{"id":6997,"date":"2026-07-03T01:34:59","date_gmt":"2026-07-02T23:34:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=6997"},"modified":"2026-06-25T04:49:24","modified_gmt":"2026-06-25T02:49:24","slug":"quante-volte-quella-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/recensioni-film\/quante-volte-quella-notte.html","title":{"rendered":"Quante volte\u2026 quella notte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Film insolito nella produzione di Mario Bava (Sanremo, 1914 &#8211; Roma, 1980), uno dei nostri pi\u00f9 grandi autori di horror e fantastico, specializzato in gotico e thriller. Film cos\u00ec insolito che fino a ieri non mi era mai capitato di vederlo, fidandomi di recensori poco accorti e superficiali che lo liquidavano come un prodotto minore, come un Bava di serie C, perdibile e dimenticabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso Bava mi aveva convinto che non era il caso di vedere la pellicola, perch\u00e9 la citava tra i suoi film che detestava, alla pari con <strong>Le spie vengono<\/strong> <strong>dal semifreddo<\/strong> (in realt\u00e0 molto divertente!) e <strong>Cinque bambole per una luna d\u2019agosto<\/strong> (e qui condividiamo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quante volte\u2026 quella notte<\/strong> viene girato nel 1968, ma \u00e8 troppo in anticipo rispetto ai tempi e &#8211; per problemi con la censura causati da certe sequenze piuttosto spinte &#8211; vede la luce soltanto nel 1972. Risulta uno degli ultimi film di Bava, prima di <strong>Lisa e il diavolo<\/strong> e <strong>Cani arrabbiati<\/strong>, ma \u00e8 stato girato subito dopo <strong>Diabolik<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto lo stile di Bava viene fuori con prepotenza, dalla fotografia intensa a base di colori accesi, stile fumetto horror, passando per un eccesso di zoom e grande tensione narrativa. Impossibile non accreditare con certezza il film al grande regista ligure sin dalle prime sequenze, addirittura dalla visione della sigla a disegni animati che mette in primo piano un singolare psicanalista e le sue macchie che prendono il volo come farfalle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo la trama che \u00e8 soltanto una scusa per compiere un\u2019indagine sulla psiche umana e sulle diverse sfaccettature della verit\u00e0. Va da s\u00e9 che \u00e8 un contenitore ideale per esibire la bellezza di Daniela Giordano, molto nuda per i tempi e altrettanto sexy in diverse sequenze ad alto tasso erotico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tina (Giordano) e Gianni (Halsey) si conoscono in un parco alla periferia di Roma, escono insieme, passano la serata in discoteca, quindi a casa di lui, dove incontrano due amici con tendenze omosessuali: Duccio (Randall) ed Esmeralda (Petit).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fine della serata viene raccontata in tre modi diversi. Tina fa un resoconto alla madre come se lei fosse una donna timorata di Dio e l\u2019uomo una sorta di mostro che le strappa le vesti e tenta di violentarla. Gianni si vanta con gli amici di aver incontrato una donna libidinosa che ha voluto far l\u2019amore per tutta la notte, sfinendolo letteralmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il portiere guardone narra la vicenda come una storia di omosessuali che preferiscono stare insieme tra loro piuttosto che accettare la compagnia di una donna. Infine lo psichiatra &#8211; filo conduttore degli eventi e narratore onnisciente &#8211; racconta la vicenda come una normale storia d\u2019amore, un incontro tra un uomo e una donna foriero di nuovi sviluppi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un finale quasi romantico, ma non \u00e8 certo che la verit\u00e0 sia quella narrata dallo psichiatra, visto che \u00e8 proprio lui il primo a metterla in dubbio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spettatore non resta deluso dal finale aperto, in realt\u00e0 il miglior finale possibile per un simile film. A titolo di mera curiosit\u00e0 dobbiamo dire che nel cartellone di intervallo tra il primo e il secondo tempo campeggia la scritta: <em>Quattro volte\u2026 quella notte<\/em>. Forse il titolo in lavorazione che ricorda le quattro verit\u00e0 esposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mario Bava mostra tutta la sua abilit\u00e0 da tecnico della fotografia, inserisce una serie di dissolvenze <em>a vortice<\/em> gi\u00e0 apprezzate in <strong>Diabolik<\/strong>, molti <em>flashback<\/em> a incastro, un tono di fondo psichedelico e tanta tensione narrativa, come se fosse un thriller.