{"id":531,"date":"2021-08-02T05:40:00","date_gmt":"2021-08-02T03:40:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inkroci.it\/inkroci-wp\/?p=531"},"modified":"2021-09-12T18:50:35","modified_gmt":"2021-09-12T16:50:35","slug":"storie-divertenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/i-racconti\/racconti-brevi-scrittori-emergenti\/storie-divertenti.html","title":{"rendered":"Rita Marinelli &#8211; Diario di una zitella"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"iniziale\"><strong><em>Trattato semiserio sulle zitelle e i traumi adolescenziali<\/em><\/strong><\/h3>\n<p class=\"iniziale\" style=\"text-align: justify;\">Nella mia famiglia \u00e8 un rito, una tappa irrinunciabile.<br \/>\nPuoi tentare in cento modi di scappare, cercare mille strategie per porre rimedio, ma non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di salvezza. Ti tocca passarci e far buon viso a cattivo gioco.<br \/>\nQuante povere fanciulle pre-adolescenti sono cadute nella trappola? Si vocifera che siano almeno una diecina, tra le persone che conosco; ma verificabili non pi\u00f9 di quattro, le mie sorelle; ed \u00e8 certo che ve ne sia caduta almeno una\u2026 la sottoscritta.<br \/>\nTutto comincia in una assolata giornata primaverile, finestre spalancate, il profumo dei gerani in fiore che inonda la casa, la luce del sole che illumina le stanze, una sottile polvere che vola nell\u2019aria e che si nota solo quando viene colpita dai raggi del sole, un grande specchio nella camera dei miei genitori, e io che attraverso la stanza. Mi volto verso lo specchio, come mille altre volte, e improvvisamente eccolo l\u00e0: enorme, rosso, sul punto di esplodere!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terrore accende il mio sguardo, lo stupore lo spegne subito dopo: che \u00e8 quello?!<br \/>\nCome un folletto delle fiabe mamma spunta alle mie spalle, mi osserva attraverso lo specchio, sorride sorniona. La guardo negli occhi. Lei sa che cosa accade, glielo leggo in faccia.<br \/>\nCon molta serenit\u00e0 d\u2019animo, e con un sorriso che pare pi\u00f9 una presa in giro, mi dice: \u00abE\u2019 un brufolo! Significa che stai diventando grande&#8230;\u00bb.<br \/>\nA me sembra che quello, pi\u00f9 che un brufolo, sia una sorella siamese che cerca di staccarsi da me, tanto \u00e8 enorme.<br \/>\nGi\u00e0 mi vedo ricoperta di bitorzoli schifosi su tutta la faccia. Che ne sar\u00e0 di me? Come faccio a uscire di casa con \u2018sta cosa che ha deciso di far brutta mostra di s\u00e9 sul mio mento? E, non ultimo tra i problemi: chi mi si piglia, ridotta cos\u00ec?<br \/>\nAffranta e un po\u2019 disgustata, continuo a fissare disperatamente la mia immagine riflessa, nella vana speranza che il Coso svanisca. Poco a poco la stanza si riempie di altre donne, di altre facce che mi scrutano dallo specchio, facce che conosco e che mi guardano con dolcezza e inaspettata soddisfazione. Come se con gli occhi mi dicessero: \u201cVedi\u2026? E\u2019 toccato a me? Mo\u2019 tocca a te!\u201d. Che dolci, le mie sorelle!<br \/>\nMamma mi abbraccia e dice: \u00abNon ti preoccupare. Poi, quando ti sposi, spariscono. Appena trovi marito se ne vanno via\u00bb. E mi bacia in fronte dopo aver dispensato questa perla di saggezza antica, che la mia famiglia si tramanda di generazione in generazione. Solo diversi anni pi\u00f9 tardi sar\u00f2 in grado di capire che per mia madre un marito \u00e8 il toccasana per una miriade imprecisata di malattie: dal braccio rotto all\u2019alluce valgo, dai calcoli al fegato alla psoriasi. Ma ormai era tardi, ero caduta nella trappola!