{"id":7413,"date":"2020-11-13T07:10:42","date_gmt":"2020-11-13T06:10:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=7413"},"modified":"2020-11-20T06:25:58","modified_gmt":"2020-11-20T05:25:58","slug":"il-tempo-ritrovato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/recensioni-film\/il-tempo-ritrovato.html","title":{"rendered":"Il tempo ritrovato (1999)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A prima vista pu\u00f2 sembrare un\u2019impresa impossibile sceneggiare <em>La recherce<\/em> di Marcel Proust. Il regista cileno Ra\u00fal Ruiz (Puerto Montt, 1941 &#8211; Parigi, 2011) &#8211; rifugiato in Francia dopo la caduta di Allende per sfuggire alla persecuzione di Pinochet -, ci riesce alla perfezione, partendo dall\u2019ultimo dei sette volumi (<em>Il tempo ritrovato<\/em>) che compongono un\u2019opera monumentale del Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ra\u00fal Ruiz \u00e8 un regista complesso e di difficile classificazione, rapido realizzatore di pellicole, assai prolifico, ideologicamente schierato a sinistra, sempre in bilico tra realismo e fantastico, dallo stile barocco e ridondante, molto letterario, perfetto per mettere in scena l\u2019opera di Proust. Ruiz \u00e8 molto apprezzato da una nicchia di intellettuali, ma resta ancora poco noto al grande pubblico, nonostante negli anni Novanta alcuni attori come Mastroianni (<em>Tre vite e una sola morte<\/em>, 1996), Malkhovic (<em>Il tempo ritrovato<\/em>) e Deneueve (<em>Genealogia di un crimine<\/em>, 1997) abbiano lavorato con lui, portandolo all\u2019attenzione della critica grazie a opere ad alto budget. A nostro parere nel suo cinema si sente l\u2019influenza di autori come Bergman (riflessione psicologica e aspetto onirico), Fellini (impianto teatrale) e Visconti (ricostruzione scenografica). Muore per infezione polmonare mentre gira il film <em>Linee di Wellington<\/em> (2011), portato a termine dalla moglie Valeria Sarmiento. Ricordiamo che Ruiz, nel 1968, quando ancora viveva in Cile, aveva messo in scena il capolavoro letterario di Guillermo Cabrera Infante, <em>Tre tristi tigri<\/em>. Introvabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo a <em>Il tempo ritrovato<\/em>. Il regista ci presenta un Marcel Proust vecchio e malato, preoccupato di riuscire a ultimare il suo capolavoro; grazie a continui salti temporali, <em>flashback<\/em> e sequenze oniriche ricompone tutti i tasselli della memoria dello scrittore e ripercorre l\u2019architettura grandiosa del romanzo. La bravura di Ruiz sta nel saper sostituire la poesia delle parole di Proust con la poesia delle immagini, lo sfarzo decorativo, l\u2019andamento lento e sognante del ricordo, a base di fotografia anticata color giallo ocra, di suggestioni fantastiche e surreali. Un piccolo capolavoro di oltre due ore e mezzo che sceneggia quasi tremila pagine di testo, sfruttando molti dialoghi originali, cogliendo le considerazioni pi\u00f9 suggestive, approfondendo la filosofia proustiana senza badare al fatto che sta realizzando una pellicola poco commerciale. Certo, per chi non ha letto <em>La recherche<\/em> potr\u00e0 apparire astruso, complesso, persino noioso, ma il film ha un andamento lirico cos\u00ec sognante da sfiorare la perfezione ed \u00e8 capace di riprodurre su pellicola tutta la magia delle parole proustiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Girato da maestro, con abbondanza di piani sequenza, primi piani, soggettive, campi e controcampi teatrali; interpretato da attori ispirati come Catherine Deneuve (Odette), John Malkovich (Barone de Charlus) e Marcello Mazzarella (Marcel), che conferiscono veridicit\u00e0 a personaggi letterari; fotografato con toni decadenti, montato con tempi lenti, arricchito da costumi e scenografia sontuosi, stile <em>Il gattopardo<\/em> di Visconti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inutile narrare la trama, che ripercorre gli amori infelici di Marcel Proust, la vita di corte, le interminabili cene e feste danzanti dai Verdurin e dai Guermantes, gli amori omosessuali, in una parola le tematiche complesse di tutta <em>La recherche<\/em>. Importante dire che il regista cita in maniera originale e cinematografica l\u2019episodio delle <em>madeleines<\/em> inzuppate nel t\u00e8 che scatenano una tempesta