{"id":15875,"date":"2021-06-09T05:42:20","date_gmt":"2021-06-09T03:42:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=15875"},"modified":"2021-06-15T10:31:51","modified_gmt":"2021-06-15T08:31:51","slug":"sudeep-sen-larchitettura-di-una-poesia-e-molto-importante-intervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/interviste-a-scrittori-famosi\/sudeep-sen-larchitettura-di-una-poesia-e-molto-importante-intervista.html","title":{"rendered":"Sudeep Sen: L&#8217;architettura di una poesia \u00e8 molto importante"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il punto di partenza per questa intervista con Sudeep Sen \u00e8 stata la sua poesia &#8220;Lingua&#8221;, che abbiamo scelto per la nostra nuova rubrica su Inkroci &#8220;<a href=\"https:\/\/www.inkroci.com\/culture_movie\/review-from-the-world\/two-tongued-sea\">Two-tongued sea<\/a>&#8221; (<a href=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/libri-dal-mondo\/mare-bilingue\"><strong>Mare bilingue<\/strong><\/a>). &#8220;Language&#8221; \u00e8 una poesia ottimamente composta dal punto di vista architettonico e costruttivo, che Andrea Sirotti ha tradotto brillantemente in italiano. Abbiamo discusso con Sudeep Sen se fosse necessaria la presenza dell&#8217;epigrafe che aveva scelto nella poesia originale \u2014 una citazione di Italo Calvino: \u201cSenza traduzione, sarei limitato ai confini del mio Paese. Il traduttore \u00e8 il mio alleato pi\u00f9 importante&#8221;. Abbiamo deciso di pubblicare la poesia su Inkroci senza l&#8217;epigrafe, per non togliere il piacere ai lettori, che ne troveranno la chiave nella poesia stessa. Ecco la <a href=\"https:\/\/www.inkroci.com\/culture_movie\/review-from-the-world\/two-tongued-sea\/sudeep-sen-language-poem.html\">poesia originale<\/a> (e la sua <a href=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/libri-dal-mondo\/mare-bilingue\/sudeep-sen-lingua-poesia.html\">traduzione italiana<\/a>).<\/em><br \/>\n<em>Nel frattempo, ho saputo che lui vive a New Delhi, dove \u00e8 nato, e che ha vissuto negli Stati Uniti (New York compresa) dal 1986 al 1991, a Londra per oltre un decennio, e a Dhaka per cinque anni.<\/em><br \/>\n<em>Mi veniva naturale chiedergli: &#8220;Ma qual \u00e8 la tua lingua madre, l&#8217;hindi?&#8221; E Sudeep Sen mi ha detto: &#8220;Ho tre lingue madri: inglese, hindi e bengalese&#8221;. Mentre lui continuava, dicendo &#8220;&#8221;Se devo sceglierne una, soprattutto per la mia scrittura, \u00e8 l&#8217;inglese&#8221;, ho esclamato (con sorpresa): &#8220;Ah, bengalese&#8221;. Ho sorriso e gli ho fatto alcune domande che conoscevo in benglalese, una delle grandi lingue della poesia: &#8220;Ki korcho?&#8221;, &#8220;Ki boi porcho?\u201d, e Sudeep, sorpreso, rispondeva in Bangla. Dopo questa rapida comunicazione in due delle sue lingue, abbiamo deciso di fare l&#8217;intervista in quella che parla soprattutto nella sua poesia. E non poteva essere in altro modo, anche se avrei voluto poter riflettere molto di pi\u00f9 sui suoi lunghi &#8220;pranzi sulla poesia&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>Ho anche visto un film, \u2018Silence\u2019, in cui la sua meravigliosa voce risuona mentre assorbiamo le sue poesie: &#8220;Delhi&#8221;, &#8220;Absences&#8221; e &#8220;Silence&#8221;, appunto. Volevo che parlavassimo di quei suoi componimenti e della sua filmografia, perch\u00e9 nel 1989 aveva conseguito una laurea in specializzazione presso la Graduate School of Journalism della Columbia University. La tesi del suo <\/em>master<em> era un film documentario, \u2018Babylon is Dying: Diary of Third Street\u2019, che aveva vinto una Emmy Nomination agli studenti; dopodich\u00e9, nei successivi cinque anni circa,aveva continuato a realizzare professionalmente molti altri documentari e cortometraggi.<\/em><br \/>\n<em>Per\u00f2&#8230; \u00e8 andata in altro modo, gli ho fatto altre domande e lui parlava di altre poesie<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando hai iniziato a pensare che avresti potuto diventare poeta?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrivo poesie dai tempi del liceo, quando ero alla St. Columba&#8217;s School di Nuova Delhi. Ovviamente leggo poesie da quando ero piuttosto giovane. Sono cresciuto in una famiglia liberale e istruita, con molta poesia e musica intorno a me. L&#8217;arte, la letteratura, la filosofia, e il mondo delle idee in particolare, hanno sempre fatto parte della mia educazione. Da piccolo mia madre e mia nonna mi recitavano versi per bambini e mi cantavano canzoni. Mi rendo conto ora che gran parte del mio interesse per la forma, la struttura, lo schema del suono e della rima deriva dall&#8217;ascoltare ad alta voce la musica ammaliatrice delle loro preghiere e canzoni, che ho interiorizzato nel corso degli anni.