<br \/>\nA tredici anni cominci\u00f2 cos\u00ec la mia estenuante ricerca del mio \u201cUomo Topexan\u201d. Non crediate che l\u2019impresa sia cos\u00ec facile: non \u00e8 trovando un uomo che svaniscono i brufoli. Eh no, troppo semplice. Il messaggio \u00e8 ben chiaro, preciso, inattaccabile: bisogna trovare <span class=\"inkroci_corsivo1\">marito<\/span>.<br \/>\nMi addentro cos\u00ec nella marea umana, annusando l\u2019aria come i cani, alla disperata ricerca del feromone maschile biocompatibile.<br \/>\nLa prima certezza che acquisisco in questa dissennata ricerca \u00e8 che gli adolescenti degli anni ottanta si dividono principalmente in due categorie: quelli che annegano il feromone in ettolitri di profumo (ancora oggi percepire il Drakkar Noir mentre cammino per strada scatena in me l\u2019istinto della caccia), e quelli che invece lo soffocano con esalazioni nocive perch\u00e9 non hanno ancora compreso bene a che serve il sapone.<br \/>\nAhim\u00e8, a quel tempo non rispecchiavo certamente il tipico canone femminile di moda. Non perch\u00e9 non fossi carina e simpatica. Solo che non interessava a nessuno se una persona era carina e simpatica: non era indispensabile. Ci\u00f2 che contava era <span class=\"inkroci_corsivo1\">come ti vestivi<\/span>.<br \/>\nBisognava scegliere a quale categoria si volesse appartenere: c\u2019erano i Paninari che vestivano rigorosamente griffato, i Metallari che indossavano borchie e anelli di metallo in ogni appiglio possibile dei loro vestiti, i Dark che vestivano e si truccavano esclusivamente di colore nero. E poi c\u2019ero io.<br \/>\nAncora oggi mi stupisco di come, pur essendo fuori da ogni contesto sociale schematizzato, io riuscissi, saltuariamente, ad avere anche dei morosetti.<br \/>\nIl mio problema per\u00f2 tardava a trovare soluzione. Certo, era abbastanza inverosimile trovare marito a quindici anni, ma io non demordevo. Il mio obiettivo primario era sposarmi entro i diciotto anni.<br \/>\nMa la maggior et\u00e0 arriv\u00f2 in un baleno. Come pure i venticinque, in pieni anni novanta. Gli adolescenti erano ormai giovani uomini, non erano pi\u00f9 di moda gli abiti belli, era diventato imperativo essere bellissimi fisicamente, la carriera era l\u2019unica ambizione prevista\u2026 e io ero ancora nubile.<br \/>\nUn poco delusa dall\u2019insuccesso di oltre dieci anni di ricerca, decisi che era ora di adeguarsi ai tempi. Mi tuffai totalmente nel lavoro e mi dedicai alla costruzione della mia carriera. Dimenticai cos\u00ec profondamente l\u2019ossessione per il marito ideale che smisi di preoccuparmi dei brufoli che spuntavano sulla mia faccia. Certo, non \u00e8 che <span class=\"inkroci_corsivo1\">loro<\/span>, sentendosi trascurati, avessero deciso di trasferirsi altrove. Macch\u00e9: imperterriti, continuavano a restare in questo strano condominio a equo canone.<br \/>\nCredendo ciecamente che il lavoro mi avrebbe resa libera e felice, impiegai parecchio tempo a recepire i messaggi che il corpo, nonostante la mia disattenzione,\u00a0 mi inviava continuamente. Ingrassai di venti chili (no, non era una gravidanza isterica) e mi crogiolai per parecchi anni in una serie interminabile di attacchi di panico.<br \/>\nChe cosa mi accadeva? Perch\u00e9 ero triste e infelice? Potevo permettermi di comperare tutto ci\u00f2 che volevo, mi sentivo una donna ricca. Allora cos\u2019era che non andava? Perch\u00e9 mi sentivo cos\u00ec male?