di ricordi infantili, senza dimenticare il tanto atteso bacio della madre prima di andare a dormire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tema dominante della pellicola come del romanzo &#8211; ma \u00e8 riduttivo chiamarlo <em>romanzo<\/em> &#8211; \u00e8 il ricordo, il tempo perduto, il fatto che un uomo sar\u00e0 sempre frutto di quel che \u00e8 stato, prodotto unico del proprio passato. \u201cIl problema non \u00e8 quello di perdersi, ma di riuscire a ritrovarsi\u201d, dice il protagonista usando le parole de <em>La<\/em> <em>recherche<\/em>. Il regista narra il dramma personale dell\u2019artista, la sua vita e gli amori contrastati, ma anche il dramma collettivo della guerra, il cambiamento della societ\u00e0, la follia di un conflitto inutile che porta troppi morti, e la fine di una nobilt\u00e0 che non \u00e8 pi\u00f9 la stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finale straordinario, dove vediamo il vecchio Marcel ricongiungersi al bambino che corre spensierato sulla spiaggia di Balbec, ove andava a passare l\u2019estate con la nonna. Le stagioni della vita si uniscono in una magica sequenza con i tre Marcel che si sovrappongono e lasciano il posto l\u2019uno all\u2019altro. \u201cHo paura di morire non per me, ma per il mio libro\u201d, aveva detto Marcel un istante prima al se stesso bambino. \u201cMe lo farai leggere?\u201d, era stata la risposta del piccolo. Per ricordare un\u2019intera vita il poeta non vuole perdere neppure un istante prima di morire, perch\u00e9 quel che conta \u00e8 l\u2019aver fatto in tempo a scriverla e a racchiuderla in un capolavoro immortale, soprattutto nei due libri che usciranno postumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ra\u00fal Ruiz \u00e8 riuscito nell\u2019impossibile: raccontare per immagini tutta la magia della letteratura. Da vedere assolutamente.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong><br \/>\nRegia<\/strong>: Ra\u00fal Ruiz. <strong>Soggetto<\/strong>: Marcel Proust (liberamente tratto da <em>Alla ricerca del tempo perduto<\/em>). <strong>Sceneggiatura<\/strong>: Gilles Taurand, Ra\u00fal Ruiz. <strong>Fotografia<\/strong>: Ricardo Aronovich. <strong>Costumi<\/strong>: Gabriella Pescucci, Caroline De Vivaise. <strong>Scenografia<\/strong>: Bruno Beauge. <strong>Montaggio<\/strong>: Denise De Casabianca. <strong>Musica<\/strong>: Jorge Arriagada (Tema de <em>Le temps retrouv\u00e9<\/em> cantato da Natalie Dessay). <strong>Direttore di Produzione<\/strong>: Philippe Saal. <strong>Suono<\/strong>: Philippe Morel. <strong>Mixage<\/strong>: Gerard Rousseau. <strong>Assistente alla Regia<\/strong>: Antoine Beau. <strong>Produzione<\/strong>: Paulo Branco. <strong>Produttori Associati<\/strong>: Leo Pescarolo, Massimo Ferrero. <strong>Case di Produzione<\/strong>: Gemini Films, France 2 Cinema, Les Films du Lendemain, Blu Cinematografica (Italia). <strong>Produzione Associata<\/strong>: Mandragora Films. <strong>Paesi di Produzione<\/strong>: Francia\/Italia. <strong>Pellicola<\/strong>: Kodak &#8211; Fujifilm. <strong>Esterni<\/strong>: Illers-Combray, Grand Hotel du Cobourg. <strong>Durata<\/strong>: 154\u2019. <strong>Genere<\/strong>: Drammatico, Letterario. <strong>Interpreti<\/strong>: Catherine Deneuve (Odette), Emmanuelle B\u00e9art (Gilberte), Chiara Mastroianni (Albertine), Vincent Perez (Morel), Pascal Greggory (Saint-Loup), Marie-France Pisier (madame Verdurin), Marcello Mazzarella (Marcel Proust), John Malkovich (Barone de Charlus), Arielle Dombasle (madame De Farcy), Edith Scob (Oriane de Guermantes), Elsa Zylberstein (Rachel), Christian Vadim (Bloch), Dominique Labourier (madame Cottard), Philippe Mourier &#8211; Genoud (monsieur Cottard), Melvil Poupaud (il principe di Foix), Mathilde Seigner (C\u00e9leste), Jacques Pieiller (Jupien), Helene Surgere (Fran\u00e7oise), Andre Engel (Marcel vecchio), Georges Du Fresne (Marcel bambino), Monique Melinand (la nonna di Marcel), Laurence Frevier (la madre di Marcel), Jean Fran\u00e7ois Balmer (lo zio Adolphe). <strong>Titolo originale<\/strong>: <em>Le temps retrouv\u00e9<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A prima vista pu\u00f2 sembrare un\u2019impresa impossibile sceneggiare La recherce di Marcel Proust. 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