<br \/>\nI miei genitori e i miei nonni mi hanno introdotto al mondo della poesia. Recitavano i grandi poeti bengalesi: Rabindranath Tagore, Jibanananda Das e Kazi Nazrul Islam, ma anche Shakespeare, Milton, i romantici e i vittoriani. Ho finito per impararne molti a memoria. A scuola e all&#8217;universit\u00e0 ho esplorato la poesia hindi e quella urdu, ho scoperto i russi, i latinoamericani, cos\u00ec come i versi giapponesi e cinesi. Tra i miei poeti preferiti di allora c&#8217;erano Faiz Ahmed Faiz, Irina Ratushinskaya, Yevgeny Yevtushenko, Octavio Paz, Pablo Neruda, Basho, Li Bai e molti altri. Mio zio mi ha aperto una finestra meravigliosa su un mondo fino a quel momento per me sconosciuto di poeti europei moderni: Vasko Popa, Guillaume Apollinaire, Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Hans Magnus Enzensberger, Rainer Maria Rilke, Johannes Bobrowski, Horst Bienek e tanti altri. Anche i poeti metafisici e i simbolisti francesi, in particolare John Donne, Baudelaire, Mallarm\u00e9 e Verlaine, mi hanno affascinato. Ovviamente, essendo cresciuto negli anni Settanta, non potevano mancare Ezra Pound e T.S. Eliot. Il gruppo ha continuato a ingrandirsi e, grazie a una serena osmosi, sono stato sedotto dal mondo del suono, del ritmo, delle trame di parole, delle idee, delle sillabe, della musica e del linguaggio stesso.<br \/>\nSono stato sempre convinto che scrivere poesie fosse estremamente difficile (anche se mi piaceva moltissimo leggerle), e credevo fosse meglio lasciarlo fare ai maestri. Poi, un giorno nel 1980 (all&#8217;epoca frequentavo la scuola superiore), sognando a occhi aperti durante una noiosa lezione a scuola scrissi, del tutto inconsapevolmente in rima e metrica perfette, la mia prima poesia. Sono seguiti anni in cui ho scritto cumuli e cumuli di ci\u00f2 che con imbarazzo potrebbe essere definito \u201cimmaturo\u201d, e spesso poesie ingenue. Comunque sento che in esse c&#8217;erano un senso di innocenza, idealismo, seriet\u00e0 e onest\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_15877\" aria-describedby=\"caption-attachment-15877\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-photo-by-Anshul-Uniyal-2.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-15877\" src=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-photo-by-Anshul-Uniyal-2-300x158.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-photo-by-Anshul-Uniyal-2-300x158.png 300w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-photo-by-Anshul-Uniyal-2-1024x538.png 1024w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-photo-by-Anshul-Uniyal-2-768x404.png 768w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-photo-by-Anshul-Uniyal-2-696x366.png 696w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-photo-by-Anshul-Uniyal-2.png 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15877\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Anshul Uniyal<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi, il tuo primo libro o esordio poetico \u00e8 stato&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio primo libro &#8220;non ufficiale&#8221;, <em>Leaning Against the Lamp-Post<\/em>, era una raccolta di poesie scritte tra il 1978 e il 1982. Nel 1983, facendo affidamento sul mio crescente entusiasmo, ho raccolto il coraggio, ho scelto una cinquantina di poesie fra quelle, molte di pi\u00f9, che avevo composto fino ad allora e, con l&#8217;aiuto di una piccola somma che mio nonno mi aveva regalato per il diploma, le ho portate presso una stamperia locale. Furono ciclostilate usando una di quelle macchine ormai in disuso, disordinate, gigantesche (la fotocopia era ancora piuttosto costosa) e cucite a mano in legatoria da un anziano che, fino ad allora, aveva rilegato solo manuali di legge e resoconti commerciali con la solita copertina rossa in stoffa e la costola in pelle con i titoli stampati in lettere dorate. Era la prima volta che rilegava una raccolta di poesie, e lo fece con grande attenzione e con la cura di un raffinato artigiano. Lui stesso era un poeta, scriveva e recitava in urdu. Parlava correntemente anche il bengalese (la mia lingua madre), avendo trascorso i suoi primi anni di vita in quello che oggi \u00e8 conosciuto come Bangladesh. Forse era di buon