{"id":18518,"date":"2024-07-01T03:20:42","date_gmt":"2024-07-01T01:20:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=18518"},"modified":"2024-07-26T04:37:07","modified_gmt":"2024-07-26T02:37:07","slug":"cinzia-petri-pomeriggio-dagosto-racconto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/i-racconti\/racconti-brevi-scrittori-emergenti\/cinzia-petri-pomeriggio-dagosto-racconto.html","title":{"rendered":"Cinzia Petri \u2013 Pomeriggio d\u2019agosto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Non dimenticherai mai quel pomeriggio d\u2019agosto. Hai nove anni e da poco hai lasciato casa per la prima volta. Trasferimento. L\u2019avevi sentito dire dai tuoi mesi prima, mentre la zia si asciugava le lacrime in fretta, per non farsi vedere.<br \/>\nTutti i giorni adesso, nella cameretta tinteggiata di fresco, dal luned\u00ec al sabato, tua madre ti sveglia alle sette per andare a scuola, e tu lasci un sogno di gatti neri ed erba luccicante, giochi sparsi in mezzo a un prato dentro la notte fitta. Entri nel giorno in cui bisogna vivere, crescere, abbandonare l\u2019infanzia.<br \/>\n\u00abQuando torniamo?\u00bb hai chiesto a tua madre, ma lei ha guardato distrattamente una scena alla tv mentre finiva di stirare.<br \/>\n\u00abNon lo so, forse per Natale\u00bb, ha risposto dopo un po\u2019.<br \/>\nNon le hai creduto.<br \/>\nOgni volta che da casa nuova partite per il mare \u2013 dieci minuti di macchina, non ti sembra un sogno? \u2013 provi una sensazione di gioia mista ad angoscia. Corri sulla sabbia granulosa, ferendoti i piedi con le conchiglie scheggiate e gli stecchi che, da sopra le dune, finiscono sotto le onde morbide della spiaggia. Cadi dentro l\u2019acqua, alzi schizzi alti e trasparenti in cui il tuo corpo riverbera per un attimo prima di precipitare con un tonfo. Il sole brucia la pelle su cui l\u2019acqua si rapprende in tante piccole gocce. Vedi i gabbiani vorticare con versi striduli sopra una porzione di mare, poi tornano sulla terraferma e si aggrappano con ferocia alla sabbia, sbattendo le ali. La vegetazione sulle dune \u00e8 mossa da una brezza lieve che sa di rosmarino e provi un moto di nostalgia. Se guardi dentro l\u2019acqua bassa, limpida, vedi piccoli pesci che ti nuotano attorno, alcuni a pelo dell\u2019acqua, altri sul fondale. Senti una rabbia semplice e pura.<br \/>\n\u00abNon si pu\u00f2 che essere contenti di stare vicino al mare\u00bb, ti dicono i tuoi ogni giorno. Fissi l\u2019orizzonte e non distingui che una sottile linea incerta che compare e scompare tra le onde. Scie alabastrine di aerei nel cielo e una barca a vela in lontananza che si trascina con una vela mezza sgonfia.<br \/>\n\u00abNon si pu\u00f2 avere tutto, o viviamo in montagna o al mare, non le due cose insieme\u00bb. Mentre ripensi alla conversazione con tuo padre, rimani per un attimo paralizzato dalla sua ineluttabile semplicit\u00e0.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel pomeriggio d\u2019agosto \u00e8 il compleanno della mamma. In una radura pianeggiante della pineta stende le stuoie per riposare dopo aver pranzato. Sulle braccia hai i brividi, il costume \u00e8 ancora umido. Senti le cicale frinire con composta disperazione. Foglie di lattuga in una ciotola di plastica arancione, pomodori gi\u00e0 affettati, basilico fresco, peperoni conditi freddi, gialli e rossi. Allunghi una mano e prendi una fetta di prosciutto che fai sparire in bocca.<br \/>\n\u00abCi sono i fuochi, stasera\u00bb. Dopo averlo detto, tua madre ti lancia uno sguardo veloce, poi torna a tagliare la mozzarella. Sulla lama del coltello si rapprende un velo di latte annacquato. Alzi le spalle, pensi al ramo del susino in montagna a cui ti piace appenderti e dondolare come un pipistrello. Tiri su col naso.