani di Harlem<\/em> (1969) &#8211; due film sofisticati e ben confezionati ma sostanzialmente irrisolti -; <em>Pane e cioccolata<\/em> (1973), il suo capolavoro; <em>Dimenticare Venezia<\/em> (1979), <em>Il buon soldato<\/em> (1982) &#8211; altri due lavori esteticamente perfetti che ricercano soprattutto l\u2019elemento figurativo. Brusati lascia il cinema con <em>Lo zio indegno<\/em> (1989), commedia di caratteri molto sopra le righe interpretata da Gassman e Giannini. Brusati \u00e8 autore colto e ispirato, fuori dal coro, incurante delle mode, attivo anche come drammaturgo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pane e cioccolata<\/em> \u00e8 un film modernissimo a tema emigrazione, uno dei migliori lavori interpretati da Nino Manfredi \u2013 co-sceneggiatore insieme a Brusati (soggetto) e Fiastri -, considerato uno dei 100 film italiani da salvare. Brusati si tiene in bilico in maniera felice &#8211; oserei dire geniale &#8211; tra commedia amara e dramma esistenziale. Non facile il rapporto tra regista, sceneggiatrice e Manfredi &#8211; che pretende un posto tra gli autori per le modifiche apportate al personaggio -, anche se poi la scelta si rivela felice, il regista avrebbe voluto Ugo Tognazzi. Il tema base del film \u00e8 la difficolt\u00e0 a integrarsi che incontra un italiano nella Svizzera tedesca degli anni Settanta, tra diffidenze e luoghi comuni, disprezzo e arroganza. <em>Pane e cioccolata<\/em> \u00e8 un atto di accusa contro tutte le discriminazioni, attuale ancora adesso, a parti invertite, oggi che gli emigranti non siamo noi, ma subiamo con supponente senso di fastidio l\u2019emigrazione di altri popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nino Manfredi \u00e8 Giovanni Garofoli, un cameriere ciociaro che da tre anni cerca lavoro fisso in Svizzera, ma quando viene assunto in prova da un grande ristorante il fato gioca contro di lui. Prima assiste a un orrendo delitto in un parco, poi viene accusato di atti osceni in luogo pubblico, quindi \u00e8 licenziato dal posto sicuro. Nino resta in Svizzera da clandestino, incontra Elena (Karina), un\u2019esule greca in fuga dal regime dei colonnelli, stringe un buon rapporto con lei e con il figlio. Cerca rifugio da un miliardario in fuga (Dorelli) che ha lasciato l\u2019Italia mettendo sul lastrico famiglie di operai, ma quando gli affida i suoi risparmi il ricco imprenditore in bancarotta muore suicida. Brusati stigmatizza con tratti grotteschi &#8211; persino surreali &#8211; la grama esistenza di alcuni emigrati clandestini italiani che vivono in un pollaio e si divertono a spiare la vita agiata dei padroni. L\u2019atto estremo di Manfredi \u00e8 quello di integrarsi nel modo peggiore, tingendosi i capelli di biondo, parlando tedesco e rinnegando le proprie origini. Una partita della nazionale italiana contro la Svizzera seguita al bar da tifoso finisce per tradirlo. Finale indeciso che mostra il nostro emigrato prima arrendersi e prendere un treno per tornare in patria, quindi &#8211; dopo aver sentito alcuni compatrioti intonare l\u2019ennesima canzone consolatoria &#8211; fermare il treno sotto il Traforo del Sempione, decidendo di tornare indietro e restare a combattere fino in fondo la sua battaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Film restaurato dalla Cineteca Nazionale di Bologna, pubblicato in DVD e Blu Ray da CG Entertainment e Lucky Red. Un capolavoro del cinema italiano che non invecchia mai. Punto di forza in una narrazione scorrevole e leggera, da commedia, pur presentando tratti amari e persino drammatici. Abbiamo l\u2019emigrante lontano dalla famiglia che non riesce ad ambientarsi in un paese ostile, che trova rifugio solo in altri come lui, siano greci o spagnoli, persino turchi o altri italiani in fuga. Un film che piace a critica e pubblico, vince l\u2019Orso d\u2019Argento a Berlino, viene persino distribuito negli Stati Uniti, un lavoro che rappresenta l\u2019apice della produzione d\u2019autore di Brusati. Commedia impegnata civilmente, contro tutti i luoghi comuni, persino contro quello dell\u2019italiano <em>chitarra e mandolino<\/em> e del <em>canta che ti passa<\/em>. Manfredi rappresenta l\u2019italiano che vorrebbe cambiare le cose, lottare per trovare il suo posto nella vita, non