Sandro Veronesi – Il ventre della macchina

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Repetita iuvant?

Il ventre della macchina è la storia di un incontro fatale. Uno di quegli incontri che cambiano la vita alle persone, anche a quelle più restie ad abbandonarsi ai sentimenti. Ma è pure una moderna parabola sulla reificazione dei sentimenti, sull’impossibilità, al giorno d’oggi, di vivere senza proiettare su oggetti inanimati sogni, desideri, ambizioni e – perché no? – speranze. È la favola di una vita vera, di una passione prima intensa, poi sfumata, infine terminata con fatica: «I dolori si dileguano, i pentimenti si confondono, i contorni del ricordo si dissolvono…».

La metafora congegnata da Veronesi è simpatica, e il racconto è condotto tra amarezza e divertimento fino alla fatale conclusione. L’uso di oggetti e atteggiamenti quotidiani facilmente riconoscibili è un espediente per coinvolgere immediatamente il lettore, e in effetti leggiamo la breve opera tutta d’un fiato. Alla fine, però, poco ci viene detto che già non sapessimo. Repetita iuvant, ma a che serve condire di letterarietà il trito e il ritrito?

Un libro che potremmo definire carino, ma che nulla di significativo lascia nelle nostre menti e nei nostri cuori.

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Heiko H. Caimi
Heiko H. Caimi, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, abrigliasciolta e altri. Ha tenuto corsi di scrittura presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci. È tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento. L’ultimo suo lavoro è il romanzo "I predestinati" (Prospero, 2019).

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