{"id":19104,"date":"2024-11-22T01:26:21","date_gmt":"2024-11-22T00:26:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=19104"},"modified":"2024-12-14T07:05:09","modified_gmt":"2024-12-14T06:05:09","slug":"berlinguer-la-grande-ambizione-recensione-film","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/recensioni-film\/berlinguer-la-grande-ambizione-recensione-film.html","title":{"rendered":"Berlinguer \u2013 La grande ambizione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Segre \u00e8 soprattutto un regista di documentari; il suo stile secco e asciutto lo fa subito notare, oltre alla grande abilit\u00e0 che dimostra nell\u2019inserire filmati d\u2019epoca in un girato contemporaneo, ambientato benissimo negli anni Settanta. <em>Berlinguer <\/em>\u2013<em> La grande ambizione <\/em>\u00e8 infatti un riuscito connubio di documentario e finzione, molto rispettoso della realt\u00e0 storica e del racconto, che non prende posizione ma narra per immagini la vita di un grande uomo politico.<br \/>\nElio Germano interpretata (forse in modo troppo caricaturale) il leader del Partito Comunista Italiano rimasto nella storia per l\u2019Eurocomunismo, la teoria del compromesso storico e lo strappo da Mosca, tutte cose abbastanza criticate al tempo in cui si verificarono, ma che erano idee lungimiranti. Il film copre l\u2019arco temporale che va dal 1973 al 1978, il resto viene riassunto da poche immagini finali e da un resoconto scritto: il regista non \u00e8 interessato alla morte del leader, all\u2019evento spettacolare di una fine romantica, quanto al ricordo delle idee innovative e di quel che ha fatto per la democrazia italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si comincia con l\u2019attentato subito in Bulgaria, per anni fatto passare come incidente stradale per non creare problemi di rapporti politici; si prosegue con lo strappo da Mosca e il discorso meno applaudito della storia al Congresso dei partiti comunisti; infine il compromesso storico, la mancata sfiducia ad Andreotti, il rapporto con Aldo Moro, la nascita dei movimenti extraparlamentari e i motivi di un rapimento. Lo spettatore che ha vissuto gli anni di piombo non pu\u00f2 fare a meno di commuoversi di fronte al ricordo di certe parole e di intuizioni geniali che al tempo aveva discusso e criticato.<br \/>\nIl film termina con il delitto Moro, con la fine di un\u2019illusione, proprio mentre lo spettatore in sala si sta chiedendo dove sia andato a perdersi quel patrimonio di elettori che credeva nelle idee libertarie (un italiano su tre!) e lottava per l\u2019affermazione della classe operaia.<br \/>\nScorrono i titoli di coda e viene spontaneo applaudire, anche se lo sappiamo che al cinema non va fatto, ma Segre \u00e8 cos\u00ec bravo nel racconto della vita di un politico indimenticabile che toglie il battito dalle nostre mani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fotografia anticata di Dervaux \u00e8 suggestiva, cos\u00ec come il montaggio di Quadri \u00e8 perfetto negli incastri tra filmati d\u2019epoca e finzione, per 123 minuti che non solo non stancano ma emozionano. Regia ispirata con movimenti di macchina originali e insoliti, tra la vita quotidiana che lascia il posto a interni teatrali che narrano le vicende politiche. Colonna sonora azzeccata e storicamente esatta, con il pezzo di Pierangelo Bertoli (<em>Eppure il vento soffia ancora<\/em>) che si ricorda pi\u00f9 di ogni altra cosa. Scenografia e costumi senza sbavature, arredamenti e vestiti ai limiti del perfezionismo storico, al punto di far venire nostalgia d\u2019un piccolo mondo antico. Trucco ottimo per la ricostruzione dei volti dei protagonisti, al punto che attori come Pierobon e Citran prendono le sembianze credibili di Andreotti e Moro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un film coprodotto da Italia, Belgio e Bulgaria (le scene in loco e quelle ambientate a Mosca), presentato alla Festa del Cinema di Roma con buon successo, accolto dalla critica tra elogi e discussioni sulla storicizzazione del compromesso storico, che (lo ricordiamo bene!) non piaceva a tutti.<br \/>\nElio Germano vince il Premio Gassman come miglior attore; pur riconoscendone la bravura, ritengo che il suo personaggio sia viziato da un eccesso di manierismo, anche se efficace, soprattutto nei momenti familiari e nelle gite in barca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un film da vedere per non dimenticare, per capire che cosa siamo diventati, conoscere il ruolo della politica e che cosa un tempo rappresentava. Non vedo all\u2019orizzonte uomini della tempra morale e del valore di Enrico Berlinguer. Questo film far\u00e0 conoscere una realt\u00e0 che per molti giovani potrebbe rappresentare una novit\u00e0 assoluta. Da far vedere nelle scuole, ma non lo faranno\u2026<\/p>\n<hr \/>\n<h6 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px;\"><strong>Regia<\/strong>: Andrea Segre. <strong>Soggetto e Sceneggiatura<\/strong>: Marco Pettenello, Andrea Segre. <strong>Fotografia<\/strong>: Benoit Dervaux. <strong>Montaggio<\/strong>: Jacopo Quadri. <strong>Musiche<\/strong>: Iosonouncane. <strong>Scenografia<\/strong>: Alessandro Vannucci. <strong>Costumi<\/strong>: Silvia Segoloni. <strong>Trucco<\/strong>: Mauro Agr\u00f2. <strong>Produttori<\/strong>: Marticka Bozilova, Neda Milanova. <strong>Case di Produzione<\/strong>: Vivo Film, Jolefilm, Rai Cinema, Tarantula, Agitprop, Ministero della Cultura. <strong>Distribuzine<\/strong> (Italia): Lucky Red. <strong>Lingua<\/strong>: Italiano. <strong>Paesi di Produzione<\/strong>: Italia, Belgio, Bulgaria. <strong>Anno<\/strong>: 2024. <strong>Durata<\/strong>: 123\u2019. <strong>Genere<\/strong>: Biografico, Storico. <strong>Interpreti<\/strong>: Elio Germano (Enrico Berlinguer), Paolo Pierobon (Giulio Andreotti), Roberto Citran (Aldo Moro), Elena Radonicich (Letizia Laurenti), Fabrizia Sacchi (Nilde Iotti), Paolo Calabresi (Ugo Pecchioli), Andrea Pennacchi (Luciano Barca), Giorgio Tirabassi (Alberto Menichelli), Stefano Abbati (Umberto Terracini), Francesco Acquaroli (Pietro Ingrao), Pierluigi Corallo (Antonio Tat\u00f2), Nicolaj Dancev (Leonid Breznev), Svetoslav Dobrev (Todor Zivkov), Luca Lazzareschi (Alessandro Natta), Lucio Patan\u00e8 (Gianni Cervetti), Alice Airoldi (Bianca Berlinguer), Giada Fortini (Maria Berlinguer).<\/span><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea Segre \u00e8 soprattutto un regista di documentari; il suo stile secco e asciutto lo fa subito notare, oltre alla grande abilit\u00e0 che dimostra nell\u2019inserire filmati d\u2019epoca in un girato contemporaneo, ambientato benissimo negli anni Settanta. 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