{"id":15315,"date":"2021-03-25T06:00:05","date_gmt":"2021-03-25T05:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=15315"},"modified":"2021-04-21T17:22:16","modified_gmt":"2021-04-21T15:22:16","slug":"la-casa-del-tappeto-giallo-recensione-film","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/recensioni-film\/la-casa-del-tappeto-giallo-recensione-film.html","title":{"rendered":"La casa del tappeto giallo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Carlo Lizzani, uomo di cinema a tutto tondo capace di passare dalla critica storica di una materia alla sua realizzazione, ci manca ormai dal 2013. Restano le sue opere, una fondamentale<em> Storia del cinema italiano<\/em>, i primi film di taglio neorealista, i documentari, gli sceneggiati televisivi ispirati a capolavori letterari (<em>Fontamara<\/em>, <em>Un\u2019isola<\/em>), molti lungometraggi importanti. Il suo primo lavoro nel cinema \u00e8 <em>Il sole sorge ancora<\/em> (1946), da interprete (don Camillo, il prete fucilato) e sceneggiatore; subito dopo, la collaborazione con Rossellini per <em>Germania anno zero<\/em> e il debutto da documentarista (<em>Nel mezzogiorno qualcosa \u00e8 cambiato<\/em>, <em>Modena<\/em>, <em>Togliatti \u00e8 tornato<\/em>). Sceneggiatore prolifico, autore di <em>Riso amaro<\/em>, <em>Il mulino del Po<\/em>, <em>Caccia tragica<\/em>, <em>Non c\u2019\u00e8 pace tra gli ulivi<\/em>, debutta da regista con il neorealista <em>Achtung! Banditi!<\/em>, per rievocare la resistenza. Regista impegnato politicamente, si dedica a un cinema di denuncia dei mali della societ\u00e0 contemporanea (delinquenza, banditismo, prostituzione, terrorismo, violenza giovanile) senza tralasciare l\u2019aspetto spettacolare. Tra i suoi film memorabili: <em>Banditi a Milano<\/em> (1968), <em>Roma bene<\/em> (1971), <em>Torino nera<\/em> (1972), <em>Mussolini ultimo atto<\/em> (1973), <em>San Babila ore 20: un delitto inutile<\/em> (1975), <em>L\u2019addio a Enrico Berlinguer<\/em> (1984), <em>Celluloide<\/em> (1996).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La casa del tappeto giallo<\/em> (1982) potrebbe sembrare un film minore nel contesto di una produzione socialmente impegnata: a prima vista si tratta di un giallo quasi completamente girato all\u2019interno di un appartamento, ispirato a una <em>pi\u00e8ce<\/em> teatrale di Aldo Selleri (<em>Teatro a domicilio<\/em>). Paolo Mereghetti non lo reputa degno di alcuna considerazione, lo tratta con disprezzo intellettuale definendolo <em>soltanto un giallo<\/em>. Molto meglio Morando Morandini, che mette in evidenza una confezione perfetta sia da un punto di vista scenografico che di scrittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In breve la trama, complessa e ricca di colpi di scena. Franca (Romand) \u00e8 tormentata da incubi notturni nei quali rivive il rapporto intimo con il patrigno; il marito Antonio (Mezzogiorno) si \u00e8 reso conto di tutto da tempo, spia i sogni della moglie e per gelosia medita persino di ucciderla. La coppia mette un\u2019inserzione sul giornale per vendere un ingombrante tappeto giallo, regalo del patrigno ed elemento importante di certi sogni erotici. Un sabato mattina il marito deve uscire per un contrattempo; alla porta si presenta uno strano <em>professore<\/em> (Josephson) che \u2013 dopo aver convinto Franca che vuol comprare il tappeto \u2013 mette in scena un inquietante teatro per farle rivivere le sue fantasie erotiche. La donna, in uno scatto d\u2019ira, giunge a uccidere l\u2019uomo con un coltello lasciato incustodito; subito dopo si presenta la moglie dello strano personaggio (Vukotic), che definisce il marito un mitomane, un ex attore decaduto e malato che vaga di casa in casa improvvisando ruoli che nessuno pi\u00f9 gli assegna. Niente \u00e8 come sembra, l\u2019uomo \u00e8 ancora vivo, intriso di sangue si alza e si avvicina a Franca, che sviene per il terrore. La scena cambia. Vediamo il marito rientrare a casa e cercare di convincere la moglie che si \u00e8 trattato di un incubo, niente \u00e8 accaduto di quel che sta immaginando, si tratta solo di fantasie. Un ulteriore colpo di scena fa capire come sia stato Antonio a organizzare tutto, chiedendo aiuto a due psichiatri sperimentali per far rivivere gli incubi alla moglie e liberarla da un\u2019insana passione. Non \u00e8 ancora finita: lo strano personaggio \u00e8 davvero un ex attore uxoricida, e la compagna psichiatra ne ha ottenuto la tutela dopo un periodo passato in manicomio criminale. Il piano \u00e8 stato architettato con una variabile finale, una pillola, consegnata ad Antonio in caso di necessit\u00e0, da usare soltanto se la moglie avr\u00e0 nuove crisi, come ultimo atto della commedia. La pillola, in realt\u00e0, \u00e8 un potente veleno che una volta assunto non lascia tracce, solo che a prenderla non sar\u00e0 la donna, ma il marito, rincuorato dal fatto che gli incubi erotici sul patrigno sono terminati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Commedia teatrale e psicologica, claustrofobica, sceneggiata alla perfezione, un colpo di scena dopo l\u2019altro: a tratti sembra di assistere a una <em>pi\u00e8ce<\/em> di Ionesco o di Beckett, ma siamo pur sempre nella struttura