Mauro Covacich – La sposa

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Diciassette storie di mirabile normalità

Gli attentati compiuti da un tranquillo padre di famiglia con la passione per gli esplosivi; due sconosciuti in attesa di sparare durante un safari umano; un giovane sacerdote, ignaro del suo futuro di prelato, in un doloroso duello contro il desiderio; le disgrazie di un cuore espiantato, in corsa verso una seconda vita; un uomo risoluto a condividere la casa con un branco di lupi; un’artista vestita da sposa che attraversa l’Europa in autostop. Fatti realmente accaduti che si sciolgono in fantasie folgoranti e divagazioni autobiografiche, come i giochi al parco con il nipotino. La sterilità di una generazione che ha messo le proprie ambizioni personali posto davanti a tutto, e a tutti.

Diciassette storie di mirabile normalità, traboccanti di bruciante amore per la vita, scaturite dagli angoli di una quotidianità fenomenale e fenomenica.
Lo stile asciutto e misurato di Covacich brilla nelle riflessioni, in contrasto con lo squallore, sempre sullo sfondo, del nostro Paese alla deriva, dove la prospettiva di essere genitori riempie di terrore.

La sposa è un flusso ininterrotto di pensieri sul presente: uno sguardo che caratterizza la scrittura di Mauro Covacich da sempre. É così che il viaggio della mente inizia alla fine di ognuno di questi racconti; e ci vorrebbe un forte desiderio di rimozione per ignorarlo.

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Giorgio Olivari
Giorgio Olivari è nato a Brescia nel giugno del 1964. Ha effettuato studi tecnici e svolge una professione legata all’industrial design e allo sviluppo di progetti. Dopo i primi quarant’anni da lettore scopre casualmente la scrittura. Uno scherzo della vita: l’iscrizione quasi per gioco a un corso di scrittura. Una scintilla che, una volta scoccata, non si spegne e diventa racconto, storie e pensieri, alcuni dei quali pubblicati dai tipi di BESA in “Pretesti Sensibili” nel 2008. La prima raccolta di racconti brevi, “Futili Emotivi”, è pubblicata da Carta & Penna Editore nel 2010, come premio per il primo posto al concorso Praeder Willi 2009.

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