augurio che le mie prime poesie fossero benedette dal tocco tattile di un vero poeta. Sarebbe giusto dire che mio nonno, grazie al suo contributo, lo ha trasformato nel mio primo editore. \u00c8 proprio cos\u00ec: quella raccolta di poesie, in tiratura limitata e assemblata a mano, sarebbe diventata il mio primo libro di versi &#8220;non ufficiale&#8221;. <br \/>\nComunque il mio primo libro &#8220;ufficiale&#8221;, <em>The Lunar Visitations<\/em>, \u00e8 uscito a New York nel 1990. \u00c8 stato il risultato della vittoria in un concorso di poesia americana, dove erano previsti un premio in denaro e la pubblicazione del manoscritto in volume. Non posso credere che siano gi\u00e0 passati trent&#8217;anni!<\/p>\n<figure id=\"attachment_15878\" aria-describedby=\"caption-attachment-15878\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal2.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-15878\" src=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal2-300x159.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal2-300x159.png 300w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal2-1024x544.png 1024w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal2-768x408.png 768w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal2-1536x816.png 1536w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal2-2048x1088.png 2048w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal2-696x370.png 696w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15878\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Anshul Uniyal<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8 il tuo strumento preferito per scrivere: un programma come Microsoft Word, Google Docs, eccetera? Oppure carta e penna?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;inizio scrivo a mano. Le prime bozze sono fissate con una matita o una penna stilografica. La tattilit\u00e0 della mina di grafite di una matita o il graffio grezzo del pennino d&#8217;oro di una penna stilografica sulla carta sono magici: fanno parte del piacere dell&#8217;atto stesso di scrivere. So che si tratta di uno strumento piuttosto antiquato, ma per fortuna \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nSolo dopo aver scritto a mano diverse bozze, riporto il testo su un computer. Seguono numerosi cicli di revisione e aggiustamento. Detto questo, ci sono state occasioni in cui ho scritto direttamente sul computer, ma piuttosto rare. In definitiva non ci sono regole rigide e ferree \u2014 se l&#8217;ispirazione mi colpisce e non ho i miei strumenti preferiti, cio\u00e8 una matita o una penna stilografica e un foglio di carta bianca \u2014 allora scrivo su tutto ci\u00f2 che ho a disposizione al momento, anche sulla mia stessa pelle.<\/p>\n<figure id=\"attachment_15879\" aria-describedby=\"caption-attachment-15879\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal4.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-15879\" src=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal4-300x158.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal4-300x158.png 300w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal4-1024x538.png 1024w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal4-768x404.png 768w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal4-1536x807.png 1536w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal4-2048x1076.png 2048w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Photo-by-Anshul-Uniyal4-696x366.png 696w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15879\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Anshul Uniyal<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come procedi per editare i tuoi scritti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tendo a seguire un rigido regime di editing \u2014 bozza dopo bozza dopo bozza. Non voglio ridondanze o eccessi nella versione finale delle mie poesie. Mi piace che siano snelle e muscolose, flessuose e liriche, intelligenti ed eleganti \u2014 architettonicamente solide e ben costruite. E, per questo, devi farle passare attraverso un rigoroso esercizio intellettuale e infinite ore di sudore \u2014 metaforicamente parlando. <br \/>\nL&#8217;architettura di una poesia \u00e8 molto importante per me, anche a causa del mio interesse intrinseco per l&#8217;architettura stessa. Durante i miei periodi di apprendistato scrivevo usando deliberatamente rigorose strutture tradizionali, metriche, formali e schemi di rime. Ovviamente ho anche scritto in versi liberi, ma a causa della mia predilezione