{"id":22215,"date":"2026-10-29T01:55:43","date_gmt":"2026-10-29T00:55:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=22215"},"modified":"2026-10-29T08:03:11","modified_gmt":"2026-10-29T07:03:11","slug":"quelle-ragazze-che-il-fascismo-non-voleva-vedere-alba-de-cespedes-nessuno-torna-indietro-e-la-censura-di-regime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/attenti-al-libro-recensione-libri\/quelle-ragazze-che-il-fascismo-non-voleva-vedere-alba-de-cespedes-nessuno-torna-indietro-e-la-censura-di-regime.html","title":{"rendered":"Quelle ragazze che il fascismo non voleva vedere \u2013 Alba de C\u00e9spedes, &#8220;Nessuno torna indietro&#8221; e la censura di regime"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Quando <em>Nessuno torna indietro<\/em> arriva nelle librerie italiane, nel novembre del 1938, appare quasi subito evidente un problema: le otto ragazze raccontate da Alba de C\u00e9spedes sono donne che il fascismo preferirebbe non esistessero. Vivono in un pensionato romano, l\u2019Istituto Grimaldi, studiano, progettano il futuro, si innamorano e sbagliano. Provengono da ambienti diversi e hanno desideri diversi. Alcune aspirano all\u2019indipendenza, altre cercano nel matrimonio una sistemazione, altre ancora si trovano a fare i conti con la maternit\u00e0, il sesso, il denaro, l\u2019ambizione, la povert\u00e0. Una di loro ha avuto una figlia fuori dal matrimonio; un\u2019altra abbandona gli studi e finisce mantenuta da un uomo ricco e moralmente discutibile. Nessuna, insomma, sembra aver letto con sufficiente attenzione il copione che il regime ha preparato per lei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro diventa immediatamente un successo. La prima tiratura va esaurita rapidamente, le ristampe si susseguono e gi\u00e0 nel 1940 si \u00e8 arrivati alla quattordicesima edizione. All\u2019estero si moltiplicano le traduzioni. Arnoldo Mondadori scriver\u00e0 all\u2019autrice, nel dicembre 1940, che il successo del romanzo la colloca ormai \u201cfra i primissimi posti della letteratura internazionale\u201d. La fortuna commerciale \u00e8 tale che il libro finir\u00e0 per raggiungere circa duecentomila copie.<br \/>\nMentre i lettori lo comprano, per\u00f2, il regime comincia a occuparsene, e non \u00e8 difficile capire perch\u00e9. Il fascismo aveva costruito intorno alla donna una parte importante della propria politica demografica e sociale: moglie, madre prolifica, custode della casa, collaboratrice subordinata dell\u2019uomo nella costruzione della nazione. Le protagoniste di de C\u00e9spedes, invece, possiedono desideri individuali che spesso entrano in conflitto con la famiglia, la morale e le aspettative sociali. Non sono necessariamente eroine emancipate e neppure esempi da seguir, ma proprio questo le rende pericolose: sono credibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">De C\u00e9spedes ha fatto qualcosa che per un regime autoritario pu\u00f2 risultare persino pi\u00f9 irritante di un pamphlet antifascista: ha descritto una societ\u00e0 diversa da quella rappresentata dalla propaganda. E il fascismo se ne accorge.<br \/>\nLa censura interviene inizialmente attraverso richieste che oggi possono sembrare grottesche: fra le altre cose, nel 1940 il Ministero della Cultura Popolare condiziona l\u2019autorizzazione alle nuove ristampe alla sostituzione del \u201clei\u201d con il \u201cvoi\u201d, in conformit\u00e0 con la battaglia linguistica condotta dal regime. Mondadori e l\u2019autrice riescono sostanzialmente a eludere la richiesta: le modifiche imposte non compaiono nelle successive edizioni.