{"id":15221,"date":"2021-03-07T06:00:27","date_gmt":"2021-03-07T05:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=15221"},"modified":"2021-04-08T06:26:59","modified_gmt":"2021-04-08T04:26:59","slug":"emil-m-cioran-un-apolide-metafisico-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/attenti-al-libro-recensione-libri\/emil-m-cioran-un-apolide-metafisico-recensione.html","title":{"rendered":"Emil M. Cioran \u2013 Un apolide metafisico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Scrivere su Cioran implica in qualche modo gi\u00e0 tradire il suo pensiero. Quando colui che non ambiva ad avere discepoli seppe di essere oggetto di tesi di laurea, ebbe a sorriderne amaramente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per poter percorre i tortuosi e ripidi sentieri del pensiero che appartengono a questo eremita sfuggente, a questo apolide metafisico e politico (nato in Romania, Cioran si traferir\u00e0 in Francia nel 1937, venendo rinnegato in patria, per rimanervi tutta la vita senza chiederne la cittadinanza), \u00e8 indubbiamente utile leggere con pazienza questo volumetto, che raccoglie alcune sue interviste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in questo testo, non scritto ma \u201cparlato\u201d, che Cioran ci appare infine nei suoi tratti di uomo il cui corpo \u00e8 piegato dal tempo \u2013 quel tempo dal quale la sua coscienza in realt\u00e0 era caduta irrimediabilmente \u2013 e non pi\u00f9 in quelli di asceta della modernit\u00e0 dal linguaggio corrosivo: egli non smussa e non rinuncia alla sua acuminata lucidit\u00e0, ma si presenta in una veste inedita per i lettori dei suoi scritti. \u00c8 infatti invecchiato, ormai stanco di scrivere e di \u00abinveire contro Dio e contro [se] stesso\u00bb, e si limita a rispondere e talvolta a incalzare con repliche non richieste gli intervistatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conversazioni vanno dal 1970 al 1994 (dai 59 anni dell\u2019autore all\u2019anno precedente la sua morte) e, proprio a fronte della forma dialogica, Cioran ci appare diverso, lontano da quell\u2019\u00abarte monologica\u00bb di nietzschiana memoria che caratterizza le sue opere propriamente intese. Nelle interviste egli ha modo di ripercorrere le grandi tematiche che sin dagli esordi ne hanno ossessionato il pensiero, come la morte, il destino, la rinuncia e la Storia, di perdersi in curiosi e interessantissimi aneddoti sulla sua vita e di commentare con caustiche analisi la societ\u00e0 e gli eventi a lui contemporanei. \u00c8 cos\u00ec che ne riscopriamo il passato pi\u00f9 intimo, l\u2019infanzia trascorsa tra le montagne della Transilvania agli albori della Prima Guerra Mondiale, la giovinezza lacerata dall\u2019insonnia, gli incontri e gli scontri con amici e intellettuali a lui coevi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 vero che ogni libro deve lasciare una ferita, queste conversazioni si presentano come il primo colpo di lama per il lettore che si appresta per la prima volta alla lettura di Cioran, mentre per chi \u00e8 gi\u00e0 avvezzo al suo pensiero asistematico risulter\u00e0 una lente di ingrandimento su quella ferita vivente e unica che egli ha rappresentato nel panorama culturale del secolo scorso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrivere su Cioran implica in qualche modo gi\u00e0 tradire il suo pensiero. 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