per il verso formale \u00e8 probabile trovare un <em>pantoum<\/em> accanto a un poema acrostico, un <em>triolet<\/em> giustapposto a un <em>ghazal<\/em>, prose liriche e poesia in prosa, frammenti come quelli di Saffo, <em>pastiche<\/em> a mosaico, ecfrasi, sonetti, <em>rubai<\/em>, canzonieri, salmi, resoconti, rap, reggae, influenze creole, canti, tritine, sestine, ottave, rime reali e variazioni sulla struttura <em>waka<\/em>: haiku, tanka, katauta, choka, bussokusekika, sedoka. <br \/>\nMan mano che sono diventato pi\u00f9 esperto e competente, ho iniziato a innovare e sperimentare, a creare e inventare nuove forme e strutture poetiche. Credo anche che una poesia non debba essere solo linguisticamente impegnativa, ma anche che il modo in cui appare visivamente sia un fattore importante. Per me, l&#8217;aspetto tipografico e la struttura di una poesia sono vitali quanto lo spirito interiore e il contenuto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_15870\" aria-describedby=\"caption-attachment-15870\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-Language-Lingua-Anshul-Uniyal.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-15870\" src=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-Language-Lingua-Anshul-Uniyal-300x158.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-Language-Lingua-Anshul-Uniyal-300x158.png 300w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-Language-Lingua-Anshul-Uniyal-768x404.png 768w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-Language-Lingua-Anshul-Uniyal-696x366.png 696w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-Language-Lingua-Anshul-Uniyal.png 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15870\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Anshul Uniyal<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Com\u2019\u00e8 il tuo rapporto, la tua relazione (<em>shomporko<\/em> in bengalese) con la rima?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia relazione con il bengalese \u00e8 come quella con il cordone ombelicale per un neonato. I miei genitori erano bengalesi e sono cresciuto in una famiglia che parlava Bangla in un quartiere bengalese di Nuova Delhi. L&#8217;hindi e l&#8217;inglese erano le mie altre lingue madri. Quindi la tradizione culturale, storica, linguistica e letteraria della lingua bengalese ha avuto un effetto molto importante sulla mia cadenza poetica, sulla trama, sul ritmo e sulle prime costruzioni in rima. Un ottimo esempio al riguardo \u00e8 la mia poesia \u201cDurga Puja\u201d [ripubblicato successivamente nel quotidiano <em>The Dhaka Tribune<\/em> come parte di una sequenza pi\u00f9 ampia, \u201cDurga Sextet\u201d]: <br \/>\n&lt;<a href=\"https:\/\/www.dhakatribune.com\/magazine\/arts-letters\/2018\/10\/11\/durga-sextet?fbclid=IwAR0BaatHgFB0zobWefUnS9fg72-hO5HusBUHeVIGXAAm8KhZgX1XzKcMcUo\">https:\/\/www.dhakatribune.com\/magazine\/arts-letters\/2018\/10\/11\/durga-sextet?fbclid=IwAR0BaatHgFB0zobWefUnS9fg72-hO5HusBUHeVIGXAAm8KhZgX1XzKcMcUo<\/a>&gt; .<br \/>\nDurante il periodo che precede le celebrazioni della <em>puja<\/em>, le preghiere vengono cantate da <em>Chandipaath<\/em>. Nella poesia &#8220;Durga Puja&#8221; cerco di riprodurre il suo languido ritmo baritonale e la sua cadenza simile a una canzone, cos\u00ec come la sua struttura a distici lunghi.<br \/>\nNella poesia \u201cNew York Times\u201d &lt;<a href=\"https:\/\/www.amazon.com\/New-York-Times-Sudeep-Sen\/dp\/0907326250\">https:\/\/www.amazon.com\/New-York-Times-Sudeep-Sen\/dp\/0907326250<\/a>&gt;, ho inventato uno schema di rime del tipo <em>abxba cdxdc efxfe<\/em> e cos\u00ec via: il verso di mezzo, quello indicato con la &#8216;x&#8217;, infatti \u00e8 speculare nel riflettere il primo e il secondo verso sul quarto e sul quinto di ogni stanza. L&#8217;altro motivo per cui ho usato il formato della strofa di cinque versi in questa poesia \u00e8 perch\u00e9 la citt\u00e0 di New York ha cinque distretti: Manhattan, Queens, Brooklyn, Bronx, e Staten Island. Un ulteriore aspetto particolare del componimento \u00e8 che se si ruota la poesia di novanta gradi sull&#8217;asse centrale, il profilo cos\u00ec ottenuto richiama la forma dell&#8217;isola di Manhattan e il suo riflesso sulle acque circostanti. <br \/>\nUn\u2019altra poesia, il romanzo in versi <em>Mount Vesuvius in Eight Frames<\/em> &lt;<a href=\"https:\/\/www.peepaltreepress.com\/books\/mount-vesuvius-eight-frames\">https:\/\/www.peepaltreepress.com\/books\/mount-vesuvius-eight-frames<\/a>&gt; (poi trasmessa