<br \/>\nMi ritrovai a fantasticare di camminare nuovamente nelle stanze in casa dei miei genitori. Le finestre spalancate, il profumo dei gerani in fiore che inondava la casa, la luce del sole che illumina le camere, la polvere sottile e luminosa, un grande specchio e io di fronte allo specchio.<br \/>\nGuardarmi fissa negli occhi, comprendere appieno la donna che mi guarda dritta dritta da quella superficie liscia e impietosa.<br \/>\nComprendermi, finalmente, e sentire la mia voce che dice: \u201cNon ti preoccupare, quando ti sposi passa tutto\u201d.<br \/>\nEcco cos\u2019era! Avevo dimenticato il mio obiettivo, ci\u00f2 per cui ero stata inconsciamente programmata a tredici anni. Cielo! <span class=\"inkroci_corsivo1\">Un marito!<\/span> Al diavolo la carriera! Io avevo bisogno di un marito per non soffrire pi\u00f9!<br \/>\nRicomincia la mia caccia. Avevo passato la trentina, e diventava tutto pi\u00f9 difficile. Quasi tutti gli uomini erano gi\u00e0 il marito di qualcun\u2019altra, o l\u2019ex marito di qualcun\u2019altra che non ci pensava proprio a ricadere in trappola.<br \/>\nSfoderai le mie armi migliori: l\u2019allegria, l\u2019intelligenza, la comprensione, la sfacciataggine e due tette enormi. Non volevo tralasciare nessun uomo dalla selezione: amici, colleghi, il ragazzo del bar dove faccio colazione, navigatori di internet, clienti della ditta in cui lavoro\u2026 Nessuno era escluso: sulla terra deve per forza esistere <span class=\"inkroci_corsivo1\">mio marito<\/span>!<br \/>\nVivisezionai ogni uomo che cadeva nella mia trasparentissima rete. Di ognuno riuscivo subito a comprendere limiti e debolezze su cui fare pressione. Sapevo che cosa dire perch\u00e9 mi trovassero una donna interessante e straordinaria. Avevo quasi un repertorio fisso da rappresentare: l\u2019abito giusto, la parola giusta, il profumo giusto, lo sguardo giusto, la paranoia giusta da farsi consolare -una donna perfetta, una moglie perfetta.<br \/>\nCominciai ad avere pi\u00f9 ammiratori di quanti fossi in grado di gestire. Ognuno di loro pronunciava parole di ammirazione, qualche volta persino parole d\u2019amore. Ero stupita e sopraffatta. Improvvisamente mi ero trasformata nella donna ideale di tutti. Con ognuno riuscivo a essere la donna che desiderava. Non importava che tipo di donna cercassero, io riuscivo a interpretarla.<br \/>\nEbbene s\u00ec, nella mia rinata ossessione per un marito ero arrivata a fingere di essere una persona diversa da quello che ero. Anzi, pi\u00f9 persone diverse da quella che ero. Ancora una volta avevo dimenticato me stessa. Ancora una volta mi ero persa per strada.<br \/>\nMi ritrovai nuovamente di fronte a quello specchio, a chiedermi che cosa veramente volessi, e quanto di me avrei accettato di perdere per averlo. La risposta giunse talmente improvvisa e forte che mi stupii: volevo essere me, volevo vivere per me e con me. Se mai un uomo avesse desiderato dividere il cammino della mia vita, avrebbe dovuto prendermi per quello che ero: io.<br \/>\nA che punto sono della mia vita? Beh\u2026 diciamo che ho ormai trentasei anni, che sono una zitella\u2026 e che ho ancora l\u2019acne giovanile.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>FINE<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trattato semiserio sulle zitelle e i traumi adolescenziali Nella mia famiglia \u00e8 un rito, una tappa irrinunciabile. Puoi tentare in cento modi di scappare, cercare mille strategie per porre rimedio, ma non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di salvezza. 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