di un giallo. Una spruzzata di Antonioni sull\u2019incomunicabilit\u00e0 del mondo maschile e femminile, soprattutto l\u2019utilizzo del <em>genere<\/em>, come abitudine di Lizzani, per fare spettacolo e al tempo stesso dire altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Regia perfetta, uso del piano sequenza nelle scene iniziali e finali, molte soggettive, primi piani, inquadrature originali e insolite, soprattutto nel convulso finale. Musica intensa di Stelvio Cipriani, da cinema thriller, per contribuire al crescendo enigmatico di tensione. Fotografia cupa di una Roma periferica che si intravede con i suoi condomini popolari nelle prime sequenze e alla fine del film, come in un romanzo circolare, <em>proustiano<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/La-casa-del-tappeto-giallo-eng.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-15321\" src=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/La-casa-del-tappeto-giallo-eng-162x300.jpg\" alt=\"\" width=\"162\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/La-casa-del-tappeto-giallo-eng-162x300.jpg 162w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/La-casa-del-tappeto-giallo-eng-552x1024.jpg 552w, https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/La-casa-del-tappeto-giallo-eng.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 162px) 100vw, 162px\" \/><\/a>Tutto si svolge all\u2019interno di un appartamento, dove il protagonista sembra proprio un ingombrante tappeto giallo con tutti i segreti erotici che contiene. La trama \u00e8 messa in scena da quattro ottimi attori. Erland Josephson (doppiato da Renato Mori) \u00e8 un grande interprete svedese che ha lavorato con Bergman e Tarkovskij, perfetto con il suo sguardo allucinato come inquietante <em>professore<\/em>, finto psichiatra ed ex attore uxoricida. Milena Vukotic \u00e8 teatrale al punto giusto, prima nel ruolo di moglie, poi come compita psichiatra, infine perversa complice di un folle individuo. Vittorio Mezzogiorno, scomparso a soli 52 anni, \u00e8 diligente nei panni di un marito geloso e innamorato. La franco-algerina B\u00e9atrice Romand (doppiata da Anna Rita Pasanisi) \u00e8 la pi\u00f9 giovane ma non la meno brava e, anche se non ha lavorato molto nel cinema, si ricorda per alcune opere di \u00c9ric Rohmer (<em>Racconto d\u2019autunno<\/em> -1998 &#8211; \u00e8 il suo ultimo film).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un giallo psicologico, <em>cinema da camera<\/em>, se mi si passa il termine, dove la messa in scena \u00e8 l\u2019elemento fondamentale, cos\u00ec come il rapporto tra realt\u00e0 e finzione. Lizzani mette sul piatto di un thriller ben confezionato la complessit\u00e0 delle relazioni interpersonali, la vita quotidiana di una coppia che abita in un condominio periferico romano, il senso pirandelliano della vita come commedia di maschere, il sogno e l\u2019apparenza che danno il cambio alla concretezza della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un film da rivalutare, da rivedere senza pregiudizi intellettuali, sgombrando il campo dalla ben nota idiosincrasia dei nostri critici pi\u00f9 conformisti nei confronti del cinema di genere.<\/p>\n<hr \/>\n<h6 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px;\"><strong>Regia<\/strong>: Carlo Lizzani. <strong>Soggetto<\/strong>: Aldo Selleri (pi\u00e8ce <em>Teatro a domicilio<\/em>). <strong>Sceneggiatura<\/strong>: Filiberto Bandini, Lucio Battistrada. <strong>Fotografia<\/strong>: Giuliano Giustini. <strong>Montaggio<\/strong>: Angela Cipriani. <strong>Musiche<\/strong>: Stelvio Cipriani. <strong>Edizioni Musicali<\/strong>: Bandem. <strong>Costumi<\/strong>: Pamela Aicardi, Lina Nerli Taviani. <strong>Scenografia<\/strong>: Elena Ricci Poccetto. <strong>Trucco<\/strong>: Silvana Petri. <strong>Direttore di Produzione<\/strong>: Paolo Lucidi. <strong>Aiuto Regista<\/strong>: Maria Teresa Elena, Fabrizio Giordani. <strong>Operatore alla Macchina<\/strong>: Giancarlo Martella. <strong>Fonico<\/strong>: Carlo Palmieri. <strong>Fotografo di Scena<\/strong>: Guglielmo Coluzzi. <strong>Produttore<\/strong>: Filiberto Bndini. <strong>Casa di Produzione<\/strong>: R.P.A. Cinematografia, Rai &#8211; Radio Televisione Italiana. <strong>Distribuzione<\/strong>: Gaumont Italia. <strong>Sviluppo e Stampa<\/strong>: Telecolor. <strong>Titoli, effetti ottici<\/strong>: Moviecam 2000. <strong>Mixage<\/strong>: Danilo Moroni. <strong>Doppiaggio<\/strong>: CDC. <strong>Genere<\/strong>: giallo, drammatico. <strong>Teatri di Posa<\/strong>: Rpa &#8211; Elios. <strong>Interpreti<\/strong>: Erland Josephson (Il professore), B\u00e9atrice Romand (Franca), Vittorio Mezzogiorno (Antonio), Milena Vukotic (la psichiatra).<\/span><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Lizzani, uomo di cinema a tutto tondo capace di passare dalla critica storica di una materia alla sua realizzazione, ci manca ormai dal 2013. Restano le sue opere, una fondamentale Storia del cinema italiano, i primi film di taglio neorealista, i documentari, gli sceneggiati televisivi ispirati a capolavori letterari (Fontamara, Un\u2019isola), molti lungometraggi importanti. 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