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto erotismo, insolito in Bava, che anticipa la commedia sexy, diverse sequenze di docce e rapporti erotici che evitano il nudo integrale maschile e femminile ricorrendo a provvidenziali piante, paraventi e pose innaturali. Minigonne a volont\u00e0, balli d\u2019epoca (shake e y\u00e9-y\u00e9), musica ritmata e divertente, doppi sensi erotici a non finire e mai un attimo di noia, perch\u00e9 il film non presenta tempi morti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fotografia accesa tendente al rosso e al blu come negli horror gotici, attori molto bravi, su tutti i protagonisti, con una Daniela Giordano molto sexy, impegnata in una doppia caratterizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il film vorrebbe essere un commedia sofisticata molto europea, come coproduzione tedesca impone, arricchita da un tono grottesco che permette di accettare scene di violenza e tanto erotismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bava riprende in primo piano i corpi nudi, escludendo le parti pi\u00f9 intime con grande abilit\u00e0, arrivando prima degli autori della commedia sexy a sfruttare certi <em>topoi<\/em>: il guardone, il rapporto spiato, la doccia, la donna disinibita\u2026Le nudit\u00e0 della Giordano si contano sulla punta delle dita e sono riferibili a inquadrature dei seni, ma la tensione erotica \u00e8 notevole. Sceneggiatura a incastro perfetta, con il finale romantico che vede la coppia dirigersi a vedere l\u2019alba sulla spiaggia di Ostia. Non \u00e8 importante conoscere la verit\u00e0\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La critica \u00e8 inclemente con il Bava erotico, ma in compenso non ha mai capito neppure il grande autore di horror e thriller. Paolo Mereghetti (una stella e mezzo): \u201cBava, molto pi\u00f9 a suo agio nel genere horror, tenta qui una ben poco convincente incursione nel thriller dai toni pirandelliani, ambizioso ma assai sconnesso nella struttura narrativa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Morando Morandini non perde tempo a commentare e ribassa il giudizio a una stella. Pino Farinotti riassume la trama, si rende conto che il film \u00e8 un erotico e non un thriller, ma si ferma a due stelle. Sorprendente Marco Giusti (<em>Stracult<\/em>), che aggiunge al titolo un punto interrogativo finale, forse per dare un tono da thriller: \u201cPi\u00f9 horror che sexy\u201d. Che film avr\u00e0 mai visto? Quando la critica fa veramente ridere.<\/p>\n<hr \/>\n<h6 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px;\"><strong>Regia<\/strong>: Mario Bava. <strong>Soggetto e Sceneggiatura<\/strong>: Mario Moroni, Carl Ross. <strong>Dialoghi<\/strong>: Guido Leoni. <strong>Aiuto Regista<\/strong>: Lamberto Bava, Claudio Rainis. <strong>Montaggio<\/strong>: Otello Colangeli. <strong>Direttore di Luce<\/strong>: Antonio Rinaldi. <strong>Operatore alla Macchina<\/strong>: Salvatore Caruso. <strong>Assistenti Operatori<\/strong>: Carlo Tafani, Enrico Lucidi. <strong>Fonico<\/strong>: Raul Montesanti. <strong>Direttore di Produzione<\/strong>: Virgilio Muzio. <strong>Ispettori di Produzione<\/strong>: Maurizio Marvisi, Francesco Casati. <strong>Architetto<\/strong>: Andrea Crisanti. <strong>Costumi<\/strong>: Blanda. <strong>Produzione<\/strong>: Delfino Film. <strong>Interni<\/strong>: Stabilimenti Dino De Laurentiis Cinematografica spa. <strong>Registrazioni Sonore<\/strong>: Cinemontaggio (su apparecchi Westrex). <strong>Fonici<\/strong>: Sandro Occhetti, Fausto Achilli. <strong>Negativi &#8211; Positivi<\/strong>: Istituto Luce. <strong>Colore<\/strong>: Eastmancolor. <strong>Musiche<\/strong>: Lallo Gori. <strong>Edizioni Musicali<\/strong>: Nazionalmusic (Roma). <strong>Paesi Produzione<\/strong>: Italia &#8211; Germania. <strong>Case di Produzione<\/strong>: Delfino Film (Roma), Hape Film GMBH &amp; co (Monaco). <strong>Produttori<\/strong>: Zeljco Kunkera, Claudio Rainis. <strong>Produttore Esecutivo<\/strong>: Alfred Leone. <strong>Interpreti<\/strong>: Daniela Giordano, Brett Halsey, Dick Randall, Valeria Sabel, Michael Hinz, Rainer Basedow, Brigitte Skay, Calisto Calisti, Pascale Petit.<\/span><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Film insolito nella produzione di Mario Bava (Sanremo, 1914 &#8211; Roma, 1980), uno dei nostri pi\u00f9 grandi autori di horror e fantastico, specializzato in gotico e thriller. 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