{"id":6792,"date":"2017-06-28T08:10:38","date_gmt":"2017-06-28T06:10:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=6792"},"modified":"2017-07-07T08:33:21","modified_gmt":"2017-07-07T06:33:21","slug":"lauren-foley-hot-rocks","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/libri-dal-mondo\/racconti-irlandesi\/lauren-foley-hot-rocks.html","title":{"rendered":"Lauren Foley \u2013 Hot Rocks"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><em>Villaggio costiero, provincia nord di Dublino, Irlanda, 1993<\/em><\/p>\n<p>\u00a0Il suo primo ragazzo aveva l\u2019abitudine di baciarla dopo il caff\u00e8 e le arance. Era uno strano sapore. Ma lei ci aveva fatto l\u2019abitudine. Se ne stavano seduti dietro il muretto del porto fumando e sorseggiando vodka da una bottiglia di Coca Cola. Avvolti come erano dal vento, lui allungava la mano verso di lei intenta a bere sbottonandole i jeans con l\u2019aiuto dell\u2019indice e del pollice liberi, e lei tendeva l\u2019orecchio alle persone che sopra di loro scendevano verso gli scogli per farsi una canna insieme agli altri. Qualcuno avrebbe portato un impianto stereo e lei avrebbe ascoltato la musica reggae diffondersi dalle rocce.<br \/>\nLa mano di lui si allungava per raggiungerle la fibbia della cintura. Lei gli ripassava la bottiglia. Lui doveva afferrarla con la mano libera. Non era capace di afferrare la bottiglia e tenere il fumo in penombra. Poi le aveva passato di nuovo la bottiglia, iniziando a sfilarle via la cintura dalla fibbia che la intrappolava. Lei non si era inclinata all\u2019indietro per rendergli le cose pi\u00f9 facili. Lui era sul punto di liberarsi dalla parte frastagliata e lei gli aveva passato ancora la bottiglia. Lei sapeva che lui sapeva perch\u00e9 lei lo stava facendo.<br \/>\nLui avrebbe avuto pazienza. Lei gliene dava.<br \/>\nUn altro strattone e sarebbe stata libera dalla cintura.<br \/>\nLei si sedette immaginando disastri per ritardare quel momento. Fantasticando del mare che entrava vicino al muro e delle onde che li inghiottivano e li sollevavano dal loro posto di vedetta. Lei avrebbe sbattuto su qualche roccia, fratturandosi alcune costole, e forse rompendosi anche un po\u2019 la faccia. Ma ne sarebbe valsa la pena, per fermarlo. Per bloccarlo. Per dissuaderlo, avrebbero fatto una lunga passeggiata lungo la riva e su una barca per pescare granchi avrebbero trovato il modo di uscire nel mare. E come un gufo e una gattina se ne sarebbero andati lontano da qui.<br \/>\nLei aveva aperto un pacchetto di sigarette offrendogliene una, lui aveva riso rispondendo che avrebbe respirato bene tanto nell\u2019aria quanto nelle <em>Silk Cut<\/em>. Ma lui l\u2019aveva raggiunta toccandole i capelli per individuarne il volto, per poi disegnarle le guance con le dita, fino ad arrivarle alla bocca mettendo le mani a coppa per proteggerla. Lei aveva acceso la sigaretta e lui le aveva sorriso, e lei gli aveva risposto sorridendogli e questo era stato il loro bel momento fatto e finito.<br \/>\nPoi divenne buio di nuovo e lei lo sent\u00ec accanto ma non vicino, e il suo buco in gola si apr\u00ec nel torace, colando gi\u00f9 fino allo spazio dove una volta c\u2019erano gli organi e lei si sent\u00ec vuota nella parte superiore di s\u00e9, e pesante come il piombo ai piedi. E forse lui avrebbe fumato\u00a0 ancora e lei si sarebbe seduta ad aspettarlo. Poi lui aveva scavato un piccolo pozzo nella sabbia nel quale riporre la bottiglia di Coca Cola e con l\u2019altra mano le aveva preso la mano, ora di nuovo libera, posandola sul lato interno della sua gamba destra, e lei l\u2019aveva lasciata l\u00ec iniziando a contare nella sua testa fino a dieci