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lunghe colonne di formiche camminano in direzione delle briciole mentre i tuoi passi risuonano nello schiacciare gli aghi di pino morti sul sentiero per il mare. Ti hanno dato il permesso di tornarci, dopo aver dormito. Qualche uccello canta. Si sente il rumore dell\u2019acqua. Una cicala frinisce sulla corteccia di un pino sul sentiero secondario, che si snoda tra la macchia bassa e scura, piena di rovi e arbusti contorti, dalla corteccia color fango. Sulla tua sinistra un fruscio ti fa voltare. C\u2019\u00e8 un cane, in mezzo al sentiero.<br \/>\nTi guardi intorno ma non c\u2019\u00e8 nessuno, l\u00ec. Il cane \u00e8 scuro, alto, ti arriver\u00e0 \u2013 riesci a calcolare \u2013 all\u2019incirca a met\u00e0 busto. Pensi febbrilmente a cosa fare. \u00abMai indietreggiare\u00bb, ti ha detto tuo padre. \u00abStai fermo, stai calmo\u00bb.<br \/>\nIl cane ti osserva per qualche istante, poi ringhia. Le labbra si arricciano ai lati, vedi il biancore dei denti e la punta rosa della lingua. Pensi che attaccher\u00e0, \u00e8 solo questione di tempo. Lungo la tua fronte si raggruppano lunghe lacrime di sudore che ti cadono sugli occhi, ne avverti il bruciore. Ti hanno detto mille volte di non allontanarti dalla strada.<br \/>\nIl cane continua a emettere dei ringhi sommessi, a brevi intervalli. Ti balena in testa l\u2019idea che, se ti mettessi a piangere, forse si muoverebbe a compassione, cos\u00ec smetti di frenarti e cominci a singhiozzare piano, ti lasci andare al terrore. Le spalle si scuotono con violenza nello sforzo di non fare rumore. Tra le lacrime, vedi i pini trafitti dalla luce che ti arrivano agli occhi come se volessero cancellare il cane per impedirti di piangere.<br \/>\nQuando pensi che ti salter\u00e0 addosso, la voce improvvisa di tua madre che ti chiama lo fa scappare dentro alla macchia da cui \u00e8 comparso. La vedi mentre ti corre incontro, ti abbraccia. Le racconti tutto, singhiozzi in modo convulso; lei ti prende per mano e ti riporta alla piazzola, tu sfreghi l\u2019avambraccio sugli occhi per non mostrare a tuo padre che hai pianto.<br \/>\n\u00abNon ci voglio pi\u00f9 stare qui\u00bb. Lo dici con convinzione e, quando lo fai, il bambino diventa un adulto pieno di paura e risentimento. Tuo padre sospira.<br \/>\n\u00abVieni qua\u00bb ti dice, e ti accarezza la testa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando arrivate a casa, in montagna, \u00e8 una sera senza vento. La nebbia sale lieve dai campi ai due lati della strada. Ci sono rose selvatiche, biancospino e bacche nere. I corvi volano in modo disordinato sullo sfondo azzurro pallido del cielo scaldato dal sole del tramonto, con striature color ostrica e nuvole rosa pesca. \u00ab\u00c8 bello essere a casa\u00bb. Lo dici a te stesso ma lo pronunci a voce alta.<br \/>\nQuando vai a salutare la zia, sulla guancia ti d\u00e0 un bacio che sa di rossetto e bicarbonato. Ti prepara lo zabaione, ci aggiunge una goccia di caff\u00e8 buono e ti fa l\u2019occhiolino. Si porta l\u2019indice alle labbra. \u00abNon glielo raccontare a tua madre, del caff\u00e8\u00bb, ti dice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non dimenticherai mai quel pomeriggio d\u2019agosto. Hai nove anni e da poco hai lasciato casa per la prima volta. Trasferimento. L\u2019avevi sentito dire dai tuoi mesi prima, mentre la zia si asciugava le lacrime in fretta, per non farsi vedere. 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