in podcast su BBC Radio e presentata in anteprima a Londra come spettacolo teatrale da Border Crossings per la regia di Michael Walling) \u00e8 basata su una serie di otto incisioni di un artista britannico, Peter Standen. L&#8217;intero poema \u00e8 poggiato su distici in rima che riflettono la presenza di due personaggi principali: uomo \/ donna, amante \/ altro, vita \/ morte e le altre dualit\u00e0 fondamentali. Ma non hanno l&#8217;aspetto di rime esplicite (come i traslucidi <em>refrain<\/em> corali nella poesia): sono rime avvolgenti contrapposte ad altre tronche. Le quattro stanze in ciascuna sezione riflettono le quattro stagioni, i quattro lati di una cornice, i quattro angoli di uno spazio visivo. Utilizzo anche il rientro di linea alternato per ogni distico e strofa con l&#8217;idea che l&#8217;intera poesia funzioni su un principio ciclico. Quindi, se unisci tutte le stanze insieme usando il margine giustificato a sinistra come piano di riferimento, in realt\u00e0 riproducono perfettamente un&#8217;articolazione a coda di rondine.<br \/>\nLa poesia \u201cSingle Malt\u201d (pubblicata in <em>Wasafiri<\/em>, UK) &lt;<a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/abs\/10.1080\/02690059708589569\">https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/abs\/10.1080\/02690059708589569<\/a>&gt; grammaticalmente \u00e8 un unico verso, senza punti, che imita il modo in cui il whisky, versato delicatamente in un bicchiere di cristallo, ne accarezza i lati e, in seguito, la tavolozza della lingua; da qui la sottile verticalit\u00e0 della struttura di questa poesia.<br \/>\nUn altro esempio \u00e8 la poesia \u201cBharatanatyam Dancer\u201d (si pu\u00f2 leggere su \u2018The Poetry Foundation\u2019, USA): &lt;<a href=\"https:\/\/www.poetryfoundation.org\/poems\/57549\/bharatanatyam-dancer\">https:\/\/www.poetryfoundation.org\/poems\/57549\/bharatanatyam-dancer<\/a>&gt;. In questa poesia, potrebbe essere interessante, per i lettori appassionati della forma, notare che lo schema delle rime di fine verso \u2014 <em>abacca&#8230; dbdeed&#8230; fbfggf<\/em>&#8230; \u2014 disegna e riflette il ritmo e il fraseggio della danza classica reale \u2014 <em>ta dhin ta thaye thaye ta<\/em>. Inoltre, le rientranze del margine sinistro corrispondono allo stesso schema formale. <br \/>\nC&#8217;\u00e8 inoltre il mio romanzo in versi <em>Distracted Geography: An Archipelago of Intent<\/em> (pubblicata da Peepal Tree (UK) e da Wings Press (USA): &lt;<a href=\"https:\/\/www.peepaltreepress.com\/books\/reviews\/distracted-geographies-archipelago-intent\">https:\/\/www.peepaltreepress.com\/books\/reviews\/distracted-geographies-archipelago-intent<\/a>&gt;. \u00c8 una lunga poesia di oltre 206 pagine. La struttura allungata e rada del poema richiama in parte la forza e la solidit\u00e0 delle vertebre e della spina dorsale umane, proprio come le Odi di Neruda che riflettono la forma lunga e sottile del Cile. Le sezioni e le sottosezioni si uniscono come giunzioni tra osso e osso. I titoli sono segnali semitrasparenti o pause del respiro, non separatori. I brevi distici fanno eco alle impronte a doppio passo, un percorso tracciato sull&#8217;atlante. Le 12 sezioni corrispondono alle 12 costole in una gabbia toracica umana, ai 12 mesi in un anno, ai due cicli di 12 ore ciascuno in un giorno. Ci sono 26 ossa nella colonna vertebrale dell&#8217;uomo, e le 26 parti del poema si assemblano lentamente formando un&#8217;impalcatura di versi collegati appena. Le 206 pagine di questo libro corrispondono al numero esatto di ossa in un corpo umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Puoi chiarire il tuo impegno con le forme in evoluzione nella poesia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Propongo continue innovazioni con forma e struttura. Questo mi ha permesso di inventare e introdurre nuove forme (e strutture) nella tradizione poetica inglese laddove prima non esistevano. Anche se la voce e la tecnica sono in un costante stato di flusso e crescita, c&#8217;\u00e8 sempre un timbro personale identificabile. \u00c8 stato molto gratificante proporre contributi originali in questo campo letterario. Spero di poter continuare a farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Hai un poeta di cui stai cercando di emulare la voce o lo stile quando scrivi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, proprio nessuno, anche se ammiro molti poeti, dai classici ai contemporanei. Ma, se dovessi stilare una classifica delle mie prime tre preferenze, al