Sándor Márai – Le braci

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La saggezza del romanzo

Il racconto di una grande amicizia e il fantasma di una donna vengono alla luce, dopo quarant’anni di oblio, nella narrazione di uno dei due protagonisti. Con un’eleganza letteraria non comune e una prosa fluida e coinvolgente, lo scrittore seduce il lettore in un clima crescente di tensione, guidandolo in una dolorosa rievocazione del passato, in cui la passione è eletta a unico combustibile dell’azione umana. Amore e tradimento, risentimento e vendetta indossano in queste pagine un abito di rara bellezza, facendo brillare, sullo sfondo, il ricordo di un impero, quello austroungarico, ormai inghiottito dalla storia.

Un libro che, come la miglior letteratura, pone domande importanti senza la presunzione di conoscere tutte le risposte. L’unico neo, se vogliamo a tutti i costi trovarne uno, è nel titolo italiano: la traduzione letterale dall’ungherese, Bruciare le candele fino in fondo, renderebbe maggior giustizia alla vicenda narrata.

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Giorgio Olivari
Giorgio Olivari nasce a Brescia nel secolo scorso. È professionista nel campo del disegno industriale da più di trent’anni. Dopo i primi quarant’anni da lettore scopre la scrittura per caso: uno scherzo della vita. La compagna di sempre lo iscrive a un corso di scrittura creativa: forse per gioco, più probabilmente per liberarsi di lui. Una scintilla che, una volta scoccata, non si spegne ma diventa racconto, storie, pensieri; alcuni dei quali pubblicati dai tipi di BESA in "Pretesti Sensibili" (2008). La prima raccolta di racconti brevi, "Futili Emotivi", è pubblicata da Carta & Penna Editore nel 2010. La sua passione per la letteratura lo ha portato a “contagiare” altri lettori coordinando gruppi di lettura: Arcobaleno a Paderno Franciacorta, Chiare Lettere a Nave.

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