avanti e indietro in ogni lingua che conosceva. Lui le aveva guidato la mano fino a che non fosse arrivata l\u00ec. Lei gliel\u2019aveva lasciata muovere. E muovere. Indietro e avanti. Avanti e indietro. Lei aveva <em>strizzato<\/em> gli occhi iniziando a contare le stelle e aveva pensato alla distanza e a come una cosa possa esser visibile eppure intoccabile e si era immaginata distante un milione di miliardi di anni-luce in un oceano di stelle nel cielo e le piaceva essere l\u00ec in quel modo e avevano continuato cos\u00ec sui vestiti di lui, finch\u00e9 lui non aveva tossito e si era seduto e aveva voltato il corpo sopra e lontano da lei, facendo qualcosa che lei non riusciva vedere e neppure sapeva se voleva vedere, facendo il minimo rumore come fosse una stella che stesse esplodendo in una galassia lontana anni-luce da questa perch\u00e9 lo fece come se non volesse farle sentire, ma lei glielo sent\u00ec fare lo stesso.<br \/>\nLei si era resa conto della musica che rimbalzava sulla punta degli scogli portando voci vivaci che squillavano e dicevano cosa avrebbero osato fare e si sfidavano l\u2019un l\u2019altro e ad ogni modo nessuno avrebbe ascoltato loro due sotto quel muro laggi\u00f9.<br \/>\nDopo qualche istante lui aveva afferrato il suo zaino da scuola tirando fuori un Thermos di caff\u00e8 e gliene aveva porta una tazza e aveva iniziato a sbucciare un\u2019arancia e lei ne aveva succhiato un pezzetto che lui le aveva dato, e avevano continuato a sorseggiare e succhiare e a bere rumorosamente sulla sabbia fin quando uno dei loro amici non era arrivato a chiamarli urlando da sopra il muro venite se state venendo se non siete ancora venuti. E loro avevano riso, e lui l\u2019aveva aiutata e le aveva dato un bacio \u2013 il suo bacio al caff\u00e8 e all\u2019arancia \u2013 il loro unico bacio in tutta la sera. Poi avevano fatto ritorno agli scogli dove c\u2019erano gli altri e la radio si era mangiata tutte\u00a0 le batterie e allora qualcuno con una bella voce aveva iniziato a cantare la loro canzone, e quella era stata la parte pi\u00f9 bella della serata, e lei si era rilassata con le braccia di lui intorno al suo corpo e nessuna mano cui stare attenta, nel buio, fino alla volta successiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Alla fine dell\u2019estate quando la notte era tranquilla e la luna era su di lei poteva sentirlo accanto a s\u00e9 mentre la guardava in un modo nel quale lei non sapeva di voler esser guardata. Quando le fece scivolare la mano di sotto e le sbotton\u00f2 la fibbia della cintura riusciva a vedere se lei si muoveva o stava invece ricurva rendendogli le cose pi\u00f9 difficili. Quindi lei si sporse indietro leggermente e lui prosegu\u00ec poi togliendosi di bocca la sigaretta e appoggiando la bottiglia di Coca Cola. Le apr\u00ec il bottone alla luce con disinvoltura e le stratton\u00f2 la cerniera pi\u00f9 in basso di quanto lei credeva potesse arrivare. Le mise tre dita sotto la piega e le mosse a sinistra, poi gi\u00f9 e a destra. La pellicina delle sue unghie le scavava nel lato interno delle gambe e le rimase impigliata nell\u2019elastico delle mutandine che le aveva arrossato l\u2019interno coscia. Lei gli prese la mano per tirarla via, tirandola contro la sua volont\u00e0 dentro la propria bocca, prendendogli il dito e mordendone via il pezzettino di pelle ruvido. Lui la guard\u00f2 con puro godimento. Poi annid\u00f2 la sua mano nell\u2019incavo del collo di lei e con l\u2019indice ne scrisse il nome sulla giuntura delle sue clavicole e tracci\u00f2 il proprio nome al centro del suo sterno per poi tornare dov\u2019era prima. E lei glielo lasci\u00f2 fare. E la sensazione