William McIlvanney – Le carte di Tony Veitch (Il caso Tony Veitch)

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L’umana pietas di William McIlvanney

Le carte di Tony Veitch (nell’edizione Feltrinelli Il caso Tony Veitch*) è il secondo romanzo della trilogia noir che ha come protagonista l’ispettore Laidlaw.  Costante scenario è una Glasgow suburbana, governata da un delicato equilibrio fra forze dell’ordine e criminalità.

Il fatto da cui prende avvio l’indagine è l’omicidio di un barbone che, in fin di vita, invoca proprio il nome dell’ispettore. Lo sguardo dell’autore (e del lettore) segue Laidlaw nella sua personale ossessione a rendere giustizia di questo delitto, nell’idea che ogni vita (come ogni morte) è importante. Il noir diventa così per William McIlvanney l’occasione di ritrarre la società scozzese: nel corso dell’investigazione, infatti, incontriamo una corte dei miracoli variegata e contraddittoria, composta da senzatetto, delinquenti e rampolli della ricca borghesia scozzese. Anche in questo nuovo caso l’ispettore/autore non rinuncia alla naturale empatia che gli fa vedere una persona dietro ogni cadavere, una storia dietro ogni criminale.

Ancora una volta McIlvanney usa il pretesto della detective story per riflettere sull’umanità perché, per usare le sue stesse parole, tutto quello che abbiamo siamo noi e gli altri, e se siamo orfani possiamo solo adottarci a vicenda, e sfidare la mancanza di senso delle nostre vite preoccupandoci gli uni degli altri. È l’unica nobiltà che abbiamo.

Un romanzo che ci fa respirare un’aria scozzese lontana dagli stereotipi, una scrittura raffinata e a tratti suggestiva, un inno laico alla fraternità.

*Da preferire senz’altro l’edizione Tranchida, con la traduzione di Carmine Mezzacappa (ndr).

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