{"id":16540,"date":"2022-06-16T04:15:04","date_gmt":"2022-06-16T02:15:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=16540"},"modified":"2022-10-10T09:41:55","modified_gmt":"2022-10-10T07:41:55","slug":"12-dicembre-di-giovanni-bonfanti-e-pier-paolo-pasolini-recensione-film","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/recensioni-film\/12-dicembre-di-giovanni-bonfanti-e-pier-paolo-pasolini-recensione-film.html","title":{"rendered":"&#8220;12 Dicembre&#8221; di Giovanni Bonfanti e Pier Paolo Pasolini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un breve documentario (43\u2019) restaurato dal Fondo Pasolini (per merito di Enzo Ocone) con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, voluto da <em>Lotta<\/em> <em>Continua<\/em>, importante da un punto di vista politico per capire i mandanti della strage di piazza Fontana e la condizione del movimento operaio negli anni Settanta, soprattutto nel Sud pi\u00f9 depresso. Idea di Pasolini, sviluppata dal fido collaboratore Giovanni Bonfanti, che si avvale dell\u2019aiuto del critico Goffredo Fofi e di Maurizio Ponzi, Nicola Dimitri e Bernardo Bertolucci (non accreditato), a riprova di quanto il documentario sia un\u2019opera collettiva. La regia \u00e8 di Bonfanti, ma Pier Paolo Pasolini in alcune parti (interviste agli operai) fa sentire la sua mano e il suo stile (inquadrature dei ragazzi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto comincia a Milano, il 12 dicembre 1970, un anno dopo la strage di Piazza Fontana nella Banca dell\u2019Agricoltura. Gli autori del film vogliono sentire alcuni protagonisti per sfatare il mito dell\u2019attentato anarchico e di sinistra, per puntare il dito su parti deviate dello Stato e sulla destra fascista strumentalizzata dal potere. Il documentario \u00e8 strutturato secondo una tecnica pasoliniana, stile <em>Comizi d\u2019amore<\/em>, con interviste a passanti inconsapevoli, per far capire quanto poco sia stata compresa la verit\u00e0 dal popolo, quindi si passa a Liliano Paolucci che racconta il dialogo con il famoso tassista (Rolandi), unico testimone a carico di Pietro Valpreda. Il regista intervista anche Cornelio Rolando, morto un anno dopo il film, che ricorda di aver condotto il presunto attentatore sul luogo dell\u2019eccidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La camera stacca, si sofferma sulla tomba di Giuseppe Pinelli, vediamo le interviste alla moglie Luciana e alla madre, viene approfondito il famoso <em>suicidio<\/em>, la morte incredibile precipitando da un finestrone e cadendo in cortile, con la successiva e inutile corsa in ospedale. Viene riferito dagli atti ufficiali che <em>il Pinelli a una precisa imputazione a lui rivolta si butt\u00f2 dalla finestra<\/em>. Bonfanti intervista anche l\u2019avvocato Gentini, che difende <em>Lotta Continua<\/em> nel processo contro il commissario Calabresi e cerca di confermare la sua verit\u00e0: l\u2019estraneit\u00e0 anarchica dall\u2019attentato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la macchina da presa passa a intervistare un gruppo di operai che racconta in modo genuino la verit\u00e0 su Piazza Fontana, si nota lo stile di Pasolini, che cerca di far parlare chi meno sa parlare, ma \u00e8 convincente nella sua naturalezza e spontaneit\u00e0. Gli operai di Pasolini sono un valore perduto, purtroppo, assuefatti e globalizzati da quel consumismo che il poeta cos\u00ec tanto temeva: non possiedono pi\u00f9 la naturalezza ideologica del passato. La verit\u00e0 viene subito fuori, spontanea: le bombe non hanno matrice anarchica, non sono di sinistra, sono di Stato, sono bombe fasciste che servono al potere per fiaccare il movimento operaio, perch\u00e9 l\u2019ideale partigiano \u00e8 stato tradito, nonostante la Costituzione, tra scioperi affogati nel sangue e fascisti che reprimono cortei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bonfanti e Pasolini si spostano a Colonnata (Massa