Ruth Rendell – Le ipotesi di Wexford

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L’irresistibile Wexford

Wexford piace perché non è piacente, ha la pancia e a volte è arrogante  nello sfoggio della propria cultura, soprattutto quella classica. Non dovrebbe, ma piace. Forse perché nelle sue investigazioni non vuole raggiungere una conclusione secondo la morale corrente: non è interessato a imprigionare il colpevole e a fargli pagare il debito con la società nelle patrie galere; il fine ultimo è quello di scoprire il mistero, di portare alla luce del sole tutti i fatti, che all’inizio della storia appaiono incomprensibili.
Luoghi ed atmosfere sono quelli della provincia inglese, a metà strada tra la campagna di Miss Marple e la nebbiosa Londra di Sherlock Holmes.
Ruth Rendell ci regala tre romanzi[1] del suo investigatore come se ci invitasse a prendere un tè nel salotto buono, offrendoci una deliziosa fetta di torta. Irresistibilmente british.

 

[1] Quella buia notte di settembre (A Guilyt Thing Surprised, 1970), Caccia al Kidnapper (No More Dying Then, 1970), La ragazza caduta dal cielo (Murder Bewing Once Done, 1972).