primo posto vi sarebbe il &#8220;Dio&#8221; della poesia, quella musa meravigliosamente indefinibile. Poi verrebbe il poeta Milton \u2014 come non ammirare un uomo che ha impiegato 16 libri per scrivere un unico poema epico, <em>Paradise Lost &amp; Paradise Regained<\/em>. E infine ci sarebbe uno dei miei mentori, il premio Nobel per la letteratura nel 1992 Derek Walcott: i suoi lavori <em>Omeros<\/em> e <em>Tiepolo&#8217;s Hound<\/em> (entrambi poemi epici moderni) sono tra i miei preferiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Leggi dei libri sul processo creativo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pi\u00f9. Nei miei inizi come studente, specialmente durante il periodo trascorso negli Stati Uniti a studiare inglese e scrittura creativa nelle universit\u00e0, molti dei miei professori mi hanno introdotto a libri che insegnavano l&#8217;arte e il mestiere di scrivere. Al tempo mi erano utili, in quanto dovevo prendere confidenza con gli aspetti tecnici della forma e della struttura \u2014 qualcosa che mi interessava profondamente, allora come adesso. Ma, dopo anni di apprendistato, non leggo pi\u00f9 libri sul processo creativo. <br \/>\nPi\u00f9 scrivi e acquisisci esperienza, pi\u00f9 interiorizzato diventa il processo di scrittura. Ci\u00f2 riguarda sia l&#8217;arte, sia l&#8217;uso delle varie possibilit\u00e0 formali che la costellazione della poesia racchiude in s\u00e9: l&#8217;intero processo \u00e8 sia centripeto che centrifugo, organico e in continua evoluzione, si spera nella giusta direzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ti piace vedere le tue poesie tradotte nelle lingue regionali indiane?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, \u00e8 sempre una gioia vederle danzare sulla bocca di un altro e prendere vita in altre lingue. Anch&#8217;io sono un traduttore, come sai, quindi \u00e8 qualcosa cui tengo molto. Molte delle mie poesie \u2014 una ad una, o intere raccolte \u2014 sono state tradotte in diverse lingue indiane come bengalese, hindi, urdu, punjabi, marathi, malayalam, tamil, telugu, oriya e altre. \u00c8 meraviglioso che la gente del mio Paese, in diverse parti dell&#8217;India, possa accedere alla mia poesia inglese nelle lingue locali.<br \/>\n\u00c8 anche un&#8217;emozione che il pubblico internazionale possa entrare nel mondo della mia scrittura letteraria attraverso traduzioni in lingue come francese, tedesco, italiano, spagnolo, galiziano, turco, ungherese, svedese, norvegese, rumeno, croato, serbo, macedone, arabo, persiano, coreano, cinese, malese e molte altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Condiveresti con coloro che leggono questa intervista i tuoi pensieri sulla necessit\u00e0 della poesia durante questi tempi difficili della pandemia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura ha sempre ispirato scrittori e artisti. Nemmeno io sono stato insensibile a questa attrazione. Tuttavia ho notato che, con il passare del tempo, la celebrazione della natura nella mia poesia e nella mia prosa \u00e8 stata mitigata da avvertimenti su ci\u00f2 che l&#8217;attuale cambiamento irreversibile del clima significa per la Terra.<br \/>\nLe mie poesie, ad esempio, si soffermano spesso sul tema dell&#8217;eccesso. Avendo vissuto a Delhi per la maggior parte della mia vita e avendo affrontato il suo clima prevalentemente caldo per decenni, ho spesso scritto su aspetti del &#8220;caldo&#8221;. Il calore infastidisce, respinge, ispira ed esaspera:<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Heat outside is like filigreed sand on my skin \u2014 <br \/>\nswift, sharp, pointed, deceptive, furnace hot.<br \/>\n(da \u2018Heat Sand\u2019)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;inizio degli anni Duemila, tuttavia, ho vissuto in Bangladesh per alcuni anni. Dopo aver abitato per un quinquennio nella regione dei &#8220;due Bengala&#8221; \u2014 Bengala occidentale in India e Bangladesh \u2014 ho pubblicato un libro intitolato <em>Monsoon<\/em> che \u00e8 stato successivamente ripubblicato come <em>Rain<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">It is bone-dry \u2014 I pray for any moisture that might fall from the emaciated skies \u2014 \/\/ There is a cloud, just a solitary cloud wafting perilously \u2014 \/\/ But it is too far in the distance for any real hope \u2014 for rain. <br \/>\n(\u2018Drought, Cloud\u2019, <em>Rain<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro <em>Rain<\/em> riflette e medita sui diversi stati d&#8217;animo