Carrara), tra gli operai del marmo e le morti bianche, persone che vagheggiano una rivoluzione, ricordano i lutti in famiglia nelle cave di marmo, in un lavoro fatto di turni massacranti, di totale insicurezza e di pericoli quotidiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pasolini \u00e8 il <em>dominus<\/em> delle interviste agli operai dell\u2019Italsider di Bagnoli: tra slogan come <em>lotta dura senza paura<\/em> e brani di <em>Bandiera rossa<\/em>, viene fuori la denuncia della catena di montaggio, delle condizioni di lavoro penose e di un salario inadeguato. Troviamo la mano di Pasolini anche durante quella sorta di guerra civile per Reggio Calabria capoluogo, con immagini cruente degli scontri tra ragazzi e polizia, addirittura con l\u2019esercito mandato a fiaccare la resistenza dei poveri. La macchina da presa di Pasolini si muove tra baracche e ragazzi, volti di operai del passato, rivoluzionari in erba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documentario termina a Torino, con la Fiat, gli emigranti meridionali che non sono bene accolti neppure da persone di sinistra, un razzismo strisciante che non comprende la disperazione che fa muovere persone da luoghi cos\u00ec diversi in cerca di lavoro. Pasolini cerca di definire da poeta il solco enorme che separa un siciliano da un piemontese, intervista una ragazzina che si \u00e8 ben adattata alla diversit\u00e0 del Nord, dove trova il divertimento che al Sud manca (<em>La Sicilia va bene per passarci le ferie<\/em>, dice) e un padre che rimpiange la terra perduta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un documentario che \u00e8 uno spaccato di vecchia Italia perduta, che fa rivivere in 45\u2019 le contraddizioni degli anni Settanta.<\/p>\n<hr \/>\n<h6 style=\"text-align: justify;\"><strong>Idea<\/strong>: Pier Paolo Pasolini. <strong>Soggetto e Sceneggiatura<\/strong>: Giovanni Bonfanti, Goffredo Fofi. <strong>Regia<\/strong>: Giovanni Bonfanti e Pier Paolo Pasolini<strong>. Collaboratori<\/strong>: Nicola Dimitri, Maurizio Ponzi, Bernardo Bertolucci. <strong>Montaggio<\/strong>: Lamberto Mancini. <strong>Fotografia<\/strong>: Giuseppe Pinori, Sebastiano Celeste, Enzo Tosi, Roberto Lombardi. <strong>Assistente alla Regia<\/strong>: Fabio Pellarin. <strong>Suono<\/strong>: Bruno Nappa, Pasquale Rotolo. <strong>Musica<\/strong>: Pino Masi. <strong>Direttore di Produzione<\/strong>: Umberto Angelucci. <strong>Sviluppo e Stampa<\/strong>: Studiocine. <strong>Sincronizzazione<\/strong>: Ager Tecnica. <strong>Mixage<\/strong>: Nino Renda. <strong>Produzione<\/strong>: Giovanni Bonfanti. <strong>Distribuzione<\/strong>: Lotta Continua. <strong>Genere<\/strong>: Documentario. <strong>Durata<\/strong>: 43\u2019. Anno: 1971<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un breve documentario (43\u2019) restaurato dal Fondo Pasolini (per merito di Enzo Ocone) con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, voluto da Lotta Continua, importante da un punto di vista politico per capire i mandanti della strage di piazza Fontana e la condizione del movimento operaio negli anni Settanta, soprattutto nel Sud pi\u00f9 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1103,"featured_media":16541,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[38],"tags":[11089,11240,11242,11241,85,11320,9577,1408],"yst_prominent_words":[8111,2454,2520,7442,9567,7259,2006,2007,2005,2002],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16540"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16540"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16540\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16542,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16540\/revisions\/16542"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16540"},{"taxonomy":"yst_prominent_words","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/yst_prominent_words?post=16540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}