di lasciarlo fare era quasi come quella che provava quando suonava con la chitarra una canzone in maniera esatta. La sensazione di lasciarlo fare era la sensazione di lasciarsi andare, e lasciare lui, lasciar andare se stessi; e il lasciarlo e il volerlo continuavano a darle sentimenti di sempre maggior felicit\u00e0 e lei ora desiderava sentirli ovunque, tutt\u2019intorno a s\u00e9. Lui riport\u00f2 la mano laggi\u00f9 dove avrebbe o non avrebbe dovuto essere e lei sapeva cosa veniva dopo, dunque al chiaro di luna con le onde che si infrangevano lei fece scivolare gi\u00f9 i jeans per mostrare la sua disponibilit\u00e0 e lui mosse la mano per afferrarle per intero il sedere e premergli contro le dita e lei si sent\u00ec viva. E fecero un passo indietro e lui si sbotton\u00f2 e mentre lui si sbottonava lei sapeva che presto lui l\u2019avrebbe sbottonata e lei voleva esser sbottonata proprio l\u00ec in quel momento, lei voleva che lui la sbottonasse. Lui allung\u00f2 la mano e prese quel coso di cui avevano bisogno per fare quella cosa e mise questo coso sul suo coso e poi il suo coso si avvicin\u00f2 alla cosa di lei e con le loro due cose divennero una cosa nuova.<br \/>\nPoi lui la guardava in un modo in cui nessuno l\u2019aveva mai guardata, come se guardare qualcuno fosse qualcosa da fare accuratamente, come se guardare qualcuno potesse essere tutto ci\u00f2 di cui avevi bisogno o volevi. E lei lo guardava a sua volta ed ogni parte di lei lo guardava e lui guardava lei e questa cosa nuova che non era n\u00e9 lui n\u00e9 lei ma loro, e lei lo sent\u00ec. L\u2019amore. E non faceva male come lei pensava avrebbe fatto, e lei ne gio\u00ec per il tempo che dur\u00f2, e alla fine di questo quando lui appoggi\u00f2 la mano di nuovo sul suo sedere com\u2019era stato prima e premette e respir\u00f2 in lei e lei in lui e poi fece quella piccola cosa del colpo di tosse ma pi\u00f9 forte e nell\u2019orecchio di lei cos\u00ec che lei lo sent\u00ec e per lei adesso era il loro rumore da conservare; e rimasero sdraiati cos\u00ec per un po\u2019.<br \/>\nFinch\u00e9 non fu tempo di tornare ad essere di nuovo due cose separate e non pi\u00f9 lui sopra di lei e lei sotto di lui come un tutt\u2019uno e si separarono e lui si chin\u00f2 lentamente ed inizi\u00f2 a togliersi le scarpe e lei pens\u00f2 che fosse una cosa talmente strana da fare in quel momento. E lui appallottol\u00f2 i suoi calzini e i jeans e la sua maglia dell\u2019Adidas e la sua t-shirt tutto d\u2019un colpo e le stette davanti cos\u00ec seminudo. Lui la guard\u00f2 come se lei fosse speciale poi corse gi\u00f9 alla spiaggia e poi nel mare e lei lo guard\u00f2 lavarsi laggi\u00f9, e pensava cos\u00e0 far\u00e0 mai con i boxer tutti bagnati in questo modo e pens\u00f2 che probabilmente li avrebbe gettati via, finch\u00e9 non riusc\u00ec pi\u00f9 a vederlo e si chin\u00f2 indietro con tutti i vestititi di nuovo addosso e guard\u00f2 e guard\u00f2 e non riusciva a vederlo da nessuna parte. Allora cacci\u00f2 un urlo soffocato sperando che lui strillasse a sua volta, ma niente.<br \/>\nPoi tutti accorsero laggi\u00f9 dove stavano loro ed entrarono tutti nel panico guardando lei e guardando la pila di vestiti e facendole una domanda dietro l\u2019altra. Sapeva che erano persone che conosceva e voleva dar loro una riposta ma non riusciva a trovare il modo di far funzionare la bocca in modo che formulasse le parole e realizz\u00f2 che non avrebbe potuto pronunciarle perch\u00e9 si accorse che la sua bocca era ancora spalancata e l\u2019urlo che avrebbe voluto gridare stava ancora uscendo ed era questo il rumore nelle sue orecchie e loro capirono che lui era in mare e