e sugli effetti della pioggia: passione e politica, bellezza e furia, speranza e disperazione, capacit\u00e0 di &#8220;soffocare e suscitare&#8221;. In un certo senso era un libro sulle espressioni del cambiamento climatico, anche se confesso di non averlo pianificato, almeno non consapevolmente. <br \/>\nDurante i primi giorni di <em>lockdown<\/em> a causa del Covid-19, le cose stavano cambiando cos\u00ec velocemente intorno a noi da influenzare profondamente la nostra societ\u00e0: il gioco della politica, il modo in cui le persone pensavano e reagivano, il nuovo approccio del \u2018working from home\u2019 \u2014 lavoro da casa \u2014 per i privilegiati e la mancanza di lavoro per i diseredati, le immagini raccapriccianti di migranti che camminano per centinaia di chilometri in un tempo inclemente spazzato dalla fame e dal dolore, dalla quarantena, dal virus \u2014 tutto questo non pu\u00f2 non avere effetto anche sulla psiche. A peggiorare le cose, la pandemia \u00e8 stata accompagnata da inondazioni, attacchi di locuste, terremoti e altre catastrofi. <br \/>\nAllo stesso tempo, con il Paese bloccato e nessun trasporto permesso per le strade, con uffici e industrie chiusi, Delhi ha iniziato a mostrare segni di rigenerazione. \u00c8 stato straordinario quanto velocemente abbiamo visto i segni della natura che guariva da sola: aria pulita, cieli azzurri durante il giorno e stellati di notte, i panorami all&#8217;alba e al tramonto ogni giorno assolutamente spettacolari, e la costante euforia del silenzio. Fuori dalla mia finestra i passeri, le api e le farfalle erano tornati \u2014 e per un po&#8217; mi \u00e8 sembrata la Delhi dei tempi passati, quella in cui ero cresciuto negli anni Settanta e Ottanta. In quel periodo passavo due o tre ore la sera sulla mia terrazza \u2014 leggendo, camminando, guardando, chiamando i vicini, ascoltando gli uccelli, &#8220;origliando le stelle&#8221; e fotografando gli orizzonti. Ho iniziato a fissare i cieli esattamente dallo stesso punto di vista sulla mia terrazza giorno dopo giorno, e la selezione di fotografie in questo libro vi dar\u00e0 un&#8217;idea della variegata vivacit\u00e0 della tela in continua evoluzione.<br \/>\nIn mezzo a tutto il clamore della retorica pubblica e dell&#8217;angoscia diffusa, questo libro \u00e8 una tranquilla offerta artistica. \u00c8 una testimonianza dei nostri tempi caotici in cui un frastuono politico fascista prevale sul silenzio dell&#8217;introspezione, dove le devastazioni del cambiamento climatico sfregiano l&#8217;umanit\u00e0, dove la distanza tra ricchi e poveri diventa sempre pi\u00f9 ampia, dove il razzismo raggiunge il suo massimo livello, dove l&#8217;astio tra le persone prolifera e le fake news abbondano.<br \/>\nIn <em>Anthropocene: Climate Change, Contagion, Consolation<\/em>, il nuovo libro che ho scritto quest&#8217;anno durante la pandemia \u2014 attraverserete la vasta (e mia personale) lotta contro l&#8217;inquinamento e le comorbilit\u00e0, le brusche salite della pressione atmosferica e suoi crolli, le insolite ondate di calore, la pioggia fuori stagione e la grandine, l&#8217;innalzamento degli oceani che inghiotte le coste di tutto il mondo, le inondazioni, i cicloni, la devastazione, le malattie fisiche e psicologiche.<br \/>\nAnche nei luoghi pi\u00f9 spettacolari si pu\u00f2 intravvedere la &#8220;terribile bellezza&#8221; che essi racchiudono. Sappiamo che i tramonti hanno un odore diverso e pi\u00f9 forte a causa dell&#8217;inquinamento atmosferico, e che alcuni campioni geologici sono sorprendenti a causa delle impurit\u00e0 che contengono. Ad &#8220;Akrotiri&#8221;, sull&#8217;isola vulcanica greca di Santorini, vediamo:<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">sand-soil compacted mineral<br \/>\npaintings \u2014 rainbow reserved normally for the skies.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diverse tecniche e forme letterarie sono state utilizzate per mostrare il passaggio del nostro mondo dall&#8217;utopia alla distopia, cos\u00ec si paleseranno versi formali e liberi, poesie in prosa, prose frammentate, flash e microfiction e altro ancora.<br \/>\n\u201cOvunque vada, scopro che un poeta \u00e8 stato l\u00ec prima di me\u201d, aveva osservato una volta Sigmund Freud.<br \/>\n<em>Anthropocene: Climate Change, Contagion, Consolation<\/em>, mentre tratta gli argomenti pi\u00f9 urgenti che l&#8217;umanit\u00e0 deve affrontare ora \u2014 il cambiamento climatico e la pandemia \u2014 \u00e8 in definitiva una preghiera per la positivit\u00e0 e la speranza. \u00c8 di nuovo tempo di rallentare, consumare meno, amare in modo pi\u00f9 altruista e ricco di affetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Hope, heed, heal \u2014 our song, in present tense.