Philip Roth – L’animale morente

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Vivo più che mai!

La vicenda è ambientata negli anni sessanta del secolo scorso, in piena rivoluzione sessuale americana. David Kepesh, professore universitario sul viale del tramonto, è affascinato dal mondo femminile a tal punto da “ammalarsi” di una bellissima ragazza cubana che sconvolgerà la sua vita in maniera drammatica e imprevista.

L’ossessione per il sesso viene usata, apparentemente in modo banale, come pretesto per indagare il tema della morte e della vecchiaia: dolorose riflessioni sullo scorrere del tempo dove i protagonisti, tratteggiati con rara precisione, sono attorniati da personaggi secondari altrettanto affascinanti.

La scrittura di Roth, cruda e magistrale, si rivolge al lettore in tono confidenziale, fino a dare la sensazione di un contatto fisico con le vicende raccontate. La corporeità dolente degli interpreti ci restituisce una perfetta lettura della vita che passa e della distanza infinita fra giovinezza e vecchiaia. Piccole perle di un grande scrittore.

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Giorgio Olivari
Giorgio Olivari nasce a Brescia nel secolo scorso. È professionista nel campo del disegno industriale da più di trent’anni. Dopo i primi quarant’anni da lettore scopre la scrittura per caso: uno scherzo della vita. La compagna di sempre lo iscrive a un corso di scrittura creativa: forse per gioco, più probabilmente per liberarsi di lui. Una scintilla che, una volta scoccata, non si spegne ma diventa racconto, storie, pensieri; alcuni dei quali pubblicati dai tipi di BESA in "Pretesti Sensibili" (2008). La prima raccolta di racconti brevi, "Futili Emotivi", è pubblicata da Carta & Penna Editore nel 2010. La sua passione per la letteratura lo ha portato a “contagiare” altri lettori coordinando gruppi di lettura: Arcobaleno a Paderno Franciacorta, Chiare Lettere a Nave.