{"id":22359,"date":"2026-09-29T01:39:32","date_gmt":"2026-09-28T23:39:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=22359"},"modified":"2026-09-29T09:28:51","modified_gmt":"2026-09-29T07:28:51","slug":"thomas-m-disch-campo-archimede-recensione-libro-fatnascienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/featured\/thomas-m-disch-campo-archimede-recensione-libro-fatnascienza.html","title":{"rendered":"Thomas M. Disch \u2013 Campo Archimede"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Louis Sacchetti, poeta e obiettore di coscienza incarcerato nell\u2019America della guerra del Vietnam, viene trasferito nel sotterraneo Campo Archimede, dove alcuni detenuti sono usati come cavie di un esperimento militare. Grazie a una forma modificata di sifilide (la pallidina), sviluppano capacit\u00e0 intellettuali prodigiose, ma sono condannati a morire. Sacchetti assiste alla loro trasformazione e ne subisce gli effetti mentre scienza, potere, arte e follia finiscono per diventare sempre pi\u00f9 difficili da distinguere.<br \/>\nPubblicato nel 1968, dopo una prima apparizione a puntate sulla rivista britannica \u00abNew Worlds\u00bb, <em>Campo Archimede<\/em> (<em>Camp Concentration<\/em>) appartiene a quella stagione in cui la fantascienza smise definitivamente, almeno nelle sue espressioni pi\u00f9 avanzate, di identificarsi con astronavi, pianeti lontani e tecnologie meravigliose, per rivolgere lo sguardo all\u2019interno dell\u2019uomo e alle trasformazioni della societ\u00e0 contemporanea. \u00c8 un romanzo della New Wave, certamente, ma definirlo cos\u00ec non basta: Thomas M. Disch utilizza gli strumenti della fantascienza speculativa, della distopia politica e della satira per costruire un\u2019opera che \u00e8 insieme racconto carcerario, esperimento linguistico, riflessione sull\u2019intelligenza e variazione moderna del mito di Faust.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto di partenza possiede la semplicit\u00e0 delle grandi idee fantascientifiche: che cosa accadrebbe se fosse possibile aumentare artificialmente e in misura abnorme l\u2019intelligenza umana, pagando per\u00f2 questo dono con una morte prematura? Disch evita quasi subito la strada pi\u00f9 ovvia, quella dell\u2019avventura scientifica o del semplice dilemma morale. L\u2019esperimento avviene all\u2019interno di un programma militare e le sue cavie sono uomini dei quali lo Stato pu\u00f2 disporre: detenuti, oppositori, individui gi\u00e0 sottratti alla vita sociale. Il protagonista, Louis Sacchetti, \u00e8 finito in carcere perch\u00e9 obiettore di coscienza e il riferimento alla guerra del Vietnam, nel momento in cui Disch scrive, non costituisce uno sfondo generico. La possibilit\u00e0 di manipolare l\u2019essere umano in nome della sicurezza nazionale e dell\u2019efficienza bellica attraversa l\u2019intero romanzo.<br \/>\nGi\u00e0 il titolo originale, <em>Camp Concentration<\/em>, racchiude con notevole efficacia due dei nuclei fondamentali del romanzo, grazie a un gioco di parole che in italiano \u00e8 impossibile conservare. <em>Concentration camp<\/em> significa infatti \u201ccampo di concentramento\u201d; Disch ne inverte i termini e ottiene <em>Camp Concentration<\/em>, che suggerirsce letteralmente un \u201ccampo di concentrazione\u201d, un luogo in cui la mente viene spinta artificialmente verso capacit\u00e0 eccezionali. Nel titolo convivono cos\u00ec le due anime del romanzo: il campo come spazio di reclusione, controllo e sperimentazione sui prigionieri, e la \u201cconcentrazione\u201d come esasperazione dell\u2019intelligenza. <em>Campo Archimede<\/em>, titolo italiano suggestivo e pertinente, richiama efficacemente il genio e l\u2019intelletto, ma perde inevitabilmente il doppio senso, insieme sinistro e ironico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella di <em>Campo Archimede<\/em> \u00e8 dunque una fantascienza delle idee, ma anche una fantascienza politica e psicologica, assai poco interessata alla plausibilit\u00e0 tecnica fine a se stessa. L\u2019invenzione scientifica serve a mettere sotto pressione alcune domande molto pi\u00f9 antiche: che rapporto esiste fra intelligenza e saggezza? La conoscenza rende migliori? Il genio costituisce una forma superiore della condizione umana, oppure pu\u00f2 diventare una patologia? E quale prezzo siamo disposti a pagare per oltrepassare i nostri limiti?<br \/>\nDisch non si limita a raccontare personaggi diventati eccezionalmente intelligenti: tenta di modificare la scrittura stessa per rappresentare quella trasformazione dall\u2019interno. <em>Campo Archimede<\/em> assume la forma prevalente del diario di Sacchetti, ma la sua prosa si contamina progressivamente di citazioni, riferimenti filosofici, letterari e musicali, giochi linguistici, associazioni e digressioni. La cultura non \u00e8 un ornamento aggiunto alla vicenda: diventa materia narrativa: Goethe e soprattutto il <em>Doctor Faustus<\/em> di Thomas Mann, Christopher Marlowe, la poesia, la musica e il mito faustiano entrano nella struttura profonda del libro, perch\u00e9 la vicenda di uomini che ricevono una conoscenza straordinaria in cambio della propria vita non pu\u00f2 che trasformarsi in una nuova <em>Fausteide<\/em>.