{"id":14407,"date":"2021-06-11T06:00:37","date_gmt":"2021-06-11T04:00:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/?p=14407"},"modified":"2021-06-18T16:18:05","modified_gmt":"2021-06-18T14:18:05","slug":"talking-heads-remain-light-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/recensioni-film-recensioni-libri-recensioni-musica-recensioni-fumetti-graphic-novel\/formidabili-quei-dischi\/talking-heads-remain-light-recensione.html","title":{"rendered":"Talking Heads &#8211; Remain in Light"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Entrati nel mondo musicale con tre album prodotti in veloce serie uno dopo l\u2019altro, accolti favorevolmente da critica e pubblico, per i Talking Heads la scelta migliore poteva essere la continuazione del loro sound innovativo e sorprendente, supportato anche dall\u2019inconfondibile voce di <strong>David Byrne<\/strong>; invece il gruppo decise di virare sulla fusione di poliritmie africane, funk ed elettronica, lasciando poco spazio al pop-rock degli esordi, anch\u2019esso velato di ritmi africani ma non in maniera significativa. Probabilmente fu un rischio ma <em>Remain in Light<\/em>, sapientemente guidato nella produzione da <strong>Brian Eno<\/strong> (gi\u00e0 alla sua terza collaborazione con Byrne &amp; Co), risulta un capolavoro, una pietra miliare della <em>new wave<\/em> e un disco di assoluta qualit\u00e0, giudicato opera \u201cdefinitiva\u201d della loro musica d\u2019avanguardia, considerata tale fin dagli esordi di <em>Talking Heads:77. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basato tutto sul concetto di ritmo e di sperimentazione sonora (Brian Eno docet), le percussioni ripetute e ossessive, la velocit\u00e0 dei brani e la fusione di differenti generi musicali fanno di questo disco un incredibile mix di sensazioni di movimento e di riflessione sui testi, anch\u2019essi ricercati e legati alla cultura africana. Come ebbe a dire un critico musicale del tempo, <em>Remain in Light<\/em> \u00e8 un disco che fa <em>ballare e pensare, pensare e ballare<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il meraviglioso incipit dell\u2019album, <em>Born Under Punches (The Heat Goes On)<\/em>, ci porta subito in una caotica dimensione di suoni, ritmi e variazioni funky che stordisce: non capiamo bene che cosa stia succedendo, ma lo troviamo irresistibile. Le successive <em>Crosseyed and Painless <\/em>e<em> The Great Curve<\/em> proseguono con le sorprendenti sonorit\u00e0 e l\u2019ossessiva base ritmica, aggiungendo, soprattutto nell\u2019ultima, sovrapposizioni vocali d\u2019impeccabile fattura.<br \/>\nIl lato B si apre con quelli che sono stati i singoli distribuiti all\u2019uscita. Pur restando fedele al motivo trainante dell\u2019album &#8211; il ritmo e le fusioni musicali -, si percepisce un ritorno al pi\u00f9 composto pop-rock dei precedenti lavori, con variazioni meno incisive all\u2019interno dei brani, ma presenti tra l\u2019uno e l\u2019altro: c\u2019\u00e8 un susseguirsi di funky e pop in <em>Once in a lifetime, <\/em>uno spostamento marcato al reggae in<em> Houses in motion, <\/em>l\u2019elettronica che spicca pi\u00f9 decisamente in <em>Seen and not seen<\/em> e <em>Listening wind<\/em>, fino alla ballata dark finale, <em>The Overload<\/em>, in cui sembra che i Talking Heads si riposino, un sigillo dark dopo averci regalato 40 minuti di pura rivoluzione musicale, a godere di movimento e di ascolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel veloce incidere di ritmi differenti e martellanti, la voce di Byrne si adatta splendidamente a ogni passaggio e cambiamento, unitamente alla sua poliedrica capacit\u00e0 creativa e al suo genio musicale. La riprova di quanto importante e geniale sia stato il suo apporto alla musica degli anni Ottanta, povera di contenuti qualitativi rispetto ad altri periodi, si avr\u00e0 con i suoi successivi lavori solisti e in produzioni con altri artisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 doveroso ricordare che <em>Remain in light<\/em> \u00e8 un disco che si avvale di alcune collaborazioni eccellenti: oltre al gi\u00e0 citato <strong>Brian Eno<\/strong>, spicca la chitarra di <strong>Adrian Belew<\/strong><em>, <\/em>l\u2019<em>enfant prodige <\/em>che ha ridato smalto ai <strong>King Crimson<\/strong> (nel precedente <em>Fear of Music <\/em>i Talking Heads si avvalsero della chitarra dell\u2019altro gigante del gruppo, <strong>Robert Fripp<\/strong><em>); poi <\/em><strong>Nona Hendrix<\/strong> alla voce, <strong>Robert Palmer<\/strong> e <strong>Jos\u00e8 Rossy<\/strong> alle percussioni e <strong>John Hassell<\/strong> ai fiati. Forse \u00e8 anche questo che rende <em>Remain in light<\/em> un fantastico disco ma, se si valuta il computo totale della produzione dei Talking Heads, \u00e8 chiaro che il genio di David Byrne \u00e8 il riferimento principale che fa di quest\u2019album un capolavoro assoluto della musica moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Remain in light<\/em> \u00e8 senza dubbio una pietra miliare della new wave, un album senza tempo, da avere e da ascoltare spesso. E volentieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entrati nel mondo musicale con tre album prodotti in veloce serie uno dopo l\u2019altro, accolti favorevolmente da critica e pubblico, per i Talking Heads la scelta migliore poteva essere la continuazione del loro sound innovativo e sorprendente, supportato anche dall\u2019inconfondibile voce di David Byrne; invece il gruppo decise di virare sulla fusione di poliritmie africane, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1368,"featured_media":14408,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[34],"tags":[10884,10883,10882,10518,11097,10540],"yst_prominent_words":[3855,10536,4167,10533,2403,10453,8145,10452,10450,2533],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14407"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1368"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14407"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14407\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14409,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14407\/revisions\/14409"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14408"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14407"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14407"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14407"},{"taxonomy":"yst_prominent_words","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inkroci.it\/racconti-brevi\/wp-json\/wp\/v2\/yst_prominent_words?post=14407"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}