<br \/>\n(from \u2018Love in the Time of Corona\u2019)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-cover-new-book.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-15880 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-cover-new-book-214x300.png\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-cover-new-book-214x300.png 214w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-cover-new-book-729x1024.png 729w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-cover-new-book-768x1079.png 768w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-cover-new-book-696x978.png 696w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Sudeep-Sen-cover-new-book.png 800w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a>*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>KEY POETRY LINKS:<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.poetryfoundation.org\/poets\/sudeep-sen\">https:\/\/www.poetryfoundation.org\/poets\/sudeep-sen<\/a> [Poetry Foundation, Chicago, USA]\n<a href=\"https:\/\/www.poetryinternational.org\/pi\/poet\/14009\/Sudeep-Sen\">https:\/\/www.poetryinternational.org\/pi\/poet\/14009\/Sudeep-Sen<\/a> [Poetry International, Rotterdam, Holland]\n<a href=\"https:\/\/literature.britishcouncil.org\/writer\/sudeep-sen\">https:\/\/literature.britishcouncil.org\/writer\/sudeep-sen<\/a> [British Council, London, UK]\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tIAigwTR1JI\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tIAigwTR1JI<\/a> [Jaipur Literature Festival \/ video live reading]\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/MrSudeepSen\">https:\/\/www.youtube.com\/user\/MrSudeepSen<\/a> [YouTube for three poetry films]\n<a href=\"https:\/\/www.poetryinternational.org\/pi\/poem\/14057\/auto\/0\/0\/Sudeep-Sen\/Offering\/en\/tile\">https:\/\/www.poetryinternational.org\/pi\/poem\/14057\/auto\/0\/0\/Sudeep-Sen\/Offering\/en\/tile<\/a> [the poem \u2018Offering\u2019 \/ text &amp; audio]\nhttps:\/\/www.poemhunter.com\/i\/ebooks\/pdf\/sudeep_sen_2012_6.pdf [Poem Hunter: poetry selection]\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>F I L M S on SUDEEP SEN\u2019s Poetry<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SILENCE: a triptych (poetry film \/ 5 mins), based on the work of the internationally acclaimed poet SUDEEP SEN | Director: Ramanjit Kaur, Music: Tanmoy Bose, Cinematography: Anshul Uniyal, Editor: Rajdeep | YouTube Premiere on Nov 22, 2020 | At the Berlin Flash Film Festival (awarded Honourable Mention Citation) + featured official selection at various national &amp; international film &amp; literary festivals.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KkOMcIPZq7M\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KkOMcIPZq7M<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CROSSING THE LINES OF DESIRE (poetry film \/ 12 mins) | based on the work of the internationally acclaimed poet SUDEEP SEN | Director: Davina Lee | Music: Aditya Balani | Starring: Germaine Joseph, Claudia Edward &amp; Natalie la Porte | Assistant Director: Ashline Sankar George | Production Manager: Julianus Felix | Production Assistant: Vicklan George | A DAVINA LEE FILM (12 mins) <br \/>\n<a href=\"https:\/\/youtu.be\/jkTPWESULg4\">https:\/\/youtu.be\/jkTPWESULg4<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PRAYER FLAG \u2013 (poetry\/dance film \/ 6.29 mins) &#8212; is a creative collaboration between Sudeep Sen, Shovana Narayan &amp; Aparna Sanyal. Credits: Poetry, Narration &amp; Title Design: Sudeep Sen; Dance &amp; Choreography: Shovana Narayan; Director: Aparna Sanyal; Camera: Basit Sanyal; Editor: Pooja Iyengar: Producer: Mixed Media Productions<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=sg5N2BSNNDA\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=sg5N2BSNNDA<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il punto di partenza per questa intervista con Sudeep Sen \u00e8 stata la sua poesia &#8220;Lingua&#8221;, che abbiamo scelto per la nostra nuova rubrica su Inkroci &#8220;Two-tongued sea&#8221; (Mare bilingue). &#8220;Language&#8221; \u00e8 una poesia ottimamente composta dal punto di vista architettonico e costruttivo, che Andrea Sirotti ha tradotto brillantemente in italiano. 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