<br \/>\nMa il problema vero sono le ragazze. Nel 1941 Piero Pellicano, sulle pagine di <em>Vita Italiana<\/em>, arriva a definire alcune protagoniste del romanzo \u201ccriminali\u201d. L\u2019accusa \u00e8 rivelatrice: ci\u00f2 che disturba non \u00e8 tanto la qualit\u00e0 letteraria del libro, quanto il modello umano che lascia filtrare: quelle giovani donne tradiscono l\u2019immagine normativa della femminilit\u00e0 fascista, perch\u00e9 possono scegliere male, desiderare male, vivere male; soprattutto possono scegliere, desiderare e vivere per conto proprio.<br \/>\nA quel punto arriva il blocco delle ristampe. Ed \u00e8 qui che la storia assume un carattere quasi da commedia editoriale, se dietro non ci fosse una dittatura. Quando il divieto colpisce <em>Nessuno torna indietro<\/em>, il romanzo \u00e8 arrivato intorno alla ventesima edizione. Mondadori formalmente si adegua. Le copie della ventesima gi\u00e0 stampate possono essere vendute fino a esaurimento. Soltanto che, curiosamente, sembrano non esaurirsi mai. La casa editrice continua infatti a stampare il romanzo presentando le nuove copie come appartenenti sempre alla medesima edizione gi\u00e0 autorizzata. In altre parole, per il Minculpop <em>Nessuno torna indietro<\/em> ha smesso di essere ristampato; ma per le tipografie Mondadori continua tranquillamente a esserlo. Le nuove tirature vengono fatte passare come vecchie giacenze della ventesima. Dopo la guerra si arriver\u00e0 ufficialmente alla trentaseiesima ristampa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 difficile trovare un esempio pi\u00f9 efficace della distanza che poteva esistere anche sotto il fascismo tra obbedienza formale e pratica editoriale. Arnoldo Mondadori conosceva perfettamente il regime e intratteneva rapporti con le sue gerarchie; era dunque abbastanza inserito nel sistema da sapere fin dove ci si poteva spingere. Ma aveva anche fra le mani uno straordinario successo commerciale e un\u2019autrice nella quale credeva. Cos\u00ec, davanti all\u2019ordine di fermarsi, trov\u00f2 il modo di continuare.<br \/>\nLa censura riusc\u00ec invece a intervenire con maggiore efficacia altrove. Nel 1939 <em>Nessuno torna indietro<\/em> era stato indicato per il Premio Viareggio ex aequo con Vincenzo Cardarelli. Il verdetto venne bloccato per intervento politico. Alba De C\u00e9spedes era gi\u00e0 persona sospetta: nel 1935 era stata arrestata e aveva trascorso alcuni giorni nel carcere romano delle Mantellate dopo che una conversazione telefonica, intercettata, aveva rivelato le sue opinioni contrarie alla guerra d\u2019Etiopia. Il suo premio non sopravvisse all\u2019intervento delle autorit\u00e0 fasciste.<br \/>\nAncora pi\u00f9 istruttiva \u00e8 la sorte cinematografica del romanzo. La trasposizione era stata progettata molto presto, sull\u2019onda dell\u2019enorme successo editoriale, ma la commissione di censura respinse una prima sceneggiatura concentrata soprattutto su Xenia ed Emanuela, due delle figure pi\u00f9 problematiche agli occhi della morale ufficiale. De C\u00e9spedes dovette riscriverla in una pi\u00f9 rassicurante \u201cchiave ottimista\u201d. Augusta, una delle protagoniste pi\u00f9 indipendenti, scomparve; altre situazioni vennero corrette e il finale modificato. La lavorazione fu tormentata, Alessandro Blasetti ne assunse infine la regia e il film, realizzato durante la guerra, arriv\u00f2 nelle sale soltanto pi\u00f9 tardi.<br \/>\nIl paradosso \u00e8 evidente: il romanzo che il regime cercava di togliere dalla circolazione era ormai un successo internazionale. La censura poteva bloccare premi, imporre modifiche, ostacolare ristampe e correggere sceneggiature, ma non poteva cancellare ci\u00f2 che i lettori avevano gi\u00e0 letto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso la vicenda di Alba de C\u00e9spedes incontra, a distanza di venticinque anni, quella di Mary McCarthy e del suo <a href=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/attenti-al-libro-recensione-libri\/quando-un-romanzo-sulle-donne-divento-materia-da-tribunale-mary-mccarthy-il-gruppo-e-la-censura-italiana.html\"><em>Il gruppo<\/em><\/a>.<br \/>\nLe somiglianze sono sorprendenti. <em>The Group<\/em>, pubblicato negli Stati Uniti nel 1963 e da Mondadori in Italia l\u2019anno successivo, racconta anch\u2019esso un gruppo di otto giovani donne. Sono ex studentesse del Vassar College, appartengono a un ambiente sociale diverso e vivono nell\u2019America degli anni Trenta, ma anche la McCarthy le segue mentre cercano di trasformare l\u2019istruzione ricevuta in una vita adulta: lavoro, matrimonio, sesso, contraccezione, maternit\u00e0, adulterio, indipendenza economica.<br \/>\nDue romanzi corali, due gruppi di donne istruite, due societ\u00e0 degli anni Trenta, due scrittrici che osservano ci\u00f2 che accade quando il destino femminile smette di coincidere automaticamente con quello stabilito dalla famiglia e dalla morale dominante. E due interventi censori.<br \/>\nNaturalmente sarebbe sbagliato considerarli equivalenti. Alba de C\u00e9spedes si confrontava con la censura istituzionalizzata di una dittatura, Mary McCarthy con i residui repressivi della morale sessuale nell\u2019Italia democratica degli anni Sessanta. Nel primo caso esisteva un Ministero della Cultura Popolare incaricato esplicitamente di controllare l\u2019informazione e la produzione culturale; nel secondo entravano in gioco magistratura, norme sull\u2019oscenit\u00e0 e \u201cbuon costume\u201d.<br \/>\nMa il bersaglio presenta una parentela difficile da ignorare: nel 1938 disturbano le ragazze di de C\u00e9spedes perch\u00e9 una donna pu\u00f2 avere un figlio fuori dal matrimonio, cercare autonomia economica, diventare l\u2019amante di un uomo, rifiutare il destino preparato per lei; venticinque anni dopo disturbano quelle di McCarthy perch\u00e9 parlano apertamente di contraccezione, rapporti sessuali, adulterio, maternit\u00e0 e aborto.<br \/>\nCambiano le istituzioni, cambia il linguaggio della censura, ma rimane sorprendentemente stabile la zona sorvegliata: il corpo e l\u2019autonomia delle donne.<br \/>\nC\u2019\u00e8 inoltre un terzo protagonista comune alle due storie: Mondadori. Con <em>Nessuno torna indietro<\/em> l\u2019editore cerca di aggirare materialmente il divieto fascista continuando a stampare sotto il numero di un\u2019edizione teoricamente gi\u00e0 esistente. Un quarto di secolo pi\u00f9 tardi, dopo essere finita in un procedimento per oscenit\u00e0 per avere pubblicato <em>Il gruppo<\/em>, la stessa casa editrice affronta con estrema cautela <em>Jukebox all\u2019idrogeno<\/em> di Allen Ginsberg. Sono due episodi lontani e politicamente incomparabili, ma mostrano le due facce del rapporto fra censura ed editoria: qualche volta l\u2019editore resiste, qualche volta impara ad avere paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alba de C\u00e9spedes, comunque, aveva gi\u00e0 motivi personali per sapere che cosa significasse vivere sotto sorveglianza. L\u2019arresto del 1935 non rimase un episodio isolato: negli anni successivi le difficolt\u00e0 con il regime aumentarono e le collaborazioni giornalistiche furono ostacolate; la sua produzione fin\u00ec ripetutamente sotto osservazione. Dopo l\u20198 settembre la scrittrice raggiunse il Sud e lavor\u00f2 per Radio Bari con il nome clandestino di Clorinda, partecipando alla propaganda della Resistenza. In una testimonianza successiva ricord\u00f2 le continue convocazioni al Ministero della Cultura Popolare e il momento in cui le venne comunicato che per il regime era ormai, professionalmente, \u201ccome morta\u201d: non avrebbe pi\u00f9 potuto scrivere sui giornali.<br \/>\nInvece nel dopoguerra fond\u00f2 <em>Mercurio<\/em>, continu\u00f2 a pubblicare romanzi e giornalismo e torn\u00f2 pi\u00f9 volte sui rapporti fra identit\u00e0 femminile e strutture sociali. <em>Quaderno proibito<\/em>, <em>Dalla parte di lei<\/em> e gli altri libri avrebbero sviluppato questioni gi\u00e0 presenti in <em>Nessuno torna indietro<\/em>: la distanza fra la vita che una donna conduce e quella che potrebbe condurre, fra il ruolo assegnato e la coscienza di s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque ridurre la censura di <em>Nessuno torna indietro<\/em> a una delle tante ottusit\u00e0 del fascismo sarebbe rassicurante ma insufficiente. Il regime aveva capito benissimo che la letteratura pu\u00f2 mettere in crisi un sistema di valori senza pronunciare una sola parola d\u2019ordine contro. La censura, del resto, rivela spesso pi\u00f9 cose sul censore che sull\u2019opera censurata: se otto ragazze immaginarie costituivano un problema politico, significa che l\u2019immagine della donna propagandata dal fascismo era meno solida di quanto volesse far credere. Bastava raccontare donne differenti perch\u00e9 il modello ufficiale cominciasse a sembrare ci\u00f2 che era: una prescrizione.<br \/>\n<em>Nessuno torna indietro<\/em> sopravvisse al tentativo di censurarlo per una combinazione fortunata di successo, ostinazione dell\u2019autrice e abilit\u00e0 dell\u2019editore. Il Minculpop poteva stabilire che non si stampassero altre copie: Mondadori poteva fingere che quelle che continuavano a uscire dai torchi fossero sempre le vecchie e i lettori, potevano continuare a comprarle.<br \/>\nCos\u00ec per qualche anno, mentre il fascismo pretendeva di stabilire quali donne fosse lecito immaginare, la ventesima edizione di <em>Nessuno torna indietro<\/em> continuava ostinatamente a non finire mai.<\/p>\n<figure id=\"attachment_22216\" aria-describedby=\"caption-attachment-22216\" style=\"width: 194px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Alba-de-Cespedes-Nessuno-torna-indietro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-22216\" src=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Alba-de-Cespedes-Nessuno-torna-indietro-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Alba-de-Cespedes-Nessuno-torna-indietro-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Alba-de-Cespedes-Nessuno-torna-indietro.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-22216\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;edizione del 2022<\/figcaption><\/figure>\n<hr \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/attenti-al-libro-recensione-libri\/quando-un-romanzo-sulle-donne-divento-materia-da-tribunale-mary-mccarthy-il-gruppo-e-la-censura-italiana.html\">Un nostro articolo sul &#8220;caso&#8221; di &#8220;Il gruppo&#8221;: https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/attenti-al-libro-recensione-libri\/quando-un-romanzo-sulle-donne-divento-materia-da-tribunale-mary-mccarthy-il-gruppo-e-la-censura-italiana.html\u00a0\u00a0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando Nessuno torna indietro arriva nelle librerie italiane, nel novembre del 1938, appare quasi subito evidente un problema: le otto ragazze raccontate da Alba de C\u00e9spedes sono donne che il fascismo preferirebbe non esistessero. 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