{"id":18307,"date":"2024-04-19T03:13:03","date_gmt":"2024-04-19T01:13:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=18307"},"modified":"2024-06-16T07:23:56","modified_gmt":"2024-06-16T05:23:56","slug":"porcile-recensione-film","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/recensioni-film\/porcile-recensione-film.html","title":{"rendered":"Porcile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Porcile<\/em> \u00e8 un film ancora pi\u00f9 scomodo di <a href=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/making-movies-cinema-recensioni\/teorema-pier-paolo-pasolini-recensione-film.html\"><em>Teorema <\/em><\/a>\u2013 sempre sotto sequestro quando cominciano le riprese del nuovo lavoro \u2013\u00a0perch\u00e9 non si limita a un attacco antiborghese che proviene da un elemento esterno, ma descrive l&#8217;implosione della borghesia, la deflagrazione messa in atto dai suoi stessi membri, dai suoi figli ribelli e trasgressivi. Un film girato in economia, in poco pi\u00f9 di un mese, ma forse il lavoro pi\u00f9 lucido ed emblematico di tutta l\u2019opera pasoliniana.<br \/>\nTratto da una tragedia in versi dello stesso autore, si compone di due episodi apparentemente diversi tra loro, ma uniti da una stessa valenza metaforica. Il primo episodio non fa parte dell&#8217;opera teatrale, viene girato nella Valle dell&#8217;Etna, ed \u00e8 la storia di un cannibale (Clementi) che prima uccide il padre, poi si spinge a vagare nel deserto, dove continua a mietere vittime, fa proseliti e si ciba di carne umana. Di fronte al patibolo non si pente. Tutt\u2019altro:\u00a0\u201cHo ucciso mio padre, mangiato carne umana, ma tremo di gioia\u201d. Il secondo episodio racconta la storia di una famiglia borghese tedesca: il padre (Lionello) \u00e8 un ricco imprenditore che si allea con un altro capitalista (Tognazzi), ex criminale nazista, che conosce l&#8217;orribile e inconfessabile segreto del figlio: il suo unico amore sono i maiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Puro cinema di poesia, come dice Pasolini, pellicola dove ogni gesto \u00e8 metafora, allegoria pura, ci\u00f2 che conta non \u00e8 la storia ma il <em>significato <\/em>e il <em>significante<\/em>. Un lavoro a tema, intellettualmente complesso, filosofico quanto grottesco, soffuso di straordinaria bellezza lirica, come nella sequenza del monologo di Julian (il figlio del borghese interpretato da L\u00e9aud), che parla del suo amore proibito senza citarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il significato di <em>Porcile<\/em> sta tutto nella trasgressione, nella dimostrazione dell&#8217;assunto che i santi e i diversi, i non ortodossi, i disubbidienti,\u00a0non fanno la storia, ma la subiscono, agiscono per s\u00e9, nella loro diversit\u00e0, fino a morire vittime del loro non essere conformi, mai in linea con la massa. Sia il cannibale che il ragazzo muoiono sbranati ma in fondo felici\u00a0nella loro lucida follia, perch\u00e9 hanno raggiunto quello che volevano: l&#8217;autodistruzione, unica via possibile in una societ\u00e0 che ammette solo uniformit\u00e0, devozione e obbedienza.