cantare per ricordare e per consolarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Brusati gira con grande abilit\u00e0 e sapienza tecnica una storia originale, a base di piani sequenza, primissimi piani e brevi zumate. Tovoli fotografa con freddezza una Svizzera ostile e rancorosa, tra paesaggi lacustri, citt\u00e0 grigie e montagne. Morra \u00e8 autore di un montaggio privo di tempi morti. Ottima colonna sonora originale di Patucchi che pesca molto nella musica popolare tanto amata dagli emigranti. Brusati scrive un pezzo dedicato a Milano: <em>Odor di nebbia<\/em>, musicato da Patucchi. <em>L\u2019uomo non \u00e8 de legno<\/em>, cantata da Manfredi, invece, \u00e8 di Iaia Fiastri. Attori molto bravi, anche se quasi tutto il film poggia sulle forti spalle di Manfredi, unico personaggio approfondito psicologicamente. Ricordiamo un buon Dorelli imprenditore in crisi e una valida Karina nei panni della greca in fuga dal regime, innamorata del suo italiano. Altre presenze minori fanno il loro mestiere con diligenza, da Barra cameriere turco, a Cimarosa nei panni di una finta donna che improvvisa uno spettacolino per emigranti. Brusati realizza un film sulla vita quotidiana, ispirandosi alla\u00a0realt\u00e0, seguendo con ironia e sarcasmo, ma anche con partecipe <em>pietas <\/em>umana, il destino degli emigranti in un paese che li respinge. Ben calibrato tra grottesco e realismo, umorismo e dramma, resta una pietra miliare del cinema italiano.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Regia<\/strong>: Franco Brusati. <strong>Soggetto<\/strong>: Franco Brusati. <strong>Sceneggiatura<\/strong>: Franco Brusati, Iaia Fiastri, Nino Manfredi. <strong>Fotografia<\/strong>: Luciano Tovoli. <strong>Montaggio<\/strong>: Mario Morra. <strong>Scenografia<\/strong>: Luigi Scaccianoce. <strong>Costumi<\/strong>: Guido Patrizio. <strong>Musiche Originali<\/strong>: Daniele Patucchi (composte e dirette). <strong>Edizioni Musicali<\/strong>: Cintercore Music Company (Londra). <strong>Direttore di Produzione<\/strong>: Paolo De Andreis. <strong>Organizzatore Generale<\/strong>: Alfredo Mirabile. <strong>Arredatore<\/strong>: Bruno Cesari. <strong>Aiuto Scenografo<\/strong>: Paolo Biagetti. <strong>Aiuto Regista<\/strong>: Rinaldo Ricci. <strong>Assistente alla Regia<\/strong>: Francesco Lessona. <strong>Operatori di Macchina<\/strong>: Romano Albani, Michele Cristiani. <strong>Fonico<\/strong>: Claudio Maielli. <strong>Produttore esecutivo<\/strong>: Turi Vasile. <strong>Produttore<\/strong>: Maurizio Lodi &#8211; Fe\u2019. <strong>Casa di Produzione<\/strong>: Verona Produzione srl. <strong>Teatri di Posa<\/strong>: Studi Dear (Roma). <strong>Colore<\/strong>: Technospes. <strong>Titoli e Truke<\/strong>: Biamonte Cinegroup. <strong>Canzoni <\/strong>Orchestrate e Dirette da Daniele Patucch<strong>i<\/strong>: <em>Sekt Mit Sugar<\/em> (G. Patrizio &#8211; D. Patucchi, canta Guido Patrizio), <em>Odor di nebbia<\/em> (F. Brusati &#8211; D. Patucchi), <em>Simmo e napule paisa\u2019<\/em> (G. Fiorelli &#8211; N. Valente), <em>Torna a Surriento<\/em> (G. B. De Curtis). Canzoni Orchestrate e Dirette da Ugo Calise: <em>Buongiorno a te<\/em> (I. Fiastri &#8211; U. Calise), <em>L\u2019uomo non \u00e8 di legno<\/em> (I. Fiastri &#8211; U. Calise). La <em>Serenata di Haydn<\/em> e la <em>Sonata in do K 545<\/em> di Mozart sono state elaborate da Daniele Patucchi. Sinfonia n. 1 in do maggiore di Georges Bizet andante adagio eseguito dalla Orchestra nazionale della O.R.T. F. diretta da Jean Martinon. <strong>Sonorizzazione<\/strong>: C.D.S. Roma. <strong>Mixage<\/strong>: Franco Bassi, Lino Messina. <strong>Interpreti<\/strong>: Nino Manfredi, Johnny Dorelli, Anna Karina, Paolo Turco, Ugo D\u2019Alessio, Tano Cimarosa, Gianfranco Barra, Giorgio Cerioni, Francesco D\u2019Adda, Geoffrey Copplestone, Federico Scrobogna, Max Delys, Umberto Raho, Nelide Giammarco, Manfred Freyberger, Ciro Elias, Licia Farre, Giorgio Dolfin, Patrizia Giammei, Giacomo Rizzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franco Brusati (Milano 1922, Roma 1993) \u00e8 un regista interessante quanto anomalo del nostro panorama cinematografico, proprio per questo difficilmente classificabile. 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