correvano in giro fuori di s\u00e9 e qualcuno corse verso un pub vicino alla strada che poteva essere ancora aperto e forse una persona o due l\u2019avevano schiaffeggiata forte perch\u00e9 sembr\u00f2 arrivarle da entrambi i lati insieme e poi il rumore fin\u00ec e il silenzio fu infinitamente peggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>E nelle notti pi\u00f9 fredde tutti loro andavano ancora gi\u00f9 alla spiaggia quando in altri anni non se ne sarebbero preoccupati e continuarono ad andarci finch\u00e9 la pioggia non fu troppo forte per star fuori tutte quelle ore e il freddo non l\u00ec riport\u00f2 al chiuso. Lei se ne stava seduta nel loro angolo e nessuno la disturbava o le parlava e lei per questo li amava perch\u00e9 sapevano che non aveva voglia di parlare ma sapevano anche che non voleva restare laggi\u00f9 tutta sola. E la musica era cambiata dal reggae agli accordi e le sinfonie, e si parlava di fondare una band con massimo di dieci componenti; perch\u00e9 loro non erano<em> The Commitments, <\/em>ma non volevano lasciare fuori nessuno, cazzo. E la musica pi\u00f9 soft sfiorava l\u2019acqua, su per gli scogli fin dentro il suo grembo, e scaldava quel posto laggi\u00f9 dove viveva adesso la sua anima. E lei li raggiungeva quando cominciavano a cantare e prendeva posto per farsi una canna e sentirsi una parte di una parte di qualcosa di pi\u00f9, piuttosto che una parte in meno di una parte di niente; cos\u00ec lei seppe a diciassette anni nella sua cittadina che sarebbe rimasta per sempre quella ragazza tragicamente solitaria, e desiderava star cos\u00ec per sempre perch\u00e9 questa era adesso la sua identit\u00e0. Era stata la cosa pi\u00f9 grande che le fosse mai successa e la migliore e la peggiore e nessuno nemmeno sapeva cosa fosse perch\u00e9 non c\u2019era stato il tempo di dirglielo e lei non pensava fosse giusto vomitarlo dopo. E lei amava il fatto che le fosse stato offerto nella vita della cittadina questo posto al sicuro che lei poteva tenere e indossare come un impermeabile e nessuno mai sarebbe stato cos\u00ec scortese da levarglielo lasciandola sotto la pioggia sola e svestita, e nessuno si sarebbe aspettato da lei qualcosa in pi\u00f9 dell\u2019esser delicata e a pezzi per sempre. E lei desiderava che questo sentimento di appartenenza non finisse mai, che le persone fossero gentili con lei e sapessero il suo nome ora che lei <em>avrebbe per sempre fluttuato a met\u00e0 strada verso il mare, se stessa di fronte a tutto questo<\/em>. Voleva ricordarlo per sempre perch\u00e9 quella di lui era adesso la sua identit\u00e0. Cos\u00ec fece, ogni mattina, prima delle sette e mezza, con il caff\u00e8 e le arance.<\/p>\n<p><em><strong><a href=\"\/racconti-brevi\/?author=&lt;\/strong&gt;&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;1217&#039;\" class=\"su-button su-button-style-default\" style=\"color:#FFFFFF;background-color:#b50002;border-color:#910002;border-radius:0px;-moz-border-radius:0px;-webkit-border-radius:0px\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color:#FFFFFF;padding:6px 18px;font-size:14px;line-height:21px;border-color:#cc4d4e;border-radius:0px;-moz-border-radius:0px;-webkit-border-radius:0px;text-shadow:0px 0px 0px ;-moz-text-shadow:0px 0px 0px ;-webkit-text-shadow:0px 0px 0px \"><i class=\"sui sui-globe\" style=\"font-size:14px;color:#FFFFFF\"><\/i> Traduzione di Cecilia Romano<\/span><\/a><\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Villaggio costiero, provincia nord di Dublino, Irlanda, 1993 \u00a0Il suo primo ragazzo aveva l\u2019abitudine di baciarla dopo il caff\u00e8 e le arance. 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