<br \/>\nViene da pensare, oggi, che Pasolini parlasse di se stesso, in questo apologo pervaso da un pessimismo cosmico e da una totale impossibilit\u00e0 di redenzione. <em>Porcile<\/em> \u00e8 un film visionario che usa strumenti tipici della cinematografia di genere per esibire l&#8217;orrore, dimostrando che trasgredire non basta, non \u00e8 sufficiente uccidere il padre \u2013 come Edipo \u2013 e ribellarsi, se la ribellione individuale non serve agli altri, non coinvolge la massa, se resta un atto di puro narcisismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grandi interpreti per un film che tradisce la sua origine e vocazione teatrale, tra tutti Lionello e Tognazzi nei panni di due laidi borghesi, soprattutto il secondo, che resta impresso nell\u2019immaginario grazie a un\u2019inquietante sequenza finale. Ferreri presta il suo volto a un\u2019interpretazione abbastanza insolita nei panni di un amico di famiglia dell\u2019imprenditore. Davoli \u00e8 la purezza, il candore, l\u2019ingenuit\u00e0 da ragazzino che porta un soffio di bont\u00e0 e di speranza in un panorama gretto e arido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Porcile <\/em>esce con il consueto divieto ai minori riservato ai film di Pasolini,\u00a0 viene distrutto dalla critica di destra ma anche da quella sinistra perbenista che non ha mai capito il nostro pi\u00f9 grande intellettuale del Novecento. Pasolini si vendica organizzando una prima del film alternativa alla Mostra di Venezia, mostrandolo a pochi intimi, a Grado, dove sta girando <a href=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/recensioni-film\/medea-di-pier-paolo-pasolini-recensione-film.html\"><em>Medea<\/em><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Porcile<\/em> \u00e8 un film maturo e consapevole anche da un punto di vista tecnico, dotato di una fotografia originale, parti riprese con la macchina a mano, campi e controcampi teatrali, direzione degli attori discreta e senza intromissioni, montaggio parallelo delle due vicende, uso del silenzio (il primo episodio \u00e8 quasi del tutto muto) in funzione poetica, paesaggi e campi lunghi superbi. Un film da rivedere, da studiare con attenzione per capire che esiste \u2013 ma non \u00e8 dei nostri tempi \u2013 il buon cinema di progetto.<\/p>\n<hr \/>\n<h6 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px;\"><strong>Regia<\/strong>: Pier Paolo Pasolini. <strong>Soggetto e Sceneggiatura<\/strong>: Pier Paolo Pasolini. <strong>Fotografia<\/strong>: Armando Nannuzzi (primo ep.), Tonino Delli Colli, Giuseppe Ruzzolini (secondo ep.). <strong>Costumi<\/strong>: Danilo Donati. <strong>Musica<\/strong>: Benedetto Ghiglia. <strong>Montaggio<\/strong>: Nino Baragli. <strong>Aiuti Regista<\/strong>: Sergio Citti, Fabio Garriba. <strong>Assistente alla regia<\/strong>: Sergio Elia. <strong>Produzione primo ep<\/strong>.: Giani Barcelloni Corte, BBG cin. srl. <strong>Produzione secodno ep<\/strong>.: Gian Vittorio Baldi, IDI Cinematografica (Roma), I Film dell&#8217;Orso, CAPAC Film\u00e9dis (Paris). <strong>Pellicola<\/strong>: Kodak.\u00a0<strong>Colore<\/strong>: Eastmancolor. <strong>Esterni primo<\/strong> <strong>ep.<\/strong>: Valle dell&#8217;Etna (Catania), Roma. <strong>Secondo ep<\/strong>.: Verona, Stra, Villa Pisani. <strong>Durata<\/strong>: 98&#8242;. <strong>Prima ufficiale<\/strong>: Festival di Venezia, 30 agosto 1969. <strong>Intrerpreti: Primo episodio<\/strong> &#8211; Pierre Clementi, Franco Citti, Luigi Barbini, Ninetto Davoli, Sergio Elia. <strong>Secondo episodio<\/strong> &#8211; Jean-Pierre L\u00e9aud, Alberto Lionello, Margherita Lozano (doppiata da Laura Betti), Anne Wiazemsky, Ugo Tognazzi, Marco Ferreri (doppiato da Mario Missiroli).<\/span><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Porcile \u00e8 un film ancora pi\u00f9 scomodo di Teorema \u2013 sempre sotto sequestro quando cominciano le riprese del nuovo lavoro \u2013\u00a0perch\u00e9 non si limita a un attacco antiborghese che proviene da un elemento esterno, ma descrive l&#8217;implosione della borghesia, la deflagrazione messa in atto dai suoi stessi membri, dai suoi figli ribelli e trasgressivi. 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