<br \/>\nQuesto rende <em>Campo Archimede<\/em> un romanzo insolitamente letterario anche per gli standard della New Wave. L\u2019aumento dell\u2019intelligenza non produce superuomini nel senso tradizionale della fantascienza: produce esseri pi\u00f9 colti, pi\u00f9 creativi, pi\u00f9 consapevoli e insieme pi\u00f9 instabili, arroganti e difficili da governare. La conoscenza moltiplica le possibilit\u00e0 dell\u2019uomo senza risolverne le contraddizioni. In questo \u00e8 significativa la scelta di affidare la storia non a uno scienziato o a un militare, bens\u00ec a un poeta: davanti alla pretesa del potere di trasformare la mente in uno strumento utilizzabile, Disch colloca qualcuno che considera il linguaggio, l\u2019immaginazione e l\u2019arte valori non traducibili in utilit\u00e0.<br \/>\nAnche per questo il romanzo conserva una sorprendente vitalit\u00e0. La questione posta da Disch non riguarda soltanto l\u2019esperimento biologico immaginato nel libro, ma ogni tecnologia capace di amplificare le facolt\u00e0 cognitive dell\u2019uomo. Chi controlla lo strumento che ci rende pi\u00f9 intelligenti? Chi stabilisce lo scopo per cui quell\u2019intelligenza verr\u00e0 impiegata? E ci\u00f2 che otteniamo attraverso un potenziamento artificiale continua ad appartenerci interamente? Domande che nel 1968 dialogavano con la psicofarmacologia, gli esperimenti sulla mente e la ricerca militare, e che oggi possono inevitabilmente evocare altre forme di potenziamento cognitivo e di delega tecnologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Thomas M. Disch (1940-2008) \u00e8 stato del resto uno degli scrittori pi\u00f9 singolari della fantascienza americana del secondo Novecento: romanziere, autore di racconti, poeta e critico, vicino alla New Wave britannica di Michael Moorcock ma difficilmente riducibile a una scuola, gi\u00e0 nel romanzo d\u2019esordio <em>Gomorra e dintorni<\/em> (<em>The Genocides<\/em>, 1965) aveva rovesciato uno dei temi classici del genere, l\u2019invasione aliena, descrivendo un\u2019umanit\u00e0 ridotta quasi a presenza parassitaria in un pianeta che non le appartiene pi\u00f9. A questo seguirono, fra gli altri, <em>Umanit\u00e0 al guinzaglio<\/em>, <em>Terra all\u2019infinito<\/em>, il notevolissimo <em>334<\/em> e <em>Sulle ali della mente<\/em>, mentre nella fase successiva della sua carriera si sarebbe avvicinato maggiormente al fantastico e all\u2019horror. Parallelamente non abbandon\u00f2 mai la poesia e soprattutto il racconto, forma nella quale raggiunse alcuni dei risultati pi\u00f9 raffinati della sua produzione.<br \/>\n<em>Campo Archimede<\/em> occupa una posizione centrale in questo percorso, perch\u00e9 contiene gi\u00e0 molte delle caratteristiche migliori dello scrittore: l\u2019intelligenza corrosiva, l\u2019ironia, la diffidenza nei confronti delle consolazioni offerte dal progresso, la capacit\u00e0 di prendere un\u2019idea tipicamente fantascientifica e condurla molto oltre il suo meccanismo iniziale.<br \/>\nIl romanzo non ci offre al lettore una tesi rassicurante da accettare, e persino il suo finale conserva deliberatamente una zona di ambiguit\u00e0. La fantascienza di Disch non cerca di prevedere il futuro: utilizza il futuro possibile per rendere pi\u00f9 inquietante il presente e costringerci a guardarlo in faccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In appendice, con il racconto <em>Androidi ai tropici<\/em>, Paolo Euron riprende da una prospettiva contemporanea proprio una delle questioni che attraversano il romanzo di Disch: che cosa accade quando affidiamo alla tecnologia non soltanto dei compiti, ma una parte crescente delle nostre facolt\u00e0 e della nostra autonomia? Nella Pattaya di un futuro prossimo, Antonio vive con Ya, una ginoide la cui personalit\u00e0, i ricordi e perfino le preferenze sono sottoposti agli aggiornamenti dell\u2019azienda che la gestisce. Quando un aggiornamento cancella come da contratto ci\u00f2 che Ya \u00e8 stata, il problema apparentemente commerciale rivela implicazioni molto pi\u00f9 profonde.<br \/>\nEuron costruisce una fantascienza prossima, riconoscibile e ironica, nella quale abbonamenti, intelligenze artificiali, profilazione dei desideri e aggiornamenti obbligatori rappresentano sviluppi estremizzati di pratiche che gi\u00e0 fanno parte della nostra quotidianit\u00e0. Il rapporto fra Antonio e Ya finisce per\u00f2 per rovesciare la prospettiva: mentre gli esseri umani diventano sempre pi\u00f9 dipendenti dai sistemi che decidono per loro, le creature artificiali sembrano recuperare memoria, esperienza e capacit\u00e0 di sopravvivenza. Dietro il tono leggero e talvolta apertamente satirico, Euron ci pone una domanda tutt\u2019altro che effimera: in un mondo nel quale deleghiamo progressivamente alle macchine il compito di orientarci, ricordare e scegliere, quale delle due parti rischia davvero di diventare superflua?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Louis Sacchetti, poeta e obiettore di coscienza incarcerato nell\u2019America della guerra del Vietnam, viene trasferito nel sotterraneo Campo Archimede, dove alcuni detenuti sono usati come cavie di un esperimento militare. Grazie a una forma modificata di sifilide (la pallidina), sviluppano capacit\u00e0 intellettuali prodigiose, ma sono condannati a morire. 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