{"id":22155,"date":"2026-10-20T01:56:18","date_gmt":"2026-10-19T23:56:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=22155"},"modified":"2026-10-08T15:58:18","modified_gmt":"2026-10-08T13:58:18","slug":"christine-dwyer-hickey-farley","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/attenti-al-libro-recensione-libri\/christine-dwyer-hickey-farley.html","title":{"rendered":"Christine Dwyer Hickey \u2013 Farley"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Una vita intera pu\u00f2 stare sul pavimento di un bagno.<br \/>\nFarley \u00e8 caduto, forse per un ictus. \u00c8 notte, \u00e8 solo, non riesce a chiamare nessuno. Il corpo sembra aver deciso di abbandonarlo proprio mentre la memoria, al contrario, si mette ostinatamente al lavoro. Ma non gli restituisce un\u2019autobiografia ordinata: gli riporta frammenti, persone, luoghi. E perdite, qualche felicit\u00e0; le svolte che, quando si erano verificate, non sembravano affatto svolte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Christine Dwyer Hickey costruisce <em>Farley<\/em> su questo movimento irregolare avanti e indietro nel tempo, dal 2010 fino all\u2019infanzia del protagonista negli anni Quaranta. E a poco a poco accade qualcosa di singolare: l\u2019uomo immobile sul pavimento comincia a contenere contemporaneamente tutte le proprie et\u00e0. Il bambino non \u00e8 scomparso nel ragazzo, il ragazzo non \u00e8 scomparso nell\u2019adulto, il vecchio non ha davvero sostituito nessuno dei precedenti: sono ancora tutti l\u00ec.<br \/>\nIntorno cambia Dublino. Cambiano le case, i rapporti, il lavoro, gli amori, le possibilit\u00e0. La citt\u00e0 invecchia insieme a Farley, ma con la stessa scarsa disciplina: perde qualcosa, acquista qualcos\u2019altro, dimentica, demolisce, ricostruisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non aspettatevi per\u00f2 una vita eccezionale. \u00c8 precisamente questo il punto. Farley non deve salvare il mondo, attraversare guerre memorabili o diventare qualcuno. Semplicemente vive, e vivere significa accumulare una quantit\u00e0 sterminata di giorni dei quali pochissimi resteranno riconoscibili quando ci si volter\u00e0 indietro. \u00c8 proprio dentro questa apparente modestia che la Hickey trova una materia narrativa enorme. Perch\u00e9 <em>Farley<\/em> ci mette davanti a una domanda piuttosto imbarazzante: se dovessimo raccontare settant\u2019anni della nostra esistenza scegliendo soltanto ci\u00f2 che \u00e8 rimasto davvero, quanto spazio ci servirebbe? E soprattutto: che cosa resterebbe?<br \/>\nLa risposta del romanzo non \u00e8 funebre, bench\u00e9 tutto cominci dalla possibile morte di un uomo, ma sorprendentemente luminosa. Christine Dwyer Hickey scrive della fragilit\u00e0 della memoria senza togliere consistenza alla vita; anzi, sembra suggerire che proprio ci\u00f2 che scompare rende prezioso quello che, inspiegabilmente, rimane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pubblicato in Italia nella traduzione di Sabrina Campolongo, <em>Farley<\/em> \u00e8 uno di quei romanzi quieti soltanto in apparenza: non alza la voce, non cerca effetti, non ha bisogno di dimostrare nulla; alla fine, per\u00f2, ci accorgiamo che, mentre raccontava la vita di un uomo qualunque, stava parlando, con una precisione quasi dolorosa, anche della nostra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una vita intera pu\u00f2 stare sul pavimento di un bagno. 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