Massimo Vaggi – Sarajevo novantadue

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Il sogno del calcio e il senso della fuga

1992. Milo vive a Sarajevo ed è una giovane promessa del calcio locale. Ha sedici anni e va ancora a scuola, è innamorato di Lana, è amico dello storico professor Zivanovic e ha un padre giornalista Ma il 4 aprile è la guerra. È la fine di un mondo. Non c’è aspetto della quotidianità che ne venga risparmiato. Bisogna nascondersi, difendersi, sopravvivere alle bombe e ai cecchini. Il futuro non esiste più: rimane solo l’assedio. L’unica prospettiva sembra la fuga. Una fuga forse possibile. Ma ha davvero senso fuggire? Ed è indispensabile schierarsi?
Massimo Vaggi, che ha partecipato a una missione in territorio croato e ha incontrato profughi ed ex combattenti, racconta un episodio fondamentale della storia recente, oggi quasi del tutto rimosso dalla coscienza collettiva. E lo fa calandosi completamente nella quotidianità degli assediati, in particolare attraverso lo sguardo di un ragazzino e di un professore che non riesce ad unire il senso del passato (che finisce il girono prima) a quello del presente. Il sogno del calcio, con le sue promesse di gloria e benessere, rappresenta perfettamente la perdita di senso in una guerra fratricida in cui vittime e carnefici vengono lasciati a se stessi, ma anche l’ostinazione di vivere normalmente anche sotto le bombe.

Un romanzo che scuote la colpevole indifferenza verso il più grande conflitto europeo dopo la

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Heiko H. Caimi
Heiko H. Caimi, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, abrigliasciolta e altri. Ha tenuto corsi di scrittura presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci. È tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento. L’ultimo suo lavoro è il